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| Fonte: Climatrix |
Ormai quotidianamente siamo bombardati di nuove notizie, dati, ricerche e studi che trattano a turno od in coro dei numerosi aspetti collegabili a questo fenomeno.
Se potessimo tracciare un grafico di questo volume informativo ne trarremmo una curva in forte crescita che, perchè no, ricorda molto da vicino altre curve atte a descrivere particolari aspetti del clima terrestre.
Il riscaldamento della superficie terrestre, il riscaldamento dei mari, l'aumento delle immissioni dell'atmosfera di CO2, l'aumento della popolazione mondiale e molte altre ancora, tra cui alcune 'hochey stick', come vengono chiamate da diversi ricercatori oltreoceano.
Mentre alcuni anni fa la stragrande maggioranza di queste informazioni raggiungevano solo il pubblico specializzato, gli scienziati e le istituzioni, oggi tutti quanti troviamo traccia di queste discussioni in TV, alla radio, sui quotidiani, sulle riviste di qualsiasi tipo, sui libri, su Internet e persino al Bar sotto casa.
Siamo chiamati a prendere maggior consapevolezza su questo fenomeno, che lo si voglia o no, che si sia più o meno soggetti all'impatto dei cambiamenti climatici nella nostra vita privata, nel contesto locale in cui viviamo.
I 'partiti' di questa propaganda globale sono essenzialmente tre: da una parte gli allarmisti, dall'altra i negazionisti, e per concludere gli scettici. Schieramenti caratterizzati da un differente riconoscimento della gravità delle anomalie climatiche (da un punto di vista scientifico), e profondamente contrastanti nel tentativo di dimostrarne le cause.
Effettivamente si tratta di un problema globale, e l'azione informativa o propagandistica di queste distinte posizioni ha come target l'opinione pubblica globale.
In realtà più che di trattazioni, statistiche e numeri abbiamo bisogno di soluzioni che ci permettano di adattarci più efficacemente a questi cambiamenti, per qualcuno ormai inevitabili. La questione del risparmio energetico ha focalizzato su di sé la maggior parte di questi sforzi divulgativi ma l'attuazione nella nostra vita pratica di queste direttive o consigli è non di rado macchinosa. Le abitudini, che ci fa comodo sapere difficilmente modificabili, rivelano la nostra ipocrisia di fondo ed il disinteresse nel nostro bene collettivo, la salute del nostro pianeta e dei nostri stili di vita.
Il clima sta cambiando...noi no.
Se aspettiamo che siano i nostri governi a scegliere per noi, potremmo un giorno pentirci amaramente di non aver saputo effettuare scelte consapevoli e decisioni efficaci per le nostre vite. Potremmo pentirci di non aver voluto collaborare alla creazione del nostro destino.
Non è ancora troppo tardi.








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