Il controllo dell'informazione è il potere: la storia della Microsoft

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Il controllo dell'informazione è il potere: la storia della Microsoft



Ancora oggi Bill Gates è l’uomo più ricco al mondo (Fonte Forbes) e il decimo più influente del pianeta (Fonte Forbes), vediamo insieme il perchè.

Ogni un utente che andrà a comprare un computer acquisterà non soltanto una componente hardware ma anche una software, trovando preinstallato unicamente e senza alcun tipo di scelta (tranne rare eccezioni - Vedi fondo pagina) il sistema operativo sviluppato (o quasi - Vedi in basso) dalla Microsoft, un monopolio che dura da oltre 20 anni.

E' pur vero che altre aziende immettono sul mercato mondiale prodotti senza possibilità di scelta circa il sistema operativo preinstallato. Tuttavia la Apple, per esempio, pur presentando computer ad alti costi garantisce sempre una qualità e facilità d'uso senza eguali per un'alta integrazione hardware/software.

Nel solo primo trimestre del 2009 sono stati venduti 66,5 milioni di computer, un numero inferiore del 8,1% (72,3 milioni) rispetto a inizio 2008 e del 14,4% rispetto alla fine dello scorso anno, quando furono 77,6 milioni i pc venduti (Fonte: PcWorld).
Volendo fare un calcolo approssimativo negli ultimi cinque anni si sono venduti oltre 200 milioni di pc all'anno per un totale di oltre di oltre 1 miliardo di macchine vendute in totale.
Tale calcolo prevede solo la distribuzione di copie di Vista/Xp sotto licenza OEM, quindi per i soli OS preinstallati di fabbrica, non tenendo in conto l'acquisto dello stesso sotto licenza completa (reinstallabile su più macchine) o di applicazioni aggiuntive (come MS Office) o codec e browser che impongono degli stardard limitativi (garantendo al coltempo continuitività d'uso dei prodotti Microsoft) soprattutto nei confronti del mondo open source.
La licenza OEM non prevede il trasferimento del sistema su altre macchine, cosa abbastanza curiosa dato che gli OS Microsoft sono notoriamente "scassabili" e necessitano di reinstallazioni anche frequenti per varie cause tra le quali troviamo la larga diffusione di malware (Vedi anche: http://www.climatrix.org/2008/07/malware-virus-worm-e-gnulinux.html).
L'utente non potrà installarlo su altre macchina oltre che sullo stesso PC (attualmente non viene più rilasciato il CD di installazione) poiché acquista una licenza per il solo uso di un'installazione (quella di fabbrica), non per una copia su un supporto digitale, tuttavia il sistema operativo può essere comunque rimosso e il relativo costo deve venire rimborsato (cosa che in pochi sanno, Qui il modulo di richiesta). Vedi anche: link


La licenza OEM in questo modo non prevede più le classiche formattazioni, fomenta la pirateria informatica (che paradossalmente rafforza l'egemonia della MS), risulta anti competitiva e limita la crescità di altre realtà informatiche.

Tutto ciò ricorda molto da vicino un'altra corporation, la Monsanto la quale sta cercando di imporsi sul mecato mondiale distribuendo semi ogm dalle qualità nefaste, ogni pianta nata da questi semi ne produrrà altri sterili; un giorno, forse, anche i contadini non potranno più "reinstallare" i loro semi.


Oltre a questa sorta di truffa la Microsoft sta rallentanto la tecnologia orientate al web. Internet Explorer, il famoso web browser della casa di Redmond preinstallato su qualsiasi macchina (più del 90%) monti un OS Microsoft, da quanto precedentemente detto è diventato il browser più diffuso al mondo, nonostante non sia il migliore e l'unico disponibile.
Molti web master/designer scrivono ed ottimizzano i loro siti per questo browser, perdendo del tempo prezioso in inutili hack poichè non rispetta gli standard del W3C e quindi rallenta il progresso tecnologico, un esempio è il lungo decorso nell'adottare come standard la tecnologia HTML5/CSS3 (a qusto link trovate un'analisi sul supporto del futuro standard per i browser più usati).

Per questi ed altri motivi la Microsoft è stata processata più volte.

Vedi:

http://www.pcself.com/primopiano/flash/news_item.asp?NewsID=11402 (UPDATED!)









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La nascita del Basic

Prima ancora dell’apparizione di Micral (primo PC nato in Francia nel 1973) e Altair (nato nel 1975 nei laboratori della americana Model Instrumentation Telemetry Systems - M.I.T.S.), nel 1964 John Kemeny e Thomas Kurtz, presso il Dartmouth College (New Hampshire, USA), sviluppano il Basic (Beginners’ All-purpose Symbolic Instruction Code), il più famoso linguaggio di programmazione della storia. Attraverso questo “Codice Simbolico Multifunzione di Istruzioni per Principianti” le istruzioni vengono impartite al calcolatore usando delle parole in inglese corrente, come “PRINT” (stampa) oppure “INPUT” (immetti), al posto della lingua misteriosa composta da sequenze interminabili di “1” e di “0” con cui i primi programmatori sono costretti a “parlare” con i loro computer. Con l’avvento del Basic la programmazione dei calcolatori esce dal mondo degli addetti ai lavori e diventa accessibile a tutti. Kemeny, immigrato nel 1940 a New York assieme alla sua famiglia proveniente da Budapest, prima di dedicarsi all’informatica trascorre parecchi anni accanto ad Albert Einstein, in qualità di assistente matematico. Il primo programma scritto in BASIC viene eseguito a Dartmouth da Kemeny e Kurtz alle 2 del mattino del 4 maggio 1964.


L’Homebrew Computer Club

Il 5 marzo 1975 a Menlo Park, nella silicon valley californiana, nel garage di Gordon French si svolge il primo incontro dell’Homebrew Computer Club, il club degli hacker dell’hardware, di cui fanno parte, tra gli altri, Bill Gates, Stephen Wozniack, Gary Kildall e molti altri pionieri dei personal computer. Le riunioni dell’Homebrew divengono un appuntamento fisso per scambiare pezzi di hardware, idee, programmi, informazioni e progetti. L’Altair 8800 è ovviamente al centro dell’attenzione.


Dopo aver letto l’annuncio su “Popular Electronics”, Bill Gates e Paul Allen, che avevano studiato insieme ad Harvard, telefonano immediatamente a Ed Roberts per proporgli di acquistare il loro interprete BASIC per l’Altair, scritto assieme a Marty Davidoff. È la prima vendita di software della Micro-Soft. A quei tempi l’azienda aveva ancora il trattino nel nome, che sarebbe caduto nel 1976. L’accordo per la vendita del Basic viene concluso con successo il 2 gennaio 1975.
L’affare si rivela davvero fortunato, e apre le porte del successo a quella che sarebbe diventata la più grande azienda informatica del mondo. Il grande pubblico dimentica ben presto i nomi di Kemeny e Kurtz, e negli anni a venire il nome di Bill Gates verrà associato sempre più frequentemente alla creazione del Basic. In seguito all’accordo con Ed Roberts, Gates e Allen si trasferiscono ad Albuquerque, sede della Mits, per scrivere un programma in grado di connettere Altair con una unità a disco. Una sera di giugno del 1975 gli hobbisti dell’Homebrew Computer Club riescono a impossessarsi di una cartuccia contenente il codice completo del Basic, lasciata incustodita durante una delle numerose dimostrazioni intineranti organizzate da Ed Roberts per pubblicizzare il suo prodotto. A causa del prezzo ritenuto eccessivo, gli “homebrewers” iniziano a fare delle copie su nastro del Basic per l’Altair da distribuire gratuitamente.
In seguito al dilagare di queste copie “pirata”, il 3 febbraio 1976 Bill Gates scrive una lettera aperta agli hobbisti, pubblicata sulla newsletter “Computer Notes”, un documento in cui attacca apertamente la copia non autorizzata. La lettera viene riportata anche sul bollettino di febbraio dell’Homebrew Computer Club. L’argomentazione principale di Gates contro la diffusione incontrollata dei programmi è che questa pratica scoraggia i programmatori, rendendo meno remunerativa la realizzazione dei loro prodotti.

Le teorie di Gates vengono smentite nel 1991, quando la distribuzione libera e gratuita del sistema operativo Linux diventa l’elemento decisivo che incoraggia e stimola il lavoro di migliaia di programmatori sparsi in tutto il mondo.
Il 22 maggio 1977 Ed Roberts decide di abbandonare il mercato dell’informatica, anche in virtù delle crescenti pretese da parte dell’azienda di Gates. A trentacinque anni compiuti, dopo aver venduto la sua azienda alla Pertec, Roberts si trasferisce in Georgia con un assegno di alcuni milioni di dollari in tasca, e inizia una nuova vita come studente di medicina alla Mercer University, per finire la sua carriera a Cochran, un paesino a sud di Atlanta dove si stabilisce per esercitare la professione di pediatra.
In seguito all’acquisto della MITS da parte della Pertec si scatena una battaglia giudiziaria in merito di diritti di proprietà intellettuale del Basic dell’Altair, di cui la Pertec rivendicava i diritti in seguito all’acquisizione della Mits. Gates ed Allen sostengono invece che il Basic era stato dato solamente in concessione. La questione è portata davanti a un tribunale che dà ragione a Microsoft. 

Una mamma che ha fatto storia

Per Microsoft la grande occasione arriva nel luglio del 1980, quando Bill Gates viene contattato da IBM, l’azienda che in quegli anni esercitava un dominio incontrastato nel settore dell’informatica. A questo incontro ne fa seguito un secondo, un mese più tardi, durante il quale Gates firma un contratto di consulenza con Ibm per la realizzazione di un sistema operativo da utilizzare per i futuri PC IBM, una missione segretissima battezzata con il nome in codice “Project Chess“.
Le motivazioni che spingono “Big Blue” IBM a legare la nascita dei nuovi “personal computer” ad una azienda relativamente giovane e guidata da un ragazzino appena venticinquenne, sono tuttora avvolte da un fitto mistero.
L’unico dato di fatto di cui si dispone per capire le cause del “matrimonio” tra Microsoft e IBM è che la madre di Bill Gates, Mary, personaggio di spicco degli ambienti di Seattle, proprio nei giorni antecedenti all’accordo che avrebbe reso miliardario il suo figliolo, curava gli affari di famiglia in qualità di membro del consiglio di amministrazione di una impresa chiamata United Way. Un altro dei membri illustri di quel consiglio di amministrazione era il signor John Opel, un uomo d’affari che contemporaneamente rivestiva il ruolo di CEO (Chief Executive Officer) all’interno di IBM, praticamente la più alta carica direttiva dell’azienda.
L’ossessione di John Opel per la realizzazione di un nuovo prodotto IBM con cui raggiungere e sorpassare la Apple nel mercato dei personal potrebbe aver trovato uno sbocco naturale nelle prospettive di successo che Mary Gates era disposta a garantire a nome del suo geniale pargolo.
È possibile che una buona parola da parte di Mamma Gates sia stata l’elemento decisivo che ha determinato le decisioni del “gigante” dell’informatica, ancora troppo impacciato per muoversi nel settore dei personal computer con l’agilità necessaria per sostenere il ritmo frenetico dell’innovazione tecnologica di quegli anni.

Un’altra azienda candidata alla realizzazione del “Project Chess” è la Digital Research di Gary Kildall, che già da tempo aveva sviluppato CP/M, “Control Program for Microcomputers”, un sistema operativo perfettamente in grado di funzionare anche sui nuovi personal IBM. Il mancato accordo tra IBM e Gary Kildall, spesso definito come la più grande occasione mancata nella storia dei PC, è descritto in maniera diversa a seconda di chi lo racconta. In base alla versione dei fatti fornita da IBM, che è anche la più diffusa e conosciuta, Kildall era impegnato a dilettarsi con il suo bimotore mentre sua moglie riceveva la visita dei funzionari IBM incaricati di proporre lo stesso accordo che avrebbe fatto la fortuna di Bill Gates e Microsoft. Dopo una lunga attesa, gli uomini IBM si sarebbero seccati di aspettare, tornando a casa e mandando a monte l’affare. Secondo la ricostruzione dell’episodio fatta dallo stesso Kildall, invece, il suo non era un volo di piacere, ma di affari, e nei successivi contatti con IBM le condizioni proposte sarebbero state talmente restrittive da impedirgli di accettare l’offerta, dal momento che IBM voleva cavarsela con un semplice pagamento forfetario per l’acquisto del sistema operativo, rifiutandosi di concedere a Kildall una percentuale per ogni copia venduta del suo Cp/M. Questo stallo nella trattativa avrebbe lasciato via libera a Microsoft.


Dal Cp/M al Dos Microsoft

Una volta concluso l’accordo con IBM il grosso problema di Microsoft era la realizzazione del sistema operativo promesso a “Big Blue”, un incarico che Gates e soci non sarebbero mai stati in grado di portare a termine da soli, rispettando le scadenze strettissime e i vincoli sulla qualità del prodotto imposti da IBM.
Nel settembre del 1980, di fronte alla prospettiva di un fallimento dell’accordo con IBM, Gates decide di giocare d’astuzia, acquistando dalla Seattle Computer Products, per la modica somma di 50.000 dollari, un sistema operativo “veloce e sporco”, il Q-Dos, “Quick and Dirt Operating System”. Il Q-Dos, opportunamente modificato, si trasforma d’incanto nel più famoso Microsoft DOS, l’MS-Dos destinato a diventare uno standard nell’ambito dei personal computer grazie alla potenza economica di IBM e al senso degli affari di Bill Gates, che negli anni seguenti avrebbe costruito la sua fama di programmatore geniale e la sua fortuna economica a partire dalla rivendita di un prodotto realizzato da altri. Gates ottiene da Tim Paterson, che aveva realizzato il Q-Dos, un accordo di licenza non esclusivo, che prevedeva la possibilità di rivendere il prodotto, senza lasciarsi sfuggire che tra i clienti intenzionati alla rivendita del Q-Dos c’era nientemeno che IBM. La segretezza era ulteriormente garantita da una clausola del contratto in base a cui “niente avrebbe obbligato Microsoft a identificare il cliente”. In seguito Microsoft chiuderà il cerchio comprando tutti i diritti della Seattle Computer Products, assumendo alle sue dipendenze lo stesso Paterson.

Risalendo l’albero genealogico dell’MS-DOS, è possibile che il primo “capostipite” della famiglia non sia il Q-Dos di Tim Paterson, ma addirittura lo stesso Cp/M di Gary Kildall, che potrebbe essere il “vero” sistema operativo a partire dal quale, attraverso modifiche successive, è stato realizzato il prodotto definitivo consegnato a IBM. Una versione molto dettagliata del rapporto tra il CP/M e il Q-Dos è contenuta all’interno del libro “Bill Gates, una biografia non autorizzata“, scritto da Riccardo Staglianò per Feltrinelli.
Secondo il resoconto di Staglianò “Quando fu chiaro che Microsoft avrebbe fornito a Ibm il sistema operativo sviluppato da Tim Paterson, Gary Kildall, l’uomo che arrivò in ritardo all’appuntamento con la sua fortuna, telefonò imbestialito al programmatore, anticipando querele: «Hai copiato il mio CP/M: ti denuncerò!». «Non ho mai guardato il codice di Kildall», si è sempre difeso Paterson, «solo il suo manuale».”
Gli indizi a favore di Kildall sono davvero numerosi, e in più di una occasione alcuni esperti di informatica che si sono divertiti a “smontare” il Dos Microsoft hanno evidenziato al suo interno la presenza di diverse righe del codice scritto dal fondatore della Digital Research per realizzare il suo Cp/M. La stessa IBM avrebbe cercato di mettere a tacere la vicenda offrendo a Kildall ottocentomila dollari per rinunciare ad ogni rivendicazione sulla paternità di Ms-Dos.

Gary Kildall muore il 6 luglio del 1994, all’età di cinquantadue anni, dopo aver lottato fino alla fine contro lo strapotere commerciale di Microsoft e Ibm, usando come armi la qualità e la robustezza del suo Dr-Dos, il sistema operativo nato dall’evoluzione dello sfortunato CP/M.
La vita di Kildall si spegne a causa di una banale rissa scoppiata in un bar di Monterey, la città californiana dove viveva, perché alcuni avventori del locale, più rispettosi delle loro motociclette che della vita altrui, non gradiscono le toppe del giubbotto di pelle di Kildall, che rappresentavano delle moto Harley Davidson. Una tragica fine per un uomo geniale, che con un pizzico di fortuna in più avrebbe potuto sedersi al posto di Bill Gates sulla poltrona di uomo più ricco del mondo, un pioniere dell’informatica che con tutta probabilità è l’unico vero
autore di un sistema operativo che ci ha permesso per anni di lavorare, scrivere e comunicare attraverso il computer.

Il 12 agosto 1981 il primo personal computer della IBM, basato sul microprocessore 8086, fa il suo ingresso trionfale sul mercato dei personal computer, con una presentazione in grande stile al salone delle feste del Waldorf Astoria di New York. Il modello base ha una RAM di 16K e un lettore per dischetti da 5 pollici e 1/4, il tutto per la modica cifra di 1.565 dollari. Il sistema operativo utilizzato è, ovviamente, il Microsoft Dos.

Crisi coniugale tra Microsoft e Ibm

Il 20 novembre 1985 Microsoft mette in commercio Windows 1.0, esattamente due anni e dieci giorni dopo la presentazione del prodotto, avvenuta in grande stile e con tutta l’enfasi che contraddistingue le campagne pubblicitarie dell’azienda di Redmond. È l’inizio della “scalata al potere” del sistema operativo più famoso del mondo.

Nel 1989, in occasione del Comdex di Las Vegas, il salone annuale dell’informatica statunitense, gli operatori del settore attendono un annuncio strategico di Bill Gates e James Cannavino, responsabile del settore personal all’interno di IBM. Tutto risale al 2 aprile 1987, quando IBM lancia la sua nuova linea di Personal, i PS/2, dotati di un nuovo sistema operativo, OS/2, frutto di un lavoro congiunto dei tecnici IBM e Microsoft. Da questa alleanza avrebbe dovuto nascere il nuovo standard dei sistemi operativi, e per lo sviluppo di OS/2 gli accordi prevedevano che Microsoft avrebbe messo da parte il suo Windows. Tuttavia Gates decide di tenere aperte entrambe le strade, e di decidere all’ultimo momento se appoggiare OS/2 o Windows. Lo sgambetto a Ibm arriva proprio in occasione del Comdex, con un discorso di Gates che smentisce tra le righe Cannavino, dopo che il manager IBM aveva ingenuamente confermato l’appoggio di Microsoft nell’alleanza per OS/2. Il 22 maggio del ‘90 viene presentata la versione 3 di Windows, con una teleconferenza mondiale da tre milioni di dollari, che mobilita seimila giornalisti con grandi schermi installati a Città del Messico, Londra, Madrid, Milano, Parigi, Singapore e Stoccolma.

Il “matrimonio d’interesse” tra il colosso dei mainframe e il nuovo gigante del software giunge al suo capolinea nel marzo 1992. Il mondo dell’informatica è scosso dall’annuncio della rottura dei rapporti commerciali tra IBM e Microsoft. È la fine di un lungo decennio durante il quale Microsoft riesce a imporre i suoi prodotti software come standard “de facto” e “Big Blue” IBM si impone con la sua potenza economica nel mondo dei personal computer, schiacciando Apple e tutte le piccole aziende come Atari, Commodore, Sinclair e Texas Instruments, fiorite grazie al lavoro appassionato dei primi “hacker dell’hardware” ed entrate molti anni prima di IBM nel settore dei personal e degli home computer, ma senza i mezzi finanziari e la spregiudicatezza che hanno caratterizzato l’azione di Microsoft e IBM durante anni di lotta spietata contro ogni forma di concorrenza. Le strade delle due aziende si separano, e il 24 agosto 1995, con due anni di ritardo sulle scadenze di consegna, il nuovo sistema operativo Windows 95 viene lanciato sul mercato con un investimento pubblicitario di 250 milioni di dollari, più di 400 miliardi di lire. Due anni più tardi, l‘11 aprile 1997, 14 milioni di computer sparsi in tutto il mondo vengono lasciati “orfani” da IBM, che in un comunicato annuncia la fine dei progetti di sviluppo del sistema operativo OS/2.
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Alcuni suggerimenti per l'acquisto di un nuovo computer senza Microsoft Windows

-DELL store online: Desktop e notebook con Ubuntu Linux preinstallato e garanzia di qualità Dell

-Nel sito LinuxSì! è possibile cercare negozi in tutta Italia forniti di PC con GNU/Linux

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N.B. Per chi è inca***to nero verso la Microsoft corporation consigliamo la visione del simpatico film I PIRATI DI SILICON VALLEY, riuscirà a strappare almeno un sorriso perfino al più accanito dei contestatori..

Una sequenza di immagini tratte dal film













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P.S. Vedi anche la Campagna informativa della Free Software Fondation: Windows 7 Sins (sito originale in inglese) - Traduzione in italiano.



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