La danza della pioggia acida

LAST VIDEOS

Loading...

20/12/07

La danza della pioggia acida

pioggia acida
Fonte: Climatrix
Un'inchiesta comparsa in questi giorni sul sito web de 'la Repubblica' presenta un'attento resoconto su un fenomeno pienamente ricollegabile al surriscaldamento globale dell'informazione. Il catastrofismo propagato negli ultimi anni attraverso i mass media e correlato alle mutazioni climatiche sembra esser divenuto un fenomeno fuori controllo. Sebbene gli stessi comitati scientifici non presentino dati che affermino inequivocabilmente un imminente pericolo d'estinzione per la razza umana, molte altre voci, in primo piano, fuori campo o fuori posto, tessono le trame di questa rete atta ad immobilizzarci in un 'clima di terrore'...

Dal mondo della politica o dell'economia nascono sempre più frequentemente allarmi o mobilitazioni che, se da un lato cercano di ottenere il risultato di creare le condizioni per un adattamento il più rapido possibile ed indolore come risposta alla comparsa di anomalie climatiche, dall'altro impressionano fortemente l'opinione pubblica, sovra stimolandola o semplicemente convogliandola verso un immobilismo ed una sensazione di impotenza nei confronti del destino del proprio pianeta, e quindi del proprio destino. Ma non dobbiamo necessariamente esser vittime di questa rete, sia perchè ognuno di noi è chiamato individualmente a ricostruire le proprie consapevolezze riguardo ai cambiamenti climatici ma soprattutto perchè l'azione individuale (senza necessariamente giungere al nodo dei movimenti ambientali) può produrre cambiamenti su dimensioni sempre maggiori. Alcune popolazioni antiche usavano consumare riti propiziatori attraverso i quali attrarre le benevole forze della natura che gli concedevano le risorse per vivere.
Oggi però ci capita di sorridere quando ci confrontiamo con questi sistemi di credenze, pensando a queste umane espressioni come a gesti di disperazione compiuti da popolazioni meno progredite di noi, che oggi sembrerebbero fuori luogo, fuori dal tempo, fondamentalmente senza alcun senso, ma che forse racchiudono in sé la forza di un amore che oggi non proviamo più per la natura che ci ospita e ci sostiene. Piuttosto che lasciarci profondamente contagiare da questo catastrofismo ambientale, questo Climate Porn, come fu ironicamente definito lo scorso anno da Simon Retallack, responsabile dell'ufficio inglese che studia i cambiamenti climatici dell'Ippr (Institute for Public Policy Research), ci converrebbe intraprendere nuove azioni che ci riportino ad un maggior livello di armonia sia con la nostra natura esteriore e sia con quella interiore, il nostro sé profondo, anche se dovessimo cominciare a danzare sotto una pioggia, di giorno in giorno sempre più acida.




Altri Articoli Correlati




0 Commenti:

Posta un commento

Si informano i lettori che non verranno pubblicati commenti anonimi.



.