giugno 2009

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30/06/09

Trovato in Germania lo strumento musicale più antico al mondo: flauto di 35.000 anni

flauto di 35000 anni fa
Fonte: Climatrix
Il team di archeologi guidato da Nicholas Conard, noto studioso tedesco che portò alla luce anche la "Venere di Hohle Fels", ha scoperto nei pressi della medesima grotta di Fels (Hohle Fels) vicino Schelklingen (nel Baden Wuerttemberg) un antico flauto rudimentale di 35.000 anni fa ricavato da ossa di avvoltoio, che si attesta a prova della presenza di un insediamento preistorico ben radicato nella zona. A testimozianza di è sopraggiunto il rinvenimento di altri reperti non ancora classificati nei dintorni del luogo.

Lo strumento possiede 5 buchi, è lungo ben 22 cm ed è possibile suonarlo come un attuale flauto dolce. “E' di certo lo strumento musicale più antico attualmente conosciuto” è stato il commento di Conard subito dopo scoperta.

Non sono mancate però alcune critiche nei confronti della scoperta di Conard. April Nowell, archeologo paleolitico dell'Università di Victoria in Canada che non è stato coinvolto nella ricerca, ritiene che non sia effettivamente lo strumento musicale più antico rinvenuto, poiché se il flauto fosse veramente così antico avrebbe preceduto di troppo gli altri strumenti scoperti (gruppi di flauti risalenti a 30.000 e 19.000 anni fa rispettivamente trovati presso i Pirenei e in Austria).

I frammenti della donna di avorio e il flauto trovati nello stesso posto attestano che una cultura avanzata, probabilmente Neanderthal secondo Conard, si sia insediata in Europa centrale esattamente 35.000 anni fa o forse più.

Il team di studiosi ha provveduto a creare una copia identica dello strumento, poiché l'originale è risultato troppo fragile da suonare.
E' possibile ascoltare il suono di questo strumento arcaico qui.

Ulteriori informazioni sono state pubblicate nella rivista Nature del 24/06/09.



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More Info:
Sole 24 Ore, Cbs News


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L'unico dono che il terremoto ci ha fatto

terremoto abruzzo
Fonte: Climatrix
Ho avuto diverse settimane per osservarlo dentro e fuori, per riflettere, e solo adesso ho deciso di scrivere alcuni pensieri a riguardo di un tema che dalle nostre parti è ancora molto attuale.
Chi come me ha vissuto il recente terremoto abruzzese ne porta ancora i segni addosso. La paura continua ad aleggiare sulle nostre teste e, mentre i più timorosi si ritrovano schiavi di strane fobie, i più coraggiosi lo nascondono o lo negano.
Non sono tanto le piccole scosse ed i continui sommovimenti a pesarci, quanto l'impressione che qualcos'altro sia cambiato ad un livello più profondo della nostra mente e del nostro animo.

Lo shock ci ha di colpo ridestato dal sonno, e non parlo solo del sonno fisiologico nel quale molti noi si trovavano quella fatidica notte. Il sonno al quale alludo era fatto di pensieri, credenze ed idee molto prossime alle illusioni. Un sonno che pervadeva diffusamente le nostre vite, le nostre piccole e grandi certezze, la sicurezza di poter costruire il nostro futuro su basi che credevamo esser solide e che invece ci hanno tradito.
Il terremoto ha rotto quasi ogni schema. Interrompendo i normali ritmi della vita quotidiana, il ciclo abitudinario di azioni nel quale trascorrevamo la maggiorparte del nostro tempo, il terremoto ci ha in realtà fatto un unico piccolo grande dono, insito nell'opportunità offertaci di vivere in una condizione di maggiore presenza e riflettere vividamente sulla realtà di certi fenomeni dentro e fuori di noi. La paura, la sofferenza per la perdita di cari, del proprio equilibrio psico-fisico, dei propri spazi e dei punti di riferimento sarà sempre ricordata come la nota dolente e predominante, ma sarà sicuramente affiancata dal sorgere di nuove consapevolezze, piccole o grandi che siano, sulla necessità di ricostruire anzitutto la nostra serenità ricercando una maggiore compenetrazione nelle cose che viviamo.

Abbiamo sempre saputo di vivere su una terra particolarmente viva ma, poichè la memoria del singolo uomo tende ad esser breve, ci siamo dimenticati di ricercare la piena armonia col nostro ambiente. Per ricordarcelo, per ricordarci di noi, di quello che siamo e che costruiamo, c'è stato bisogno di uno shock addizionale che accompagnerà a vita intere generazioni.
La realtà dei beni materiali non la dice tutta sulla qualità effettiva delle nostre vite, ne è solo una parte, e per quante cose saremo capaci di accumulare negli anni che vivremo, non ci serviranno a nulla se parallellamente non saremo stati capaci di coltivare ed accumulare le giuste conoscenze su noi stessi e sul nostro intorno circostante.

Prima che il terremoto finisca e ci si riaddormenti nuovamente dobbiamo sfruttare questo tempo per porci nuove domande, per destrutturare certe false credenze e spingerci oltre, per puntare ad una dimensione di sviluppo, non solo per noi stessi ma anche per la nostra terra che ha bisogno di essere ricostruita, questa volta con maggiore saggezza e consapevolezza. Molti già lo stanno facendo e si stanno muovendo in questa direzione, chi non ancora non l'ha fatto...dovrebbe solo cominciare a pensarci.


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25/06/09

Lampadine a basso consumo energetico: quali rischi per la salute?

lampadine e salute a rischio di Annapaola Laldi

L’Europa e la Gran Bretagna pianificano la totale messa al bando delle lampadine a incandescenza ma questo significhera' sofferenze e totale esclusione sociale per le persone con problemi di fotosensibilita'.

Si tratta delle persone con patologie quali Lupus, forme di dermatite o eczema, elettrosensitivita', autismo, epilessia, emicrania, alcuni tipi di porfiria, e molte altre ancora che possono soffrire gravi e dolorose reazioni all’illuminazione a basso consumo.
Come sappiamo, entro settembre 2012 saranno messe al bando in tutta l'Unione Europea le lampadine a incandescenza per fare spazio a quelle a minor consumo energetico. Lo hanno deciso gli esperti degli Stati membri che hanno approvato - come parte della Direttiva Ecodesign dei Prodotti che Consumano Energia (EuP) – una proposta di regolamento della Commissione volta a eliminare dal commercio gradualmente le lampadine tradizionali a partire dal 2009 per terminare alla fine del 2012. Da settembre 2009 non saranno piu' in vendita le vecchie lampadine incandescenti da 100 watt, stessa sorte per quelle da 75 watt a partire dal 2011 e per le lampadine a incandescenza da 40 e 25 watt dal 2012.
Secondo questa proposta di regolamento, che deve essere ancora approvato dal Parlamento europeo, i consumatori potranno ancora scegliere tra le lampadine fluorescenti compatte a lunga durata oppure le lampade alogene efficienti che forniscono la stessa qualita' di luce dei bulbi incandescenti con risparmi energetici tra il 25% e il 50%.

Le lampade fluorescenti compatte (LFC), la piu' diffusa tipologia di lampade a basso consumo oggi presente sul mercato, presentano purtroppo tre principali problemi: le radiazioni elettromagnetiche, il mercurio e le radiazioni UV.

Radiazioni Elettromagnetiche
Misurazioni eseguite dimostrano che le LFC generano potenti campi elettromagnetici a poca distanza dalla sorgente, fino ad un metro di distanza (1). Il centro indipendente di ricerche francese CRIIREM (Centre de recherche et d´information sur les rayonnements e'lectromagne'tiques) sconsiglia pertanto di utilizzare lampadine a basso consumo energetico a brevi distanze, come ad esempio per illuminare i comodini delle camere da letto o le scrivanie (2). La messa al bando delle lampadine ad incandescenza portera' quindi ad un aumento delle persone sottoposte ad alti livelli di radiazioni elettromagnetiche.
Esistono, inoltre, indicazioni che il campo elettromagnetico generato dalle LFC puo' viaggiare all'interno dei cavi elettrici esponendo le persone alla cosi' detta “elettricita' sporca” in tutta l'abitazione. Uno studio pubblicato nel giugno del 2008 dall'American Journal of Industrial Medicine segnalava che questa elettricita' sporca aumenta di 5 volte il rischio di contrarre il cancro (3). L’effetto dannoso dell'elettricita' sporca e' stato evidenziato anche dalle ricerche condotte dalla ricercatrice canadese Marta Havas (4).
Le lampade alogene a basso voltaggio (12V) possono anch’esse essere dannose a causa del campo elettromagnetico generato dal trasformatore. Cio' succede in particolare con le radiazioni emesse dai “trasformatori elettronici” che possono contaminare anche le condutture generando elettricita' sporca.
Le lampade alogene a 220 V non hanno invece questo effetto.

Mercurio
Le LFC contengono da 3 a 5 mg di mercurio, una sostanza estremamente tossica per il cervello, il sistema nervoso, i reni ed il fegato. Sebbene si dica che le LFC hanno un basso contenuto di mercurio, questo quantitativo e' piu' che sufficiente a causare seri danni alla salute. In modo particolare sono a rischio le donne in stato di gravidanza ed i bambini piccoli, poiche' il mercurio influisce sullo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del feto e del neonato.
Valutazioni eseguite dimostrano che quando una lampadina a basso consumo si rompe i vapori di mercurio si diffondono e le emissioni superano di gran lunga i livelli di sicurezza per svariate settimane dalla rottura (5). Le lampadine che non vengano smaltite correttamente potrebbero rompersi nei camion della spazzatura, diffondendo i vapori di mercurio sulla citta', o finire nelle discariche dove il mercurio puo' contaminare aria, acqua e suolo. Di conseguenza, la messa al bando delle lampadine ad incandescenza ed il conseguente aumento dell’utilizzo delle LFC portera' centinaia di chilogrammi di mercurio direttamente nelle nostre case e nelle nostre strade.

Radiazioni-UV
Le LFC senza il doppio guscio protettivo (ed anche alcuni tipi di lampade alogene) emettono radiazioni UV-B e tracce di UV-C. E' ben noto che questo tipo di radiazioni sono dannose per la pelle (i.e. tumore della pelle) e per gli occhi (i.e. cataratta). Diversi studi, infatti, dimostrano che le lampade fluorescenti aumentano il rischio di contrarre tumori della pelle (6).
La British Association of Dermatologists sostiene che le persone che soffrono di alcune malattie della pelle o che sono sensibili alla luce accusano un aggravamento dei loro sintomi in conseguenza dell’uso di lampadine a basso consumo energetico (7). Perfino individui senza problemi cutanei preesistenti possono sviluppare sul viso sintomi allergici e/o lesioni simili alle ustioni da sole (8).
La protezione supplementare del doppio guscio sulle LFC puo' circoscrivere il problema delle radiazioni UV, ma fintantoche' saranno vendute LFC senza doppia protezione, le razioni UV continueranno ad essere un alto fattore di rischio.

Ulteriori problemi
Altri problemi correlati all’uso delle LFC comprendono il tremolio della luce -- che puo' provocare mal di testa, affaticamento della vista e problemi di concentrazione (9) -- e l’alta percentuale della componente blu della luce che, come e' risaputo, diminuisce la produzione di melatonina, che a sua volta puo' causare disturbi del sonno, tumori, attacchi di cuore, ecc.

Referenze
(1) http://www.criirem.org/doc/lbc_arcacriirem_Mise%20en%20Garde%2008-2007.pdf
http://www.criirem.org/doc/criirem_communique_lpbassconso.pdf
Bundesamt fuer Energie BEF, Electromagnetic fields of energy saving lamps, 2004,
http://www.electricity-research.ch/scripts/index.php?lang=1031
(2) http://riimem.blogspirit.com/lampes/
(3) http://www.emfacts.com/weblog/?p=903
(4) Havas, M. 2006. Electromagnetic Hypersensitivity: Biological effects of dirty electricity with
emphasis on diabetes and multiple sclerosis. Electromagnetic Biology and Medicine, 25: 259-
268, 2006
(5) http://mpp.cclearn.org/wp-content/uploads/2008/08/final_shedding_light_all.pdf
(6) V. Beral, S. Evans, H. Shaw & G. Milton (1982), ‘Malignant melanoma and exposure to fluorescent
lighting at work’, , 7 August 1982, pp. 290-293.
Lytle CD, Cyr WH, Beer JZ, Miller SA, James RH, Landry RJ, et al. An estimation of squamous cell
carcinoma risk from ultraviolet radiation emitted by fluorescent lamps. Photodermatol Photoimmunol
Photomed 1992/1993; 9:268-274.
(7) ‘Low-energy bulbs 'worsen rashes', http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/7170246.stm
(8) http://www.dailymail.co.uk/health/article-1075613/The-energy-saving-light-bulbs-leave-red-faced--
UV-radiation.html
http://www.youtube.com/watch?v=6CVLa_tRslY (coverage on Canadian television)
(9) ‘Low-energy bulbs cause migraine’, http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/7167860.stm
‘Fluorescent lights giving pupils headaches’,
http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2007/09/06/nlights106.xml
http://www.br-online.de/das-erste/report-muenchen/report-gluehbirne-klimaschutz-ID1230898145031.xml

NOTE
Sito del "Gruppo italiano LES" http://www.lupus-italy.org
Il "Gruppo italiano LES" ha anche un numero verde che è il seguente: 800 22 79 78
Informazioni sul LES si possono trovare anche su
http://it.wikipedia.org/wiki/Lupus_eritematoso_sistemico

FONTE ARTICOLO: ADUC





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24/06/09

Le nuove scosse del 22 e 23 giugno

Giampaolo Giuliani
di Claudio Messora

Come preannunciato questa notte, ho raggiunto telefonicamente Giampaolo Giuliani per parlare delle nuove scosse di terremoto avvertite distintamente non solo dall'Abruzzo, ma perfino dal Lazio, dalle Marche, dal Friuli e - a quanto mi hanno riferito - anche dalla Puglia.

Ho colto l'occasione di fargli anche alcune delle domande che avete posto tra i commenti al post Nuovo sisma a L'Aquila. Giuliani: restate in luoghi sicuri. Per facilitire l'ascolto della lunga conversazione (quasi un quarto d'ora) vi anticipo che nella prima parte sostanzialmente si discute la situazione attuale, che al momento è da ritenersi stabile, mentre nella seconda ci siamo addentrati in questioni più tecniche. Gli ho girato le vostre richieste più frequenti, come la necessità di sapere quando saranno disponibili pubblicazioni scientifiche al riguardo, ed altre più individuali, come la perplessità del lettore elle circa la dinamica di rilevamento del gas radon all'interno del box di piombo.

Il terremoto non molla mai, noi neppure.



INTERVISTA A GIAMPAOLO GIULIANI - 23 giugno 2009
Giuliani: Ciao Claudio

Messora: Giampaolo, cosa è successo questa notte?

Giuliani: Beh questa notte abbiamo avuta una serie di scosse piuttosto interessanti: un 4.5, un 3.8, un 3.5 abbiamo avuto all’incirca in totale una novantina di scosse da ieri sera a questa mattina, senza contare tutte le scosse da ieri mattina alle 7 fino a ieri sera praticamente prima della scossa forte. Abbiamo avuto una serie da ieri mattina alle 7 alle 19 della sera qualcosa come 8 scosse ogni ora

Messora: Caspita, ecco, mi stanno inviando i grafici relativi alle misurazioni dei tuoi radometri, relativi alla giornata di ieri. Che cosa osservavano?

Giuliani: Ieri abbiamo osservato dalle 16 alle 18 un forte decremento che … era poi quello del 4.5. un 2200 punti tutti in 2 ore e poi subito dopo un forte incremento all’incirca dello stesso valore che caratterizzavano una frequenza minore, il 3.8 e poi tutta la sequenza che c’è stata mano a mano fino al mattino.
Nei 6 giorni prima di oggi, abbiamo avuto un incremento di Radon di circa 2200 sul valore medio stagionale, quindi sapevamo che questo innalzamento in un momento in cui doveva rimanere basso per tanti motivi, e quindi doveva rispettare un po’ l’andamento che aveva assunto di quasi tranquillità diciamo, no? Solo con piccoli eventi localizzati sul nostro territorio. Poi in realtà quest’incremento ha portato a questa situazione sul Gran Sasso, che ha caricato tantissima energia per poi scaricarla tutta insieme. Da adesso in poi il valore è stabile. È rimasto di valori alti, non tende e a diminuire il livello di Radon che stiamo misurando, quindi ci aspettiamo una sequenza sismica intorno al 3.0 (tra 3.5 e 2.5 insomma) almeno per oggi e per domani

Messora: Un paio di settimane fa ti sentivi di tranquillizzarci tutti perché pensavi che il grosso del sisma sarebbe passato, e probabilmente si sarebbe concluso con scosse rilevabili solo strumentalmente entro la fine di giugno. Ecco cos’è accaduto nel frattempo, visto che le scosse di stanotte sono state abbastanza forte e siamo quasi insomma alla fine di giugno

Giuliani:
È accaduto che da 6 giorni, come ti dicevo, anziché rimanere il livello del Radon basso, così come stava contando, con valori piuttosto calmi, e con sequenze di eventi che rispettavamo una diminuzione ogni circa 70 – 72 ore; rimanevamo comunque al di sotto del 3.2 - 3.1.
Poi invece è ri-aumentato ed è ri-aumentata anche la frequenza delle scosse, tanto che 3 giorni fa avevo preso ad allertare tutti quelli che sapevo che erano rientrati nelle abitazioni, qualcuno che dormiva già nelle case agibili, dicendo di stare allerta e di fare attenzione nell’eventualità che si fosse sentito delle scosse. In tanti insomma mi hanno dato retta e quindi erano pressoché allertati. Con questo incremento ci aspettavamo appunto una ripresa di qualche evento più forte. Ora, in questi 2 giorni sicuramente sarà rilasciata ancora dell’energia e mi aspetto di vedere che il Radon, il livello stazionario quantomeno di Radon, piano piano riscenda a valori normali. Se ciò non dovesse avvenire significa che siamo ancora interessati da sequenze che continueranno a rimettere energia in continuazione. Questo perché ormai conosciamo la distribuzione delle nostre faglie, quindi questi eventi di questa intensità producono comunque risonanza tra faglia e faglia, quindi è difficile, ci vuole tempo perché la situazione si calmi perché tutta l’energia che si sta ancora accumulando torni a scemare completamente.
Se il livello di Radon si abbassa significa che anche la risonanza degli eventi diminuisce come intensità, diminuiscono quindi anche la frequenza delle scosse e questo ci potrebbe portare a pensare che dentro, diciamo un paio di mesi, quantomeno le scosse udibili dalla popolazione scemino completamente. Altrimenti ci dobbiamo tenere in questa situazione un po’ peccaminosa in cui potremmo essere interessati da scosse di un certo livello insomma

Messora: Ecco ma mi chiedono che probabilità c’è, secondo te, che faccia una scossa maggiore di un 5.5 diciamo?

Giuliani: La probabilità è che se il Radon aumenta al di sopra di questo livello allora ce lo possiamo aspettare. Questo noi però anche se lo vediamo con un certo anticipo, ci vuole sempre un certo tempo perché si carichi, e il livello del Radon salga e ci permetta di vedere se saremmo interessati da un 5.0 - 5.5. o un 6.0.
Attualmente è stabile su una soglia che sta contando 2000 conteggi in più rispetto alla media stagionale. Questo ci garantisce eventi tra il 3.0 e 3.5 ancora. Se questa torna a scendere, dovrebbe tornare in qualche modo a scendere, allora diminuiranno anche la frequenza degli eventi e il grado sismico. Se invece la tendenza sarà a salire, allora ci dobbiamo aspettare scosse maggiori. Però noi le possiamo vedere solo con 24 ore di anticipo. Cioè seguire mano a mano l’andamento del Radon e dall’andamento di oggi prevedere quello che accadrà domani

Messora: Mi chiedono se quella zona di Sulmona si riesce a monitorare così come se riesce a monitorare la zona della Valle Peligna

Giuliani: E certo, noi abbiamo un raggio di azione che va dai 120 ai 150 km per quanto riguarda la stazione di Coppito. Quella del Gran Sasso è un po’ meno sensibile, nel senso che guarda da 80 a 120 km. Stiamo lavorando per accendere Cagnano che dovrebbe avere, come quello di Coppito, da 120 a 150 km e apriremo una nuova, se i terremoti ce lo permettono, apriremo ad Avezzano, siamo in procinto di aprire una nuova stazione che, come quella del Gran Sasso, ci permetterà di vedere un raggio tra gli 80 e 120 km

Messora: Ecco un ultima domanda tecnica, Giampaolo, presumibilmente un appassionato, ci chiede guardando i tuoi radometri, sono fatti di Piombo ed hanno uno spessore di circa 6 cm. Lui dice che il Radon non entra assolutamente all’interno della scatola. Quindi cosa misura questo apparecchio?

Giuliani:
Eh questo signore evidentemente non conosce le risposte scientifiche che dà questa scatola in particolare sulla fisica del Radon. Quello che noi osserviamo è esattamente il decadimento dell’energia rilasciata e quindi controllata gamma del Piombo e del Bismuto che viene rilevato all’interno della scatola e questi elementi possono essere rilevati solo se è entrato il padre. Se il padre entra nella scatola e li partorisce sono moltiplicatori che stanno all’interno li contano. Altrimenti non possibile perché la scatola di Piombo è ermetica per cui non può entrar nessun altro elemento che possa dare questa risposta. Bisogna conoscere bene la fisica del Radon e al momento non credo che anche esperti scientifici possano capire bene il funzionamento di questo strumento

Messora: Ecco quando sarà disponibile la comunità scientifica una ricerca…

Giuliani: Da subito, già allora intanto noi abbiamo già presentato in diverse circostanze dove siamo stati invitati, dove erano presenti anche esperti scientifici sia geofisici e sia del mestiere diciamo, dei ricercatori. E in cui non abbiamo avuto grandi contestazioni se non qualcuno che volesse a tutti i costi dire: ma chissà che cosa sta misurando Giuliani.
Producessero lo stesso strumento. Dovrebbero osservare le stesse cose e cercare di capire come funziona la macchina. Questo a me non è stato mai chiesto. Quando mi è stato chiesto l’ho presentato, ho mostrato quello che noi misuriamo, in quel caso tante contestazioni non ci sono state. Quello comunque che rileviamo sono degli incrementi di Radon che noi abbiamo tra l’altro correlato con altri strumenti che misurano le stesse cose, noi facciamo una misura indiretta di radon attraverso il Piombo e il Bismuto lo stesso tipo di ricerca lo fa (…) in America e osserva lo stesso cose nostre. Quindi fanno anche loro attraverso satelliti, osservazioni indirette su Radon sull’accelerazione dei neuroni termici ed abbiamo lo stesso identico incremento e decremento, nel momento in cui si hanno questi valori che salgono e scendono a seconda dell’attività sismo genetica su quel territorio. Quindi questo ci garantisce in un certo senso che quello che stiamo misurando è quello che effettivamente vediamo. Quindi poi importante è avere la possibilità di poter prevedere in anticipo l’evento sismico. Quindi io non formalizzerei tanto su che cosa è che cosa non è. Formalizzerei molto di più sul funzionamento. Cioè noi dessimo un allarme e poi non si dovesse verificare il terremoto sarebbe più grave. Oppure si verifica il terremoto e non avessimo avuto l’allarme. Questo sarebbe più grave. Fino ad oggi questo non è mai accaduto

Messora: Questa correlazione fra i dati delle previsioni e il verificarsi del sisma poi effettivamente, quando sarà, se sarà, pubblicata con una pubblicazione scientifica, qualche cosa che insomma anche i più ansiosi…

Giuliani: Allora guarda, allora. Noi abbiamo presentato ad un congresso che c’è stato 2 mesi fa ed è stata accetta la nostra richiesta per quanta riguarda la pubblicazione scientifica su territorio nazionale da parte di un associazione che avverrà entro il 18 settembre. Devo presentare il programma, il progetto e la pubblicazione. Stiamo presentando per il 30 di giugno una pubblicazione negli Stati Uniti insieme a (…) e la presenteremo prima del 30 giugno. Abbiamo correlato entrambi i nostri dati in tutto il periodo che va da gennaio al 30 aprile e quindi un’altra pubblicazione che esce. Inoltre stiamo producendo in inglese la pubblicazione che presenteremo a (….) Quindi se ci danno tempo siamo in pubblicazione. Non solo ma siamo anche sotto l’attenzione nell’interesse diciamo di diverse nazioni che ci hanno contattato perché credono nella possibilità di poter industrializzare quest’oggetto per metterlo a disposizione se non è possibile in Italia, quantomeno presso altre nazioni a rischio sismico

Messora: Bene, noi ti ringraziamo e come blog ti seguiremo da vicino, anche non appena saranno possibili le pubblicazioni, nel frattempo

Giuliani: Io ti ringrazio

Messora:
Nel frattempo se ci sono delle novità faccelo sapere perché sappi che su www.byoblu.com ti seguono in tantissimi e si aspettano tutti di avere notizie in anteprima

Giuliani:
Va benissimo. Io ringrazio te per averci dato voce e speriamo comunque che la situazione migliori al più presto

Ringrazio Daniele Zaccardi, Omar Valente ed Eva Verilli per la trascrizione. Alcune parti non perfettamente chiare della conversazione sono state tralasciate e inserite tra parentesi.

fonte: http://www.byoblu.com/


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21/06/09

Inquinamento e posta elettronica

Inquinamento da posta elettronica

Spesso indesiderata la posta elettronica può inquinare l'ambiente, è il risultato di una ricerca condotta negli Stati Uniti, promossa dalla McAfee e condotta dalla ICF international. Analizzare, inviare, ricevere e cancellare la posta elettronica, comporta un'assorbimento che globalmente è paragonabile al consumo energetico di una grande metropoli o addirittura di tre milioni di auto in movimento, somma dell'emissione nell'aria di 0,3 grammi di anidride carbonica, per ogni mail spazzatura.
Se pensiamo che tutt'ora la produzione di energia viene affidata a centrali che sfruttano petrolio, la spiegazione a tutto questo risulta più chiara. Più richiesta e più assorbimento, di conseguenza, sono riconducibili a più emissioni di queste aziende che diventano per condizione di causa, i diretti responsabili dell'inquinamento. Cifre impressionanti, per quello che può sembrare un'innocuo servizio che ogni singolo utente sfrutta ogni giorno. Sarebbe ora di sfruttare meglio i filtri, che ci consentono una migliore gestione dei messaggi non richiesti o meglio vietare lo "spam" con delle leggi più severe, se vogliamo salvaguardare la salute del nostro pianeta.


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Respirare come i pesci con Like a fish

respirare con like a fish

Possiamo respirare l'acqua come fanno i pesci? Ovviamente la risposta a questa domanda è no, ma un nuovo apparecchio messo a punto dall'ingegnere israeliano Alon Bodner, pare che abbia dato risultati positivi in merito. Al momento è solo un prototipo, ma come funziona?

L'ingegnere ha spiegato la meccanica del funzionamento di questo congegno, paragonandolo ad una lavatrice che centrifuga il bucato e separa l'acqua mandandola nel tubo di scarico. Se lo stesso procedimento viene effettuato sott'acqua ad una velocità maggiore, spiega, si può trattenere l'aria al centro della centrifuga, permettendo di respirarla normalmente con l'ausilio di un boccaglio. L'apparecchio non più grande di un thermos da caffè, funziona a batteria e prevede una piccola scorta d'aria in caso di rottura della ventola. Le dimensioni ridotte, inoltre, permettono una maggiore agilità nei fondali, altrimenti difficile a causa del peso
delle bombole . Questo progetto prende il nome di "Like a Fish" e al momento è solo in fase di studio, ma in futuro non si esclude la sua realizzazione sia per applicazioni scientifiche sia per l'impiego nelle normali attività subacquee. Maggiori info e materiali multimediali, sono disponibili nel sito in lingua inglese che potete visitare QUI.


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19/06/09

Dopo dieci anni Hackmeeting è di nuovo a Milano

Hackermeeting
Controculture digitali, economie senza capitali, espressione contro repressione
Hackmeeting - 19-20-21 giugno 2009 – Milano
sos fornace, via San Martino 20-Rho
Warm up – dal 9 al 18 giugno 2009 – Milano, poli universitari

Smanettoni, nerd, tecnofili, cyber activist, inventori, geek, creatori, manipolatori e soprattutto hacker! Tenetevi pronti!
Quest'anno Hackmeeting, l'incontro annuale degli hacker italiani si tiene a Milano. E per l'occasione, si apre, si allarga, cambia dimensione, si spinge, come ci si aspetta dai pirati, ad estendere i propri territori oltre agli orizzonti concessi
Giunto alla dodicesima edizione, nel suo percorso ha coinvolto tutte le realtà della penisola (ogni anno si è tenuto in una città diversa, da Palermo a Torino), con l'obiettivo di affascinare quanti vedono la tecnologia con occhio curioso e giocoso. Ma non solo. Hackmeeting infatti si inotlra anche in campi che vanno oltre l'informatica, per arrivare alla sociologia, psicologia, arte, ecologia, cucina....

HACKMEETING-presso Sos Fornace di Rho, via San Martino 20-Rho (Milano)

Tre giorni senza sosta di lan space, file sharing, dibattiti e workshop, non facilmente riassumibili, perché in costante evoluzione.
Quest'anno, oltre ai tradizionali incontri su linux, e altri programmi base, verranno dedicati workshop all''nterazione uomo macchina, sesso, genere e web, sorveglianza e autodifesa, informazione, paura, sicurezza, controllo, trasformazione e nuove frontiere del lavoro IT, Open business ed economie etiche, strumenti di archiviazione, streaming, interpretazioni e modifiche dei kernel. Stream audio degli interventi della tre giorni in Decoder Island su Second Life. Uno spazio verrà interamente dedicato a Open movies: video scelti tra i titoli che riguardano i temi più vicini alla cultura hacker, alcuni seminari saranno rivolti ai teen ager , e ci sarà ovviamente anche un angolo per i piccolissimi, per permettere a mamme e papà di non doversi sentire solo giovani.

I seminari si alterneranno con teatrini elettrici, hack challenge, giochi, proiezioni di immagini e tutto quello che contribuisce alla net art.

Quest'anno, per la prima volta, Hackmeeting si sdoppia e si moltiplica in un Warm up e in un meeting vero e proprio, per affascinare anche chi, fino a quel momento, credeva di essere lontano mille miglia, eppure ha scaricato qualche canzone, dato un'occhiata all'ultimo film, cercato di collegarsi alla rete wireless del vicino, ma anche ripristinato da solo il sistema operativo che continuava a collassare.

Durante il Warm up (9-18 giugno) Hackmeeting entra nelle università per far innamorare ricercatori, filosofi e poeti, perché la cultura hacker non ha saputo limitarsi alla scheda, al chip, al cavo coassiale, ma si è spinta a pretendere di superare i limiti, quelli imposti dal mercato, dal controllo, dalla sicurezza, dal tentativo di rendere tutto uniforme, dalle costrizioni che uccidono l'evoluzione del pensiero.
Torna poi nel meeting vero e proprio (19-21 giugno) alla Fornace occupata di Rho, per coltivare le proprie radici, le uniche che possano generare nuovi tentacoli e abbracciare il futuro.

In pratica

* Warm up: in tutti i poli universitari milanesi (Brera, Fisica, Bovisa, Bicocca, Scienze politiche, più un evento in Cascina Torchiera), dal 9 al 18 giugno, conferenze aperte a tutti, organizzate con docenti, esperti, attivisti sui temi cari all'etica e alla cultura hacker: storia dell'hacking e della net art, open source, paura, sicurezza e controllo, open design e animazione, peer to peer economy. ecohacking, performance artistiche.
* Hackmeeting vero e proprio, presso l'Sos Fornace di Rho, via San Martino 20 (sosfornace.org) dal 19 al 21 giugno: tre giorni di workshop, lan space, sharing di idee, file e hardware, seminari, incontri, laboratori, su software libero, codice, libertà della rete, peer to peer.

Comunicato stampa by http://it.hackmeeting.org/


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17/06/09

Michelle Obama lo vuole biologico

michelle obama orto biologico
Fonte: Climatrix
In un'intervista concessa pochi mesi fa a Oprah Winfrey’s O Magazine la giovane first lady americana annunciava e spiegava il suo intento di creare un orto biologico nell'ala sud della Casa Bianca. Quell'orto è divenuto realtà così come, pochi mesi dopo, il primo raccolto di ortaggi biologici 'made in WhiteHouse', molto ricercati da parte della famiglia Obama, a cui piace mangiare sano e naturale. In un paese come gli USA, martoriato da gravi e diffusi problemi di salute, soprattutto infantile, legati ad un uso smoderato di prodotti alimentari confezionati e 'fast', un gesto come quello della signora Obama non potrebbe che riscuotere consensi, ma anche questa volta non è andata così.
Qualcuno non ha approvato questa scelta, volete tentare di indovinare da soli chi?...

Le lobby dell'agro-alimentare ha sollevato il caso, che potrebbe a breve divenire uno scottante tema politico, visto che negli USA storicamente la voce della corporation generalmente vale molto più di quella di milioni di cittadini. La protesta verso l'orto Obama è stata capeggiata dai produttori di pesticidi ed anticrittogamici (rappresentati dalla MidAmerica CropLife Association), spaventati dal fatto che gli abitanti delle metropoli e dei campi possano abituarsi al consumo di cibi naturali e biologici, scoprendo magari che i semi possono crescere e svilupparsi autonomamente in natura, senza l'ausilio di prodotti chimici dai superpoteri 'innaturali'.
Nell'intervista al Oprah Winfrey’s O Magazine Michelle Obama ha dichiarato:


We want to use it as a point of education, to talk about health and how delicious it is to eat fresh food, and how you can take that food and make it part of a healthy diet. You know, the tomato that’s from your garden tastes very different from one that isn’t. And peas - what is it like to eat peas in seasons? So we want the White House to be a place of education and awareness. And hopefully kids will be interested because there are kids living here.


Mangiare biologico, consumare più frutta e verdure e meno carne, è un'abitudine che da sempre si è rivelata salutare, quanto consumare cibo locale, che permette di fomentare lo sviluppo ed il radicamento di una filiera corta, i cui sprechi energetici diminuiscono per via dei minori spostamenti che i prodotti dovranno compiere sul territorio.


Continua...


03/06/09

Davi Kopenawa: "Sono nato per lottare e difendere il mio popolo"

Davi Kopenawa il Dalai Lama dell'Amazzonia
Sono solo alcune delle parole pronunciate ieri da Davi Kopenawa, onorato e premiato a Madrid con il Premio Bartolomé de las Casas, promosso dalla 'Casa América' di Madrid e dalla Segreteria di Stato per la Cooperazione Internazionale del Ministero degli Esteri spagnolo.
Quest'uomo, che viene dall'Amazzonia ed è sciamano e lider dell'etnia yanomami, è da molti anni riconosciuto come uno dei massimi difensori dei diritti e dei valori delle tribù indigene in diverse parti del Brasile.
Per tutto il sud America è un punto di riferimento, un giusto esempio nella lotta contro la sopraffazione e la distruzione delle popolazioni indigene, e nel resto del mondo gode di grande ammirazione e simpatia, che gli sono valsi l'appellativo di "Dalai Lama dell'Amazzonia".

La sua terra negli anni '80 fu invasa da un vero e proprio esercito di migliaia di cercatori d'oro, che negli anni successivi si resero colpevoli della scomparsa di un quinto della popolazione della sua tribù. Da qui l'impegno sempre crescente di Kopenawa che nel 1990, a capo della Fundação Nacional do Índio (FUNAI), si propose come intermediario fra il governo brasiliano e le popolazioni indigene e riuscì nel 1992, anche grazie al supporto del CCPY (Survival International y la Comisión Pro Yanomami), a definire i confini della sua zona ed impedire così nuove e reiterate invasioni. La sua popolazione da quel giorno soffre di malattie come malaria e tubercolosi che furono introdotte dai cercatori d'oro e dagli operai atti alla costruzione stradale e alla deforestazione.
La volontà di Davi Kopenawa, adesso quasi quarant'enne, è quella di continuare a lottare per la sua e per le altre tribù che, ad oggi, non godono ancora di pieno riconoscimento istituzionale, di rispetto e dignità. Ai loro sforzi e alla loro battaglia ci associamo anche noi, poichè il loro futuro è perfettamente armonizzato ed interdipendente con il nostro. Effettivamente loro, così come le foreste che li ospitano, sono parte di noi.


Continua...




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