luglio 2009

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30/07/09

La mia vita distrutta dal WiFi

wireless e salute
di Mauro Vecchio
Fonte: Punto-informatico

C'è chi ha paura dei poco familiari spazi aperti e chi di quelli troppo chiusi come un ascensore, ma esiste una nuova fobia che attanaglia i più sensibili al tempo della società connessa: l'allergia da WiFi. Sono, infatti, un crescendo le tristi storie di persone che si ritengono particolarmente vulnerabili alla presenza di una rete senza fili, pronte a serrarsi tra le mura domestiche al solo odore di un campo elettromagnetico. E il Daily Mail è stato lesto a riportare l'ultima, tragica vicenda di questa sindrome da wireless: protagonista un DJ (o meglio ex-DJ) di Ibiza.

"Abbiamo sentito di persone intrappolate in casa a causa di una ostinata paura degli spazi aperti - ha attaccato un articolo su MailOnline - ma Steve Miller è costretto ad evitare i luoghi pubblici più ordinari a causa di un'allergia alla tecnologia moderna". Per la precisione, il disc jockey di uno dei locali più famosi dell'isola soffrirebbe di pesanti giramenti di testa, confusione mentale e nausea: il tutto per colpa delle sempre più presenti reti WiFi.

"Mi sento come un esiliato sul mio stesso pianeta - ha dichiarato Miller, anche noto come Afterlife - perché ai giorni nostri è quasi impossibile trovare un luogo privo di connessioni wireless". Il tabloid ha riportato una vera e propria cronaca di una vita distrutta, con l'uomo che non riesce più a prendere un treno o fare shopping senza essere accolto da dolori lancinanti. Pare, inoltre, che Afterlife sia costretto a girare con un segnalatore di WiFi, rinchiudendosi spesso nella sua abitazione della Cornovaglia in Gran Bretagna, protetto da muri spessi circa 45 centimetri.

La situazione, stando a quanto ha scritto il Daily Mail, è più grave del previsto: la sensibilità elettromagnetica affliggerebbe il 2 per cento della popolazione e sarebbe un fenomeno in aumento dal momento in cui un numero sempre crescente di persone utilizza connessioni senza fili. L'autore dell'articolo, tuttavia, ha probabilmente dimenticato a casa la cartellina contenente studi, ricerche o dati che confermassero il fatto. CrunchGear ha poi fatto notare che le reti WiFi operano a 2,4GHz, la stessa frequenza di Bluetooth e telefoni cordless.

A far notare la mancanza di prove a sostegno di questa elettrosensitività c'è anche Ars Technica: tale sindrome non esisterebbe affatto come hanno dimostrato alcuni studi. Persone che si dichiarano affette da allergia da wireless non sono cioè capaci di comprendere se nelle loro vicinanze ci sia o meno una rete attiva, rispondendo completamente a caso durante una serie di blind test effettuati. La percentuale del Daily Mail, inoltre, sarebbe del tutto sballata, dati alcuni studi che avrebbero indicato chiaramente un numero molto maggiore di persone tendenti a somatizzare rispetto a quelle che realmente potrebbero essere affette da una simile patologia.

Probabilmente queste analisi non rassicurano i cittadini che si sono più volte lamentati per i rischi di salute causati dai campi elettromagnetici. È, infatti, recente un esposto di un comitato di una ventina di persone a Parigi che hanno consigliato al Municipio di preferire il cavo alle connessioni senza fili. Gli elettrosensitivi si sono attivati anche a Santa Fe, New Mexico, chiamando in causa le autorità per escludere il WiFi dagli edifici pubblici. Ora, bisognerebbe fare qualcosa anche per il povero Steve Miller e liberarlo dall'infelice esilio nel suo stesso pianeta.

In questo blog ci siamo già occupati dell'argomento, per chi fosse interessato ad approfondire il tema, potrà consultare il post "Wireless e Salute" QUI.


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I labirinti del silenzio

labirinto silenzio
Fonte: Climatrix
Nell'opera "In cammino verso il linguaggio" di Heidegger si legge che 'non c'è chiacchiera peggiore di quella che trae origine dal discorrere e dallo scrivere sul silenzio'. L'autorevole pensatore tedesco certo non mente, ma è costretto a commettere lo stesso errore per esporre la sua posizione. Ecco il vincolo del linguaggio ed ecco perchè studiare il silenzio per me è equivalso alla sensazione di perdersi in un labirinto, all'interno del quale infiniti pensieri ed infinite parole creano strade per raggiungere un'unica uscita, molto ben nascosta.
D'altro canto Massimo Baldini, saggista contemporaneo, nella sua opera "Le dimensioni del silenzio" scrive che 'la richiesta di serbare il silenzio sul silenzio nasce spesso dalla convinzione inesatta che tra la parola e il silenzio vi sia un'opposizione radicale, un'inimicizia invincibile, che sia impossibile rendere omaggio degnamente al silenzio attraverso la parola.'
Il silenzio, al pari della parola, può assumere significati molteplici e, come questa ha bisogno di un lavoro interpretativo per essere colta nel suo significato, è necessario che anche il silenzio venga sottoposto ad un siffatto lavoro ermeneutico. Nonostante la loro contrapposizione, trovo condivisibili entrambe le posizioni degli autori citati, ritenendo i due punti di vista in questione simili a facce della stessa medaglia, degne d'esser sottoposte singolarmente ad esame, con attenzione, al fine di facilitare la ricerca di una giusta mediazione, l'uscita dal mio labirinto.

Tullio De Mauro nell'opera "Ai margini del linguaggio", da parte sua ha scritto : 'Non v'è dubbio che i silenzi possano essere alta, avere una profondità semantica, essere leggibili come parti significative di enunciati. Ma soltanto la parola stessa fa da strumento in grado di scandagliarne la profondità. I silenzi significativi, anche i più alti, non si darebbero o resterebbero muti fuori dall'orizzonte di senso creato dalle parole.'
Il silenzio è stato tradizionalmente ignorato dai linguisti e dai filosofi del linguaggio. Di fronte alla molteplicità delle funzioni da questo assolte nelle strategie comunicative, essi hanno concentrato la loro attenzione solo su quel tipo di silenzio che dà vita alle pause funzionali (volte a far rimarcare la struttura sintattica dei vari enunciati) o a quelle pause che, invece, segnalano le incertezze del locutore. Il silenzio, espulso così dalla scienza linguistica è stato ospitato, a partire dal '900, dalla psicologia, dall'antropologia, dalla psicoanalisi e anche dalla filosofia.

Nella famosa opera "Pragmatica della comunicazione umana", nelle pagine dedicate all'esplicitazione del primo assioma metacomunicazionale, secondo il quale 'non si può non comunicare', Watzawick, Beavin e Jackson sostengono con argomentazioni ed esemplificazioni chiarissime la valenza comunicativa del silenzio. 'Anzitutto - essi scrivono - c'è una proprietà del comportamento che difficilmente potrebbe essere più fondamentale, e proprio perchè è troppo ovvia viene spesso trascurata: il comportamento non ha un suo opposto. In altre parole non esiste qualcosa che sia un non-comportamento o, per dirla anche più semplicemente, non è possibile non avere un comportamento. Ora se si accetta che l'intero comportamento in una situazione di interazione ha valore di messaggio, vale a dire che è comunicazione, ne consegue che comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. L'attività o l'inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio, influenzano gli uni e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro. Dovrebbe essere ben chiaro che il semplice fatto che non si parli o che non ci si presti attenzione reciproca non costituisce accezzione a quanto è stato appena asserito.'

In realtà il silenzio, ancor più del linguaggio verbale, possiede una struttura complessa e non può essere considerato come semplice unità del processo comunicativo, con la sola valenza di messaggio o come fenomeno, che si situa 'negli' o 'tra' gli atti comunicativi. Occorre quindi distinguere tra l'assenza di suono (quando non si comunica acusticamente) e il silenzio che invece è elemento costruttivo di un processo comunicativo. Come non tutti i rumori fanno parte di processi comunicativi così anche tutti i silenzi non sono inseriti nelle strategie comunicative.
Con il silenzio noi tutti esprimiamo sentimenti, pensieri, desideri, stati d'animo. Ogni atto comunicativo percettivo o intuitivo, cognitivo o comunicativo parte dal silenzio e ritorna al silenzio, così come le note musicali di un brano cominciano e svaniscono nel silenzio, in una relativa assenza di certe vibrazioni. Qualsiasi forma di linguaggio è realmente sorprendente nella sua funzionalità ma manca di precisione e prefezione dinanzi all'integrità del silenzio.

Imparare ad ascoltare il silenzio, per tutti equivale all'ascoltare se stessi, i movimenti e gli stati del proprio corpo, le proprie emozioni ed i propri pensieri. E così, ed è così per tutti. Il fatto che molto spesso il 'silenzio' venga connotato negativamente dipende dalla nostra attitudine al 'non ascolto' e al rifiuto di un certo tipo di silenzio interiore, mentale. Se non ci piace il nostro corpo, le nostre emozioni ed i nostri pensieri, magari riusciremo a rimanere silenti ma difficilmente riusciremo a silenziare l'automatico flusso di pensiero che ci possiede.


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26/07/09

Egizi e la morte, una breve fermata lungo la strada della vita eterna

Mummia E
Fonte: Climatrix
"La mia bocca è aperta! La mia bocca è spaccata da Shu con quella lancia di metallo che usava per aprire la bocca degli Dei. Io sono il Potente. Siederò accanto a colei che sta nel grande respiro del cielo" [Libro dei Morti - Formula 23].
I monaci egizi erano soliti pronunciare questa frase al momento della sepoltura dei defunti, cerimonia che assumeva estrema importanza visto che garantiva la sopravvivenza dell'anima dopo la vita terrena. Inizialmente concepita come privilegio dei faraoni, la mummificazione era atta a preservare il corpo come involucro dello spirito, affinchè esso non si disperda e prosegua a nuova vita oltre la morte. Fu solo più tardi, che questa pratica diventò un diritto di tutti, o meglio di chi disponeva di una tomba ed era in grado di permettersi un rito funebre.

[
Wikipedia -
La mummificazione è un processo, naturale o artificiale, in cui un cadavere subisce una disidratazione massiva così veloce, che i tessuti rimangono come “fissati”. Servono particolari condizioni esterne ed interne per ottenere questo processo. Il corpo mummificato ha un colore brunastro e la pelle che ha la consistenza del cuoio aderisce alle ossa, conservando abbastanza bene i tratti della persona.]

Sebbene l’usanza di imbalsamare i defunti fosse diffusa presso numerose culture antiche, il complesso procedimento messo a punto dagli egizi si ritrova solamente in quell'angolo di pianeta. Ma quali tecniche usavano e di quali mezzi disponevano affinchè la conservazione, abbia preservato le spoglie di antichi faraoni e ricchi possidenti, attraverso l'incedere inesorabile dei secoli?
Come spesso avviene le domande sono tante e il tutto si offusca nel mistero, quando si parla di antico Egitto. Ebbene, non ci sono ritrovamenti che ne illustrano il procedimento, ne tantomeno vi sono iscrizioni che chiariscano le esatte dinamiche, l'unico reperto giunto sino ai nostri tempi sono le parole lasciate da Erodoto. Considerato il "padre dell'etnografia", grazie alle sue descrizioni frutto di un pensiero aperto e di una grande capacità di osservazione, seppur con qualche inesattezza, parla di pratiche diverse di mummificazione.
La tecnica che veniva usata per i faraoni prevedeva attraverso l'incisione addominale, l'estrazione degli intestini, dello stomaco, del fegato e dei polmoni; una volta estratti venivano opportunamente lavati con vino di palma e spezie tostate e riempiti con mirra, cassia e generalmente altre spezie. Gli organi e le interiora venivano poi riposti in cofanetti o vasi canopi, rappresentanti i quattro figli di Horus. Pronta la mummia, si procedeva alla purificazione e alla fasciatura, con amuleti funebri posti tra le bende tessute appositamente; si partiva dalle articolazioni e si concludeva con tutto il corpo, fasciando le braccia intorno ad esso e le gambe unite insieme. Giunti a termine venivano versate grandi quantità di preziosi unguenti e profumi, che formavano quella sostanza caratteristica dura e simile alla pece.
I defunti delle classi meno abbienti venivano svuotati diversamente e aggiungerei in modo più sbrigativo. Questa procedura consisteva nel riempire l'addome di olio di cedro attraverso l'ano; dopo qualche giorno l'interno veniva dissolto lasciando integri solo la pelle e le ossa. Sicuramente una procedura meno minuziosa ma di grande efficacia.
Tutt'oggi è straordinario quanto affascinante, pensare che un popolo con la sua cultura ci abbia donato testimonianze remote, giunte intatte fino ai giorni nostri. Gli egizi con i loro costumi e i loro gesti, scanditi con la precisione che erano soliti applicare, hanno permesso a questi reperti di giungere sino a noi nel lento e maestoso cammino del tempo, testimonianze di un grande impero ricco di fascino e di altrettanti misteri.

Vi lascio alla visione di questo video che aiuta a capire meglio quanto sia importante il rito funebre in questa civiltà. Il filmato ripropone il ritrovamento della mummia "E", un'insolita quanto eccezionale scoperta fatta in una tomba di faraoni nel 1871 in Egitto.


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25/07/09

Introduzione alla sopravvivenza alimentare

sopravvivenza alimentare felce
Fonte: Climatrix
In situazioni estreme, al limite della sopravvivenza, la prolungata assenza di cibo porta generalmente a compiere atti irrazionali e disperati. Se vi trovate lontani da frigoriferi, negozi, centri abitati e, più generalmente, da luoghi di approvvigionamento alimentare, avete poche cose da fare: stare calmi, adattarvi ed osservare l'ambiente, per orientarsi e muoversi nel miglior modo possibile.
Un essere umano in buono stato di salute può vivere per diverse settimane senza cibo solido ma, già dopo alcuni giorni di digiuno, ed ammesso che vi sia stata acqua a disposizione, le forze diminuiscono progressivamente, e si diviene facile preda delle malattie e degli elementi.

Pertanto, è importante mettersi in cerca sin da subito, dosando le energie spese nella ricerca. Ma cercare cosa? Bisogna innanzi tutto tentare di superare il disgusto per cibi di origine animale facilmente accessibili come rane, scoiattoli, uccelli, lumache, grilli, lucertole e certi tipi scarafaggi, ma anche cibi di origine vegetale, dato che esistono più di 300.000 specie di piante commestibili. A tal proposito è bene documentarsi sin da ora, anche solo a titoto di curiosità, su libri di botanica o specializzati sull'argomento; vi sorprenderete nel sapere che piante che ben conoscete e che avete visto spesso siano perfettamente commestibili.

Se avete acqua a disposizione, cercate di procurarvi un pasto caldo al giorno o tentare di mangiare anche poco ma diverse volte nell'arco della giornata. Non si tratta di una dieta consigliabile in condizioni ordinarie di vita, ma si potrebbe rivelare assolutamente necessaria in condizioni straordinarie. Bisogna anche imparare a conservare il cibo in eccedenza, incontrato occasionalmente, anche attraverso l'uso di involucri d'emergenza.

Cacciare non è affatto semplice, specie se ci si imbatte per la prima volta e non si possiedono tecniche e strumenti idonei. Potreste anche trovarvi in difficoltà sottovalutando la pericolosità della caccia a determinate prede.
La ricerca di alimenti di origine vegetale si qualifica, pertanto, come la scelta più utile e semplice. Molte specie vegetali possono esserci comode. Dagli alberi possiamo prendere la linfa, la corteccia, ma anche ortiche, felci, erba, alghe, funghi, tuberi, semi, radici, boccioli, fiori, bulbi, foglie e germogli, possono rivelarsi ottime ed abbondanti fonti di cibo a patto però che ci si trovi nella stagione adatta, e si conoscano i frutti, i fiori, e le piante del luogo in cui ci troviamo. Meglio lasciar predere gli alveari, poichè l'idea di trovarci del miele potrebbe portarci ad uno scontro frontale con lo sciame imbestialito dalle nostre molestie.

Una regola fondamentale è NON SPERIMENTARE ingerendo notevoli quantità di piante sconosciute e chissà come cucinate, perchè gli effetti potrebbero produrre più danni della fame stessa, aggravando le vostre condizioni e rendendo ancor più difficile la sopravvivenza. Anche quando vi sembra di riconoscere qualche specie, ammesso che non ne siate assolutamente certi, procedete con cautela al principio, assaggiando poco per volta ed osservando attentamente la risposta dell'organismo.

Alcune volte può capitare che il gusto ci inganni, facendoci sembrar commestibile quello che mangiamo, e passino molti minuti o addirittura ore prima di accorgersi di esser in preda ad una intossicazione alimentare. I funghi, ad esempio, in linea generale non andrebbero mai raccolti e mangiati senza individuarne esattamente la specie e conoscerne le caratteristiche. Ma lo stesso dicesi anche per molti fiori, molte insalate spontanee, erbe selvatiche e frutti di alberi che ricordano vagamente quelli che abbiamo sempre mangiato. In linea di massima, per essere buona una pianta non deve mai puzzare, irritare la pelle (eccezzion fatta per le ortiche che sono altamente consigliabili come cibo di emergenza), o sostanze bianche lattiginose (non è il caso degli alberi di fico).

Conviene sempre assaggiare un piccolo pezzettino alla volta di una nuova pianta mai provata prima, tenendolo per alcuni minuti all'interno del labbro inferiore, e sputandolo immediatamente in caso il sapore ci risulti amaro, saponoso o caustico. Altrimenti generalmente, se non sentiamo effetti nocivi entro 10 ore, il cibo molto probabilmente è commestibile e possiamo cominciare ad aumentarne la dose mangiando una quantità di poco superiore, di volta in volta.
In ogni caso conviene sempre muoversi con una buona dose di prudenza, poichè esistono piante commestibili che non risultano tali a questa prova.


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21/07/09

Sveinbjörn Beinteinsson: biografia di un profeta moderno

Fonte: Climatrix
Sveinbjörn Beinteinsson, teologo e scrittore islandese nato il 4 aprile del 1924 a Dragháls nell'Islanda orientale, è uno di quei personaggi che si possono definire profeti contemporanei. Come Ngo Van Chieu per il Caodaismo o la figura di Bob Marley per il Rastafarianesimo, Beinteinsson ha promulgato la riscoperta di una religione antica, in questo caso della religione pagana presente nell'Europa del nord in età precristiana, creando un nuovo movimento chiamato Ásatrú.
L'Allherjarsgóði (letteralmente “invocatore di tutto il popolo”) islandese, con il suo “nuovo” movimento religioso, si pose in antitesi ai contemporanei movimenti cristiani, partendo da una decina di seguaci sino a raggiungere nell'arco di pochi anni cifre più consistenti, tenendo comunque in conto l'esiguo numero della popolazione islandese del tempo.


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16/07/09

7.000 Neandertal da una sola madre di 110.000 anni fa

homo di Neandertal
Pubblicati oggi su Science i risultati di una lunga ricerca sul genoma di cinque uomini di Neandertal ritrovati in diversi giacimenti europei, in Spagna, Germania, Croazia e Russia. Attraverso uno studio del genoma mitocondriale (che si passa per via materna) è stato scoperto che questi cinque individui possiedevano una antica madre in comune, una sorta di Eva di Neandertal che si stima sarebbe vissuta circa 110 mila anni fa. Da studi sull'evoluzione genetica e dal fatto che questi individui, vissuti fra 38.000 e 70.000 anni fa, siano più o meno parenti, si ritiene che il loro numero si fosse attestato a circa 3.500 donne e quindi probabilmente massimo 7.000 individui distribuiti soprattutto nell'Europa centrale e meridionale.

Inoltre, si pensa che questa popolazione discendesse da un'altra popolazione, considerata preneandertal, diffusasi a partire da 400.000 anni fa, che avrebbe sofferto una notevole riduzione demografica probabilmente a causa di una glaciazione di circa 130.000 anni fa.
Già 30.000 anni dopo quell'evento si pensa che la popolazione degli attuali Homo sapiens sapiens fosse molto meglio distribuita e diffusa e comprendesse già 10.000 donne.
Ovviamente, non dobbiamo comunque dimenticare che si tratta solo di conclusioni teoriche, che tentano di approssimarsi per differenti strade alla realtà del tempo.

I due studiosi spagnoli Carlos Lalueza Fox e Antonio Rosas, co-autori della ricerca pubblicata su Science, affermano che fra i cinque genomi, in particolar modo due, quello del Neandertal Croato e quello Tedesco, sono identici, nonostante più di mille chilometri di distanza.
I progressi in questo campo sono molto rapidi e in Germania, l'equipe di Svante Pääbo, la più avanzata del mondo nello studio del DNA fossile, ha recentemente ottenuto un finanziamento di 5 milioni di euro per tentare di mappare l'intero genoma dell'Homo di Neandertal.

Fonte foto: Wikipedia
FOTO - Ricostruzione di un giovane di Neandertal


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13/07/09

Oggi sciopero

sciopero nazionale blogger italiani

14 luglio 2009

sciopero dei blog

contro il DDL Alfano

e per il diritto alla Rete

Segnala il link del tuo blog a “Diritto alla Rete”. Per partecipare clicca sull'immagine

comunicato stampa dal sito: http://dirittoallarete.ning.com/

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.

L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.

Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).

Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.

Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.

Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.

Diritto alla Rete

Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna
Guido Scorza


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11/07/09

ImageShack hackerato dall' Anti-sec movement

anti-sec movement imageshack
Fonte: Climatrix
Migliaia di siti, blog, utenti in panne per un attacco avvenuto stanotte ai server di ImageShack ad opera dell'Anti-sec movement, un noto movimento hacker contro la segretezza che promuove la sicurezza informatica, all'interno del complesso e controverso tema del full disclosure, ovvero l'idea che svelare tutti i problemi di sicurezza conosciuti di un sistema informatico possa portargli più sicurezza, in totale contrapposizione all'idea di Security through obscurity (sicurezza tramite segretezza), ovvero:

"un principio che si basa sul controverso assunto che tenere segreto il funzionamento interno di un sistema lo renda più sicuro, dato che un eventuale attaccante avrebbe maggiore difficoltà nella scoperta di eventuali falle del sistema stesso.
Nascondere la serratura della porta di casa è un esempio di scelta che si basa su questo principio.
È un concetto agli antipodi della filosofia alla base dell'Open Source, che sostiene invece che, grazie alla vasta collaborazione della comunità, le falle possono venir scoperte più facilmente e altrettanto rapidamente corrette, con il risultato di rendere intrinsecamente più sicuro il sistema." fonte: Wikipedia

L'Anti-sec movement, da quanto è possibile conoscere su forum hacker americani, è contraddistinsta da spirito anti-capitalistico ed è fermamente schierata contro l'industria informatica di tipo 'profit.' Le loro azioni virtuali, che effettivamente producono più dolori di quelli che essi vorrebbero evitarci, sono volte alla ricerca di server poco sicuri da sabotare al fine di dimostrargli le proprie falle nel sistema di sicurezza. Questa notte è toccato ad ImageShack, un famoso servizio di hosting multimediale, di foto e video, già colpito tempo addietro.
Probabilmete lo stesso ImageShack provvederà nelle prossime ore a ripristinare le foto ed i video hostati... se non ci riuscisse toccherà compiere un nuovo upload su un'altra piattaforma...'più sicura' e, magari, open source.
Anche il nostro blog è stato vittima indiretta di questo attacco; l'immagine del post presenta il manifesto ed il comunicato del movimento.


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10/07/09

Nodi di Hartmann, geobiologia e geopatie

Nodi di Hartmann geobiologia e geopatie
Fonte: Climatrix
Secondo la geobiologia, il nostro pianeta sarebbe circondato da numerose griglie elettromagnetiche, di diversa trama e grandezza, di diversa intensità e orientamento. Il termine geobiologia, etimologicamente rimanda allo studio del rapporto e dell'influenza della terra (dei suoi luoghi) sulla vita, da intendersi nelle sue varie manifestazioni e forme. Già anticamente venivano osservati vari fenomeni di tale natura, soprattutto in relazione ad attività umane primarie e relativamente semplici.

Marco Vitruvio Pollione, architetto e scrittore romano, nel "De architetura" (opera scritta una ventina d'anni prima dell'anno zero) già narra della pratica di lasciar pascolare un gregge di pecore su un terreno scelto per edificare una casa, per poi esaminarne le zone in cui aveva sostavo. Oltre a questo, venivano osservate le interiora degli animali, alla ricerca, supponiamo oggi, di variazioni anatomiche, soprattutto nell'apparato digerente, date da radiazioni ed energie negative presenti in alcuni punti del terreno. Altri indizi storici li otteniamo dalla documentata diffusione in epoche passate di pratiche di rabdomanzia e radioestesia limitate tuttavia ad opere di carattere elitario o rituale-divinatorio. Queste antiche tecniche, fra i loro obiettivi principali avevano quello che rilevare e seguire le radianze presenti sul terreno, prodotte dagli elementi naturali, dalla loro combinazione, presenza/assenza e disposizione. Altro scopo per cui venivano usate alcune di queste tecniche era quello di rintracciare e localizzare oggetti nascosti sotto terra, grazie a strumenti come pendoli, verghe e bacchette biforcute, che risuonavano con la vibrazione di determinati materiali o campi energetici.

Anche nel mondo orientale esistono arti e pratiche geomantiche molto antiche sia indiane che cinesi, fra le quali è nota la geomantica taoista, meglio conosciuta nella sua dottrina 'Feng Shui', che significa 'vento e acqua', a richiamare questi due elementi, che hanno la capacità di modificare notevolmente le caratteristiche dei luoghi, soprattutto abitativi, che il più possibile devono armonizzarsi con l'ambiente entro giusti criteri bioarchitettonici. Il fine di queste tecniche è quello limitare e ridurre le geopatie, che si formano quando un corpo permane in punti perturbati del campo elettromagnetico, alterando il proprio equilibrio e rischiando lievi disturbi (agitazione, crampi, starnuti ripetuti, ansia), e sintomi funzionali più complessi (insonnia, dolori, mal di testa e nevralgie).

Sino alla fine del XIX secolo si è conservata la tradizione di edificare in luoghi geobiologicamente sani, poi è cominciato a costruire in luoghi energeticamente malsani, scartati dai nostri antenati che, per di più, avevano tecniche costruttive e materiali più naturali, che perturbavano meno le correnti tellutiche rispetto ai moderni edifici in cemento armato, all'interno dei quali si può verificare anche blocchi localizzati della circolazione energetica, seguendo gli effetti della gabbia di Faraday.

Il simbolismo antico era molto legato alla flora e alla fauna, alla caratterizzazione delle razze e delle specie anche in relazione alla presenza di particolari correnti telluriche. Molte antiche credenze riguardavano storie di alberi, funghi, formiche, cani e gatti, associati a 'luoghi sacri', ma anche pozzi, sorgenti, falde acquifere e freatiche, faglie geologiche, pozze di gas, caratterizzati a volte da straordinari poteri energetici e risananti, in altre occasioni nefasti e maligni. Non sappiamo oggi se queste credenze fossero state verificate con tecniche attualmente ignote o fossero il risultato di mere osservazioni o superstizioni popolari, ma molti di questi 'luoghi speciali' del passato sono stati anche 'misurati' con moderni tecniche, riscontrando in taluni casi una effettiva 'straordinarietà' energetica di questi luoghi.

Si ritiene che molte antiche costruzioni del passato, megalitiche o più recenti, che ancora oggi si conservano, fossero poste in luoghi 'energeticamente' singolari e specifici, relazioniabili a correnti elettromagnetiche terrestri e locali nella maggiorparte dei casi estremamente positive. Fra queste costruzioni ricordiamo i dolmen, i menhir, le pedras fittas sarde, alcune tombe, eremi, castelli, chiese, statue, obelischi, eremi, e varie piramidi diffuse in ogni parte del mondo. La conoscenza delle radiazioni telluriche è molto antica. Anche le antiche popolazioni scandinave e celtiche usavano i megaliti segnalare zone ad alta carica energetica.

Tali conoscenze, sono oggi messe in discussione da molti, anche se negli ultimi due secoli molti eminenti figure del mondo scientifico e accademico hanno continuato a ribadire l'importantanza e la validità di tali teorie geobiologiche.
Intorno agli anni '30 del secolo scorso, un radioestesista francese, il dottor Peyre de Bagnoles, aveva scoperto l’esistenza di raggi tellurici che si sviluppano in fasci verticali paralleli e perpendicolari al meridiano terrestre, che davano vita ad una griglia composta da riquadri di 4 metri per 4 metri. Tale energia tellurica, inoltre, si sviluppava in griglie che influivano perpendicolamente al suolo, a formare una rete con orientamento da Nord a Sud.
Il lavoro di Peyre può essere anche associato e combinato con gli studi del rabdomante tedesco S.Wittman che scopri che le maglie della griglia, da lui chiamate “campi polarizzati”, erano orientate da Nord-Ovest a Sud-Est rispetto al polo magnetico della terra e con riquadri di 16 metri di lato.

Tuttavia, la geobiologia contemporanea trae maggiormente spunto dai lavori di Ernst Hartmann, un medico tedesco che, negli anni '50, compì alcuni studi e scoperte sulla geobiologia e sulla radiestesia, arrivando anche lui alla conclusione che esistesse una griglia elettromagnetica che ricopre l'intero pianeta, prodotta da numerosi fenomeni interconnessi, dalla composizione e dalla strutturazione del sottosuolo. Nei punti di incrocio della griglia, conosciuti con il nome di 'nodi di Hartmann', si verificano delle perturbazioni che possono nuocere alla la salute umana, animale e vegetale, provocando geopatie. Tale griglia, forma un invisibile reticolo con bande di radiazioni telluriche larghe circa 21 cm. Queste bande si intersecano ogni 2 metri nella direzione Nord-Sud ed ogni 2,5 metri in quella Est-Ovest.


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08/07/09

Yes we camp

AQUILA yes we campAnche l'ironia campeggia in zona. Bella e pacifica manifestazione stamane di alcuni aquilani del collettivo 3e32 che, su una collina in bella vista dalla sede del G8, hanno disteso alcuni striscioni che formavano la frase 'Yes we camp' con dirette allusioni all'ormai celebre motto elettorale di Obama e alla vita in tenda degli sfollati aquilani. Durante la mattinata anche altri striscioni e distribuzioni di volantini per la popolazione e per i giornalisti stranieri è avvenuta nei dintorni dell'Aquila. Di seguito il testo di uno di questi volantini.

Yes We Camp!

Yes, We Camp! è il grido di denuncia della gestione scellerata dell’emergenza post-sisma.

Per la prima volta nella storia recente dei terremoti dopo tre mesi la popolazione è ancora sotto le tende e ci dovrà stare, secondo i piani del Governo, ancora per molto.

Yes, We Camp! per smascherare le mancate promesse del presidente del consiglio. Dopo tante parole nessun fatto. I provvedimenti sono del tutto insufficienti, i soldi stanziati troppo pochi.

Yes, We Camp! per urlare tutti fuori dalle tende, ora! Si requisiscano le case sfitte o invendute, si installino container, roulotte, casette di legno.

Yes, We Camp! per affermare che tutti gli aquilani debbono tornare all’Aquila. Non si pensi a settembre di sistemare un solo abitante fuori dal proprio comune, in alberghi della regione. Ci opporremo a questa deportazione con ogni mezzo necessario.

Yes, We Camp! per constatare che si sono persi inutilmente tre mesi: nessuna opera di ricostruzione, solo lavori per il G8.

Yes, We Camp! per denunciare il processo di devastazione ambientale e sociale del nostro territorio perpetrato mediante la localizzazione del piano C.A.S.E. Non vogliamo una grande new town diffusa!

Yes, We Camp! per informare tutto il mondo del processo di militarizzazione e confisca degli elementari diritti costituzionali nei campi: di informazione, di riunione, di espressione.

Yes, We Camp! vuol dire 100% ricostruzione, trasparenza, partecipazione. Non accettiamo decisioni prese dall’alto che non hanno a cuore al bene del territorio ma vanno a beneficio delle solite clientele e speculazioni.

Yes, We Camp! è la nostra ironia per dire a tutti che siamo vivi e determinati a difendere e far rinascere la nostra Terra.

La targa all’ingresso del Castello dell’Aquila è ancora intatta.

La apposero i dominatori spagnoli nel cinquecento e recita:

“ad reprimendam audaciam aquilanorum”

English version

Yes, we camp! It’s the cry to denounce the crazy conduct of the after earthquake emergency.

For the first time in the recent history of earthquakes, after three months, people are still living under tents and they will have to stay there for a long time, according to the Government’s plans.

Yes, we camp! To denounce the empty promise of the Prime Minister. After so many words, no facts. The measures are completely unsatisfactory, the money is very little.

Yes, we camp! To cry: everyone out of the tents, now! Vacant or unsold houses must be requisitioned. Containers, roulettes, wooden houses must be installed

Yes, we camp! To state that all the citizens must come back to L’Aquila. Don’t think to house just one inhabitant out of the municipal district in September! We’ll oppose this deportation with all our strength.

Yes, we camp! To observe that three months have been wasted: no reconstruction, only works for the G8.

Yes, we camp! To denounce the process of environmental and social devastation of our territory by the location of the C.A.S.E. plan. We don’t want a big, wide new town.

Yes, we camp! To inform all the world of the process of militarization, of the denial of the basic constitutional rights in the camps: information, assembly, speaking.

Yes, we camp! It means 100% reconstruction, transparency, participation. We don’t accept decisions from the top that don’t consider the good of the territory, but favour opportunism and

the usual hangers-on.

Yes we camp! It’s our ironic way to tell everybody that we are alive and determined to defend and help our territory to return to life.

The plate at the entrance of the fortress of L’Aquila is still intact, in the 16th century the Spanish rulers put it there. It says:“ to repress the boldness of the inhabitants of Aquila”.




Continua...


04/07/09

Abruzzo. Cronoprogramma iniziative NO G8

no g8 abruzzo FONTE: Attac Italia

IL LORO “SVILUPPO” GENERA CRISI RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!!


INIZIATIVE, AZIONI DIFFUSE, GENERALIZZATE ED ARTICOLATE SUL TERRITORIO:
DOVE, QUANDO, COME...


Venerdì 3 Luglio 2009
Molise: Bonefro ( CB ) ore 16 :
“Economia della Catastrofe Molise - L’Aquila: ricostruzione materiale sociale”

Sabato 4 Luglio 2009
Corteo No NATO Vicenza. Bus da Campobasso, Pescara e L’Aquila (340-3701978/ 085-61106 )

Domenica 5 Luglio 2009
Gazebo, diffusione volantini sulla costa Molisana ed Abruzzese

Domenica 5 - Lunedì 6

L’Aquila 23.30/3.32 Proiezioni, poesie, azioni e Fiaccolata Ricostruzione Sociale: memoria, verità, giustizia!
( bus da Pescara 340-3701978 e 085-61106 )

Martedì 7 Luglio 2009
Pescara: ore 11 “ L’Abruzzo è un porto di mare. Noi non respingiamo nessuno!”. Arrivo nel Porto di Pescara della Goletta Verde di Legambiente con a bordo una delegazione di 20 cittadini di varie nazioni del mondo.
ore 12: Assemblea Cittadina contro il Decreto Sicurezza.
L’Aquila: Parco Unicef intera giornata Foro alternativo sulla Ricostruzione Sociale

Mercoledì 8 Luglio 2009
Chieti – Villaggio del Mediterraneo - Diffusione del Dossier “L’Abruzzo che non vi faranno vedere “
Sulmona - pomeriggio: Forum “ Disastri ambientali e sviluppismo, mettiamo in sicurezza il futuro delle terre dell’Appennino”.

Giovedì 9 Luglio 2009

Pescara - Palazzo del Tribunale – in mattinata: in occasione dell’apertura del Processo agli indagati sit-in , gazebo, diffusione dossier sulla discarica rifiuti tossici più grande di Europa (Montedison) e l’inquinamento dell’acqua bene comune .
Val Pescara-Bussi e Sulmona – pomeriggio: Visita guidata alle discariche, siti contaminati ed interventi agit prop sul tema “Acqua e beni comuni” .

Promotori: Abruzzo Social Forum, Ass. Peppino Impastato, Cooperativa Sociale Pralipè, Coord.to NO G8 Sulmona e Lanciano, FIOM-CGIL Reg.le, Funzione Pubblica CGIL Reg.le, , Giovani Comunisti-Abruzzo, Kabawil, Legambiente, Libera-Abruzzo, Rete Molisana Basta G8, Ufficio Pastorale Social Lanciano-Ortona

I giorni dall’8 al 10 luglio 2009, i potenti della Terra si riuniranno a L’Aquila per parlare dei loro interessi senza decidere nulla che modifichi le sorti di un mondo in cui sempre più persone muoiono di fame e di sete, e sono costrette ad abbandonare le loro terre per poter sopravvivere.

Parleranno di come disporre a proprio uso e consumo dei nostri beni comuni.

CIBO ACQUA ARIA ENERGIA SALUTE

La GLOBALIZZAZIONE CAPITALISTA ha prodotto più povertà tra le popolazioni e più ricchezza per i potenti, per le multinazionali, per gli speculatori finanziari. I G8 SI RIUNISCONO IN UN MOMENTO DI CRISI ECONOMICA CHE LORO STESSI HANNO PRODOTTO E CHE ORA INTENDONO FARCI PAGARE.

Sempre più PRECARIZZAZIONE

Il nostro lavoro, le nostre pensioni, la nostra quotidianità, sono minacciati dalle scelte che i governi più potenti del mondo ci hanno imposto per rendere precarie le nostre già difficili vite. Queste scelte, hanno indebolito intere comunità, hanno aumentato la frammentazione sociale separandoci e facendoci sentire sempre più SOLI. Impegnati ad arrivare alla fine del mese o a mantenere il nostro posto di lavoro precario, ci allontaniamo dalle nostre scelte comuni, dal nostro quotidiano collettivo rendendoci sempre più INDIVIDUI che vedono il nemico nel più “debole”: lavoratori irregolari, immigrati, gruppi e persone che non condividono il pensiero unico che ci omologa.

Sempre meno DIRITTI

Il diritto allo studio, il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto ad una casa, il diritto a decidere della nostra vita sono sempre più minacciati e puntano a renderli BISOGNI. Siamo bambini, donne, uomini, anziani, immigrati, lavoratori, CITTADINI che reclamano il rispetto dei DIRITTI UNIVERSALI e la possibilità di decidere dei beni e dei servizi fondamentali per la vita. Il G8, invece, contribuisce sempre più a privarci dei beni comuni e dei nostri DIRITTI.

Minaccia globale all’AMBIENTE


Un sistema economico vorace e attento al solo profitto sta mettendo in pericolo l’esistenza stessa del Pianeta. Anche i nostri territori sono sempre più distrutti dalle scelte dei potenti che, in Abruzzo, hanno già prodotto sfruttamento selvaggio, vedi inquinamento dell’ACQUA (Bussi), dell’aria (Cementifici), la petrolizzazione, con l’Eni, non solo ad Ortona ma in tutta la Regione. Dobbiamo opporci perché queste scelte peggiorano sempre più le condizioni sanitarie dei cittadini.

Al G8, che sbarca in un territorio distrutto prima da un terremoto naturale e poi da uno sociale poi, noi ribadiamo il nostro NO AL DECRETO ABRUZZO che non dà risorse sufficienti né tempi certi per la ricostruzione.Rivendichiamo il diritto a ricostruire città e territorio liberi da speculazioni e da imposizioni dall’alto che fanno dell’emergenza una politica per far soccombere i poteri locali e civili. Riteniamo che il popolo aquilano e abruzzese abbia già dimostrato di essere in grado di autodeterminarsi e di poter AGIRE in autonomia, secondo le scelte condivise nelle comunità, nei coordinamenti e nei comitati.

Con il G8 aumenterà il controllo del territorio, una vera e propria MILITARIZZAZIONE per la gestione del post terremoto, condizione che non finirà quando i potenti saranno tornati nelle loro ville dorate. Come a Vicenza contro la base Nato e nella Val di Susa contro il progetto TAV, l’uso della forza militare per le emergenze risponde a una politica di controllo sociale contro cui dobbiamo lottare.

IL LORO “SVILUPPO” GENERA CRISI RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!!


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03/07/09

Energia elettrica autoprodotta, non è un'utopia

Fusione fredda
Fonte: Climatrix
Lo studio e la ricerca fanno passi da gigante, soprattutto se bisogna fare i conti con il problema di fonti energetiche inquinanti e ormai quasi agli scoggioli. Una svolta rivoluzionaria che potrebbe cambiare le sorti del pianeta e le abitudini dei consumatori, un sistema sicuro, economico ed ecologico che potrebbe far chiudere i cancelli delle tanto temute centrali nucleari. Si era già parlato in questo post di fusione fredda, oggi ritorniamo sull'argomento con degli aggiornamenti che giungono dagli Stati Uniti condotti dalla chimica Pamela Mosier-Boss, dell'U.S. Navy's Space and Naval Warfare System Center di San Diego, in California.
Ricapitoliamo brevemente il meccanismo su cui si basa il procedimento. Alcune sostanze chimiche vengono sottoposte ad una debole scarica di corrente elettrica, in modo da legare tra loro gli elementi a bassissima temperatura e liberare una quantita sorprendentemente maggiore di energia, sotto forma di calore. Volgarmente possiamo riassumere in questo modo il concetto di "fusione fredda", tanto bistrattata nel passato dagli stessi americani ma rivalutata ai giorni nostri, come degna alternativa alle attuali fonti energetiche di cui conosciamo benissimo pericolosità e potere inquinante. La ricercatrice rivela che il progetto non differisce molto da quanto già si conosceva in materia, non spiega cosa è stato migliorato ma parla di perfezionamento della tecnica. I prototipi di questi piccoli "generatori casalinghi" sono in fase di sperimentazione e a detta degli scienziati, potrebbero volerci circa dieci anni prima di una vera e propria diffusione capillare. La cosa che più ci preme sottolineare è la rivalutazione del progetto, al contrario di come si era fatto negli anni passati quando questo lo stesso veniva definito in chiave utopistica. Sintomo di una maggiore maturità sull'argomento? Questa fonte potrebbe rivelarsi davvero importante per la salute di un pianeta già malato; l'augurio è che la ricerca compia ulteriori passi in avanti e che anche i nostri ricercatori italiani, possano dire la loro su un tema importante come questo.


Continua...




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