Molto spesso sentendo parlare di nucleare vengono in mente le classiche centrali a fissione dove per mezzo di reattori a fusione, viene prodotta energia elettrica con la scissione del nucleo di atomi pesanti come l'uranio e il plutonio. Tralasciando gli aspetti tecnici siamo tutti consapevoli sulla rilevanza dell'enorme potenziale in termini energetici, delle questioni legate alla sicurezza sulla salute e sull'impatto che comporta alla natura. E la fusione fredda?
La fusione fredda è un fenomeno nel quale due atomi di isotopi idrogeno (tipicamente Deuterio-Deuterio o Deuterio-Trizio) si fondono per produrre atomi di elio ed energia.
A seconda del processo che viene utilizzato i metodi più studiati sono essenzialmente due: fusione fredda prodotta mediante confinamento muonico e da confinamento chimico.
Di questa reazione quasi mai si fa accenno ma già tra la fine del diciannovesimo secolo e i primi del novecento i tedeschi, F. Paneth e K. Peters (1926), pubblicarono un lavoro sulla presunta trasformazione spontanea di idrogeno in elio da catalisi nucleare, successivamente (1927) anche lo svedese J. Tandberg affermò di aver ottenuto una miscela di idrogeno in elio all'interno di una cella elettrolitica con elettrodi in palladio. Nel tempo gli studi sono continuati ma la denominazione “fusione fredda” arriva nel 1986 quando Paul Palmer durante uno studio sulla geo-fusione, da vita a questo termine.
Nei primi anni ottanta, nell'esperimento di Fleischmann e Pons veniva utilizzato un vaso di vetro a doppia parete dove all'interno era stato fatto del vuoto, il vaso, veniva riempito di acqua pesante per svolgere l'elettrolisi e all'interno si immergeva una cella con un catodo di palladio, un termistore (termoresistenza) ed un riscaldatore elettrico. La cella, percossa da una corrente costante generava una potenza elettrica uguale a quella dispersa da essa stessa (in queste condizioni la temperatura della cella era di circa 30 °c) ma a volte aumentava improvvisamente a 50 °c senza che fosse variata la potenza elettrica in ingresso, generando energia superiore 20 volte alla potenza elettrica applicata, fenomeno che pur riscontrato non aveva nessuna ciclicità temporale e nessuna certezza di realizzo. In questa reazione gli autori affermano che è possibile avvicinare atomi di deuterio tra loro, superando la forza di repulsione, senza l'utilizzo di temperature e pressioni elevate necessarie nella fusione termonucleare. L'annuncio ufficiale di tale scoperta avviene nel marzo del 1989 ma non passano nemmeno 24 ore dalla diffusione della notizia che numerosi e autorevoli esponenti della comunità scientifica, difronte a quella che consideravano un’eresia scientifica, fanno passare Fleischmann e Pons per due folli superficiali in cerca di notorietà. I metodi di fusione fredda ad oggi conosciuti sono diversi e vanno distinti a seconda del tipo di catalisi utilizzata, catalizzazione di muoni, confinamento chimico, cella elettrolitica, cella al plasma elettrolitico e cella a gas di deuterio e idrogeno sono tutte metodiche che appartengono alla famiglia delle reazioni nucleari a bassa energia LENR.
Lo studio, la ricerca e gli esperimenti in merito continuano tutt'oggi nonostante lo scetticismo, fondi che non vengono stanziati e discredito gettato sulla faccenda negli anni passati, alcuni studiosi affermano che molti passi sono stati chiariti e che finalmente può essere creata una teoria quasi completa sul fenomeno. Inoltre vengono già sperimentati generatori da 1 Kilowatt che potrebbero essere impiegati per le prestazioni domestiche beneficiando risparmio economico e minor impatto ambientale conseguente allo sfruttamento di energie pulite rinnovabili. Tuttavia, rimangono ancora da fare analisi essenziali per una totale comprensione delle variabili in gioco in questo fenomeno, auguriamoci che tutto questo un giorno sia fattibile e che le energie pulite trovino posto in mondo sempre più soffocato dai veleni e dall'ignoranza dell'uomo.
La fusione fredda è un fenomeno nel quale due atomi di isotopi idrogeno (tipicamente Deuterio-Deuterio o Deuterio-Trizio) si fondono per produrre atomi di elio ed energia.
A seconda del processo che viene utilizzato i metodi più studiati sono essenzialmente due: fusione fredda prodotta mediante confinamento muonico e da confinamento chimico.
Di questa reazione quasi mai si fa accenno ma già tra la fine del diciannovesimo secolo e i primi del novecento i tedeschi, F. Paneth e K. Peters (1926), pubblicarono un lavoro sulla presunta trasformazione spontanea di idrogeno in elio da catalisi nucleare, successivamente (1927) anche lo svedese J. Tandberg affermò di aver ottenuto una miscela di idrogeno in elio all'interno di una cella elettrolitica con elettrodi in palladio. Nel tempo gli studi sono continuati ma la denominazione “fusione fredda” arriva nel 1986 quando Paul Palmer durante uno studio sulla geo-fusione, da vita a questo termine.
Nei primi anni ottanta, nell'esperimento di Fleischmann e Pons veniva utilizzato un vaso di vetro a doppia parete dove all'interno era stato fatto del vuoto, il vaso, veniva riempito di acqua pesante per svolgere l'elettrolisi e all'interno si immergeva una cella con un catodo di palladio, un termistore (termoresistenza) ed un riscaldatore elettrico. La cella, percossa da una corrente costante generava una potenza elettrica uguale a quella dispersa da essa stessa (in queste condizioni la temperatura della cella era di circa 30 °c) ma a volte aumentava improvvisamente a 50 °c senza che fosse variata la potenza elettrica in ingresso, generando energia superiore 20 volte alla potenza elettrica applicata, fenomeno che pur riscontrato non aveva nessuna ciclicità temporale e nessuna certezza di realizzo. In questa reazione gli autori affermano che è possibile avvicinare atomi di deuterio tra loro, superando la forza di repulsione, senza l'utilizzo di temperature e pressioni elevate necessarie nella fusione termonucleare. L'annuncio ufficiale di tale scoperta avviene nel marzo del 1989 ma non passano nemmeno 24 ore dalla diffusione della notizia che numerosi e autorevoli esponenti della comunità scientifica, difronte a quella che consideravano un’eresia scientifica, fanno passare Fleischmann e Pons per due folli superficiali in cerca di notorietà. I metodi di fusione fredda ad oggi conosciuti sono diversi e vanno distinti a seconda del tipo di catalisi utilizzata, catalizzazione di muoni, confinamento chimico, cella elettrolitica, cella al plasma elettrolitico e cella a gas di deuterio e idrogeno sono tutte metodiche che appartengono alla famiglia delle reazioni nucleari a bassa energia LENR.
Lo studio, la ricerca e gli esperimenti in merito continuano tutt'oggi nonostante lo scetticismo, fondi che non vengono stanziati e discredito gettato sulla faccenda negli anni passati, alcuni studiosi affermano che molti passi sono stati chiariti e che finalmente può essere creata una teoria quasi completa sul fenomeno. Inoltre vengono già sperimentati generatori da 1 Kilowatt che potrebbero essere impiegati per le prestazioni domestiche beneficiando risparmio economico e minor impatto ambientale conseguente allo sfruttamento di energie pulite rinnovabili. Tuttavia, rimangono ancora da fare analisi essenziali per una totale comprensione delle variabili in gioco in questo fenomeno, auguriamoci che tutto questo un giorno sia fattibile e che le energie pulite trovino posto in mondo sempre più soffocato dai veleni e dall'ignoranza dell'uomo.








Dove è possibile sapere a che punto sono e dove è possibile trovare gli studi sul generatore da
un Kw domestico?Sono convinto che la fusione fredda sia veramente la soluzione al problema energetico,secondo me non sono tanto le società petrolifere,quanto tutti i finanziamenti per l'energia con tutti i suoi centri di potere e il caos che una soluzione cosi semplice porterebbe sul mondo del trasporto e della produzione dell'energia.Gradirei veramente saperne di piu'.
Brunetto Brunetti
Sono in pieno accordo con quello che dici.
Questo argomento sembra possedere attorno a se un'aria di incredubiltà a scetticismo, che in realtà velano strani interessi.
In lingua italiana puoi consultare questo articolo del Sole24ore del maggio 2008:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/05/samurai-caravita.shtml?uuid=1af305be-2804-11dd-9bec-00000e25108c&DocRulesView=Libero
Purtroppo le informazioni più aggiornate su questo argomento vengono pubblicate su Internet soprattutto in lingua inglese. Ti consiglio di consultare il sito del 'Cold fusion Times', è fra i più autorevoli ed aggiornati in materia:
http://world.std.com/~mica/cft.html
In lingua spagnola posso consigliarti un altro interessante dibattito sull'argomento in un Foro di ElPais.com:
http://foros.elpais.com/index.php?s=9557e44b041f1954e39d48856c78f7a4&showtopic=19066&st=0&p=322032&#entry322032
ciao