settembre 2009

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30/09/09

Il sismografo distribuito s'infila nei laptop

sismografo su PCFONTE: Punto Informatico


Il progetto di un'università californiana riscuote consensi. E sembra essere in grado di mantenere le promesse. Ora si avvia verso il prossimo passo: la geolocalizzazione dei terremoti
Roma - Sono passati circa sei mesi dal suo avvio ufficiale, e ora sembra che il programma Quake-Catcher Network (QCN) dell'università californiana di Berkeley stia iniziando a mietere i primi successi. Con poco più di 1500 iscritti, la maggior parte dei quali localizzati nei dintorni di Los Angeles e San Francisco, sfruttando semplicemente i sensori di movimenti contenuti in molti moderni laptop è oggi in grado di rilevare e misurare la portata di un terremoto. Sopperendo alla mancanza di precisione dei laptop con il loro numero.


Il progetto QCN è al contempo semplice ma ingegnoso: partendo dalla considerazione che molti moderni notebook contengono un accelerometro (spesso denominato sudden motion sensor), impiegato per evitare danni alle parti mobili del computer come gli hard disk in caso di cadute o movimenti bruschi, gli scienziati hanno pensato di utilizzare questo sensore per misurare i movimenti del computer in ogni situazione. Il laptop misura continuamente le accelerazioni che lo châssis subisce nelle varie direzioni, provvedendo alla disattivazione del disco rigido o di altre parti per evitare danni, e queste stesse informazioni possono essere anche immagazzinate per altri scopi.

Il più delle volte questi sensori rimangono inutilizzati per l'intera durata della vita di un laptop: con QNC possono dunque trovare un impiego rispettabile. Per funzionare, il progetto si appoggia alla sperimentata rete basata sul client BOINC - lo stesso di SETI@home - attraverso il quale è possibile scambiare i dati relativi alle misurazioni. I ricercatori californiani hanno così modo di interpolare le informazioni che arrivano da diverse installazioni del software in diverse località - identificate genericamente con l'IP di partenza - eliminando con alcuni algoritmi le normali vibrazioni indotte dal semplice digitare sulla tastiera del computer.

L'accelerometro di un notebook non ha ovviamente la precisione di un sismografo professionale. La differenza sostanziale tra i due, tuttavia, è il prezzo: il primo è compreso in decine di modelli già in circolazione, il secondo può arrivare a costare anche oltre 10mila euro e va installato con tutte le accortezze per garantire che funzioni al meglio. Inoltre, aumentando drasticamente il numero di sorgenti di informazioni, gli scienziati possono tentare in qualche modo di sopperire alla mancanza di precisione del singolo sensore combinando i suoi dati con quelli forniti da altri computer vicini.

In questo modo è già stato possibile misurare alcune scosse di terremoto, la più significativa delle quali è stata di 5,4 punti sulla scala Richter, con risultati sovrapponibili a quelli ottenuti dalle apparecchiature professionali. Inoltre, i sensori dei laptop sono costruiti in maniera tale da poter registrare con maggiore libertà anche i picchi delle scosse: i sismografi vengono progettati per tenere conto anche delle vibrazioni più insignificanti, con una risoluzione molto alta, riducendo però inevitabilmente il loro "fondo scala". Al contrario, i sudden motion sensor sono tarati su valori più alti, e dunque possono fornire stime più attendibili sulla portata effettiva degli eventi tellurici.

Il limite attuale del programma QNC è la effettiva capacità del software di associare le informazioni raccolte con un singolo punto della superficie terrestre. Nei laptop ci sono gli accelerometri ma non il GPS, e i dati forniti dagli indirizzi IP da soli non consentono di collocare nello spazio le informazioni ottenute con la precisione auspicabile. Prima o poi, comunque, anche le antenne per il geoposizionamento entreranno a far parte della dotazione hardware di un notebook: a quel punto la rete QNC potrà essere integrata a quella dei sismografi per consentire di ampliare le informazioni a disposizione degli scienziati. Aumentare il tempo di pre-allerta in caso di terremoto imminente è l'obiettivo finale di questo tipo di ricerca.

articolo di Luca Annunziata


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27/09/09

L'immenso potere creativo del pensiero

potere creativo del pensiero
Fonte: Climatrix
Che le nostre azioni plasmino la realtà circostante è ben noto a chiunque ma possiamo dire lo stesso anche dei nostri pensieri? Per la fisica quantistica la materia è energia, e quindi se i nostri pensieri sono energia vuol dire che possiederanno intrinsecamente anche un quid materiale.
Esistono diverse frequenze di pensiero, così come esistono differenti tipi di attenzione, ma di ognuno di essi possiamo dire che possiedano fattezze materiali, differentemente dense e pertanto invisibili, ma egualmente capaci di creare e generare nuove interazioni ed interscambi energetici con la realtà fattuale.

Studi di fisica quantistica hanno scoperto che l'energia segue la direzione ed il target della nostra attenzione, sin ad arrivare a postulare che lì dove non è presente l'osservatore non vi è una realtà. In altri termini, quando è presente il ruolo dell'osservatore l'energia del pensiero viene localizzata e concretizzata nello spazio e nel tempo.
Attraverso una serie di semplici osservazioni possiamo realizzare consapevolmente come un semplice pensiero orientato sia effettivamente capace di trasformare bit di realtà.
Ecco su cosa si basa essenzialmente il funzionamento delle reti di pensiero, il meccanismo della preghiera e del rituale mistico. In questo modo, se i pensieri individuali si sommano, l'effetto cumulativo che seguirà avrà un potenziale energetico nettamente superiore che meglio risuonerà con le griglie energetiche della vita organica planetaria.

Adesso, come ben sappiamo, sia il cervello che il cuore generano dei campi elettromagnetici che fuoriescono dai confini fisici del nostro corpo e raggiungono lo spazio circostante, dove esiste la possibilità di contattare centri extra-fisici, che presenziano il nostro ruolo all'interno della vita organica di questo pianeta, ma come entrare in contatto con essi?
Ci accade continuamente di notare strane coincidenze fra pensieri, eventi ed incontri che si presentano nella nostra vita. Chiaroveggenza, chiaraudienza, premonizione non appartengono al dominio di pochi ma sono potenziali latenti, per qualunque essere umano, che di rado si manifestano. L'attivazione di tali facoltà avviene generalmente nel dominio dell'accidentalità, ragion per cui ci risulta difficile un loro sfruttamento volontario e consapevole. Qualcuno sembra vi riesca anche consapevolmente, ma di tale argomento non se ne parla generalmente, per evitare che si ricada nella ciarlataneria o si incontrino fenomeni così inspiegabili e scomodi da turbare eccessivamente la pubblica opinione, che chi ci comanda da sempre preferisce mantenere sedata ed orientata attraverso pretestuosi e fittizi sistemi di credenze.
Per di più vi sono individui che, per autotutelarsi, tacciono il loro segreto senza manifestarlo, manifestarsi.

C'è molto scetticismo su tale argomento, sia all'interno del mondo scientifico che fra l'opinione pubblica, ma c'è molta chiarezza per chi intimamente sperimenta nella propria vita e ricerca una continua comprensione di sé. L'invito per chiunque sia interessato è quello di cominciare a sperimentare una delle molte tecniche esistenti per sviluppare la nostra attenzione, per penetrare meglio nella realtà ed affinare l'immenso potere creativo donatoci dalla natura, dalla vita.


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18/09/09

Convegno sulle scie chimiche a Ladispoli

convegno scie chimiche a Ladispoli
CONVEGNO "SCIE CHIMICHE NEL CIELO" Che cosa sono? Origini, cause, conseguenze"

Sabato, 26-09-09, ore 16:20, aula consiliare - Comune di Ladispoli - P.zza G. Falcone - Ladispoli


Relatori:

16:00 - 16:45
Prof. Corrado Pala & Prof. Vittorio Iori (Gestori del sito http://www.cieliliberi.blogspot.com):
"Tre anni d’impegno civile per capire e lottare contro il fenomeno delle scie chimiche"

17:00 - 17:20
Dr. Francesco Grossi (Geologo, collaboratore scientifico Uni 3 Roma):
"Inquinamento da bario ed alluminio"

17:30 - 17:50
Danilo Lindiner (Ricercatore indipendente – Forum Palermitano) :
"Quello che non dobbiamo dimenticare"


18:00 - 18:20
Prof. Dr. Ferrante (Docente Fisica Generale – Uni- Bologna):
"Scie Chimiche tra mito e realtà"

18.30 - 18:50
On. Sandro Brandolini (Parlamentare – Camera dei Deputati):
"Scie Chimiche in Parlamento"

19:00- 19:20
Prof. Dr. Giuseppe Genovesi (Dipartimento di Fisiopatologia Medica Policlinico Umberto I-Roma):
"PNEI dell’entanglement"

19:30 - 20:00 Dibattito

Moderatore: Dr. Raffaele Cavaliere


INGRESSO LIBERO

Scarica qui la locandina.


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16/09/09

Il mistero della Zona del silenzio

Zona del silenzio
Fonte: Climatrix
Uno dei misteri più affascinanti ma anche meno conosciuti del nostro pianeta si trova in una zona desertica di 50 km quadrati a Nord del Messico, dove convergono gli stati di Durango, Coahuila e Chihuahua, nell'attuale "Reserva de la Biosfera de Mapimi" sotto la sovraintendenza dell'Instituto de Estudios del Desierto.
Conosciuta già in epoche più antiche dalle popolazioni locali, quest'area è stata ribattezzata 'La zona del silenzio' ed è da alcuni decenni al centro di complesse ricerche degli scienziati e dei militari messicani ed americani.
Zona del silenzio perchè in questo deserto le comunicazioni radio ed altre gamme di frequenze vengono letteralmente inghiottite da un vortice di forze elettromagnetiche, che sono anche alla base di un altro strano fenomeno. Nel bel mezzo di questo deserto cadono ogni anni migliaia di micro-meteroriti e satelliti artificiali, attirati non si sa bene da cosa.


Il caso più eclatante avvenne all'inizio del 1969. Gli scienziati messicani si accorsero che la sonda sovietica Venera 5, che procedeva verso Venere, era in rotta di collisione con un oggetto di grandi dimensioni. Avvisarono le autorità sovietiche e congiuntamente osservarono uno stranissimo fenomeno, rimasto unico e inspiegato. Questo grosso meteorite prima cambiò traiettoria, evitando così la sonda per poi, all'ingresso nell'alta atmosfera terrestre, compiere un'intera rivoluzione attorno al pianeta prima di schiantarsi esattamente nella Zona del silenzio. Da questo evento tale meteorite, poi ritrovato nel deserto, prese il nome di 'meteorite intelligente' o 'meteorite di Allende' e attraverso analisi di laboratorio venne scoperto che al suo interno erano presenti non solo il carbonio, ma anche elementi che non esistono nel nostro sistema solare. Inoltre, da analisi di laboratorio è stato appurato che questo meteorite avendo circa 13.000 milioni di anni sarebbe più di tre volte più vecchio del nostro sistema solare.
Dato che le bussole impazziscono in prossimità dei sassi che ricoprono la zona, senza che questi contengono sostanze magnetiche, è stato ipotizzato dagli scienziati messicani che in un'era antichissima un grosso meteorite abbia impattato proprio qui, disseminando in tutta la zona frammenti più o meno grandi, oggi ormai sepolti dalla sabbia.
Nel 1968 un missile sperimentale americano di nome 'Athena' scomparve dai radar e cadde, chissà quanto accidentalmente, nella Zona del silenzio. La NASA prontamente avvertì le autorità messicane e quando i tecnici americani, fra i quali in incognito vi era anche Wernher von Braun, giunsero per recuperare i resti del missile, con il pretesto della contaminazione dell'area prelevarono molti altri reperti della zona, fra cui tonnellate di sabbia del deserto, pietre, frammenti meteorici, fossili, esemplari della flora e della fauna.
Quest'area in era Cenozoica era sommersa dal Mar di Thetis e questo giustifica la diffusa presenza di conchiglie e fossili marini.
Ma non è finito qui. Alcuni anni fa una equìpe di documentaristi della televisione spagnola, guidati da F. Jimenez del Oso e J.J. Benitez durante il rodaggio di un documentario ritrovarono alcune tombe ricoperte da pietre all'interno delle quali vi erano alcuni scheletri giganti, appertenenti ad esseri di oltre due metri di altezza. Esistono poche foto che attestano tale ritrovamento, che sono comparse sia sulla TV spagnola che messicana.
Alcuni anni dopo, al ritorno della medesima troupe nella zona, gli scheletri erano spariti, molto probabilmente venduti per pochi soldi dai contadini della zona o prelevati dai militari.

Il mistero, tuttavia, si infittisce a causa di un'altra insolita caratteristica del luogo, ovvero che molti animali vi si dirigano per morire al suo interno. I contadini delle zone limitrofe conoscono da sempre tale peculiarità e non impediscono ai propri capi di bestiani di migrare spontaneamente verso la Zona del silenzio.
Il cimitero di ossa è inquietante, ma non possiede altra logica spiegazione, a parte il racconto di alcuni vecchi shamani del luogo che sostengono che in queste zone vi sono strane energie tanto da sceglierle solitamente per le proprie meditazioni.
F. Jimenez del Oso e J.J. Benitez hanno intervistato e filmanto anche alcuni abitanti dei villaggi che si sviluppano ai margini della zona, che sono stati testimoni di strani avvistamenti di oggetti luminosi ed incontri con esseri viventi dalle caratteristiche non del tutto umane.

Colpisce il racconto di una coppia che al ritorno da un matrimonio in un villaggio della zona, dopo essersi impantanati nel fango con il proprio autoveicolo, dopo una delle rare piogge torrenziali che colpiscono questa parte del Messico, furono soccorsi da due individui, dalle caratteristiche simili agli uomini, ma con una voce profonda, l'altezza oltre i due metri, una lunga tunica impermeabile gialla ed un copricapo con l'effigie di un triangolo con un punto al centro. Cosa si nasconda dietro queste stranezze non è ancora stato ufficialmente riconosciuto dal governo messicano, evidentemente imbarazzato dalle anomalie. Aspetteremo il lavoro di altri ricercatori indipendenti o la rivelazione di nuovi dettagli nel tentativo di far chiarezza su questa misteriosa vicenda.


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06/09/09

Giochi a warcraft? Sei assunto.

Autori: John Seely Brown
e Douglas Thomas
Traduzione: Andrea Benassi
Alla fine del 2004, Stephen Gillett era in corsa per una posizione di senior management a Yahoo!. Stephen aveva ottime referenze: era stato responsabile per il backend di CNET ed aveva contribuito al lancio di un discreto numero di startups di successo. Ma aveva un’ulteriore qualifica che evidentemente non risultò di poco conto al nuovo datore di lavoro, e che fu decisiva per la scelta: Stephen era un top guild master in World of Warcraft, il popolare gioco di ruolo online.


I videogiochi tendono ad essere etichettati (quando va bene) come innocui passatempi. Quello che però la maggior parte dei critici non considera è l’enorme potenziale dei videogiochi in un apprendimento di tipo esperienziale. A differenza di quello che succede con i libri di testo e l’attività in classe, nei giochi on line multiplayer (MMOG) si verifica quello che noi chiamiamo ‘accidental learning’. E’ learning to be invece che learning about.
Mentre l’apprendimento tradizionale si basa sull’esecuzione di compiti specifici, l’accidental learning si basa sull’errore. Le possibilità di fallire sono alte, ma i ‘costi’ sono bassi e l’apprendimento immediato.

I giochi di simulazione sono già da tempo strumenti eccellenti e di comprovata utilità per l’acquisizione di determinate abilità manuali. Basti pensare a X-Plane, un simulatore di volo per PC che è stato certificato dalla Federal Aviation Administration statunitense.
Ma l’accidental learning trascende l’apprendimento intenzionale. Quando dei giocatori di ruolo si uniscono in gruppo per intraprendere una quest, spesso devono tentare ripetutamente compiti particolarmente difficili prima di riuscire. Questo processo porta ad un radicale mutamento di come i giocatori percepiscono e reagiscono al mondo intorno a loro. Diventano più flessibili nel modo di pensare, più sensibili ai segnali circostanti. Il fatto che non pensino al gioco come a un addestramento è fondamentale: dal momento che l’esperienza diventa esplicitamente educativa, questa comincia a ‘compartimentalizzarsi’, perdendo la capacità di permeare i modelli comportamentali del giocatore e la sua visione dell’ambiente circostante.

In questo senso, il processo che porta a diventare un valido guild master in World of Warcraft, equivale in tutti i sensi ad un corso full-immersion di leadership. Una gilda è un insieme di giocatori che si uniscono per condividere conoscenze, risorse, forza lavoro. Soprattutto quando i giocatori sono tanti, al guild master sono richieste diverse abilità : potere di convincimento, capacità decisionale, capacità di attirare nuovi giocatori e addestrare gli ultimi arrivati, saper elaborare strategie di gruppo e dirimere questioni. Non di rado le gilde si sciolgono a causa di battibecchi o problemi organizzativi. Il Guild Master deve saper gestire queste situazioni, per non perder validi compagni di gioco che potrebbero passare a gilde rivali. Il fatto che tutto questo abbia luogo in un ambiente virtuale conta poco: le abilità acquisite sono perfettamente applicabili anche sul posto di lavoro.
E questo è esattamente il caso di Stephen. Ha accettato l’offerta di Yahoo! e ora ci lavora come senior director of engineering operations. “Prima ero abituato a preoccuparmi se non avevo da subito tutto il necessario per svolgere al meglio il mio lavoro. Ora ci penso come ad una quest". Essendo più capace di improvisare, riesco sempre a trovare persone e risorse e a portare a termine il lavoro”.
Questa storia - trasformare l’esperienza virtuale in successo nella vita reale - è destinata a diventare sempre più comune man mano che l’utenza dei videogiochi crescerà e questi diventeranno sempre più sofisticati.
Potrebbe non essere lontano il giorno in cui le aziende riceveranno curriculum con una riga del tipo: “Sciamano taurino di livello 60 in World of Warcraft”.


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02/09/09

Abruzzo Mineral Show, quarta edizione

Minerals show PescaraCOMUNICATO STAMPA

Abruzzo Mineral Show, quarta edizione

Due giorni di fossili, minerali e conchiglie ad ingresso libero L’associazione di Scienze Naturali di Pescara ANTEO (Associazione Natura Terra e Oceano)
organizza per i giorni sabato 5 e domenica 6 settembre a Montesilvano (Pescara) la quarta edizione dell’Abruzzo Mineral Show: una fiera e mostra-scambio di fossili, minerali e conchiglie che sin dalla prima edizione si è rivelata un importante appuntamento per gli appassionati di mineralogia, di paleontologia e di malacologia in Italia.
I
La mostra si svolgerà in via Aldo Moro, presso il Palacongressi D'Abruzzo “Palco” di Montesilvano http://www.palacongressiabruzzo.it/ , sarà visitabile ad ingresso gratuito ad orario continuato il sabato dalle 11 alle 23 ed la domenica dalle 9:00 alle 21:00.

La quarta edizione si svilupperà su oltre 1000 mq di allestimento e vedrà intervenire oltre 40 espositori di tutto il mondo tra istituti, associazioni, enti di ricerca e collezionisti privati. Verranno esposti campioni di minerali, pietre dure tagliate, gemme, fossili, dinosauri e conchiglie attuali provenienti da tutto il mondo. Sarà inoltre possibile sfogliare riviste e pubblicazioni specializzate ed osservare attrezzature e strumenti per la ricerca, le analisi, la raccolta e la conservazione delle collezioni.

Tre eventi arricchiranno ulteriormente l’edizione 2009 dell’Abruzzo Mineral Show:
- La mostra tematica “I Dinosauri”, un viaggio tra i giganti che hanno popolato la Terra durante l'Era Mesozoica, verrà esposto un Dinosauro di 4 metri di lunghezza fornito dall'azienda Zoic srl di Giorgia Bacchia via Flavia 35, di Trieste, laboratorio specializzato nel restauro e scavo in reperti fossili di fama mondiale. Inoltre verranno esposti Ittiosauri, Uova di Dinosauro, Artigli di Velociraptor, Pterodattili (Dinosauri Volanti), Mesosauri, Denti di Dinosauro, ecc...ecc...
- La riunione annuale dell’assemblea della Società Italiana di Malacologia (S.I.M.) sabato 5 settembre, che scegliendo l’Abruzzo Mineral Show approva la manifestazione ufficialmente e punta i riflettori nazionali sulla nostra regione.
- Una sessione di conferenze scientifiche il giorno 6 settembre, domenica, alle ore 15:30 dal titolo “la Ricerca dell'Oro” tenuta da Giorgio Bogni, ricercatore e partecipante all'ultimo mondiale di ricerca dell'oro, che mostrerà dal vivo tecniche di ricerca dell'oro alluvionale.

Con invito alla pubblicazione.

Info: http://www.abruzzomineralshow.com/.
L’associazione Anteo è un’associazione culturale senza scopo di lucro fondata nel 2005, con sede presso
Via Quarto dei Mille n.17, 65100, Pescara.
Nicola Cosanni (Presidente Associazione) tel. 392-1195728 / 085-9359844
Franco Agamennone (Consigliere) tel. 085-296176 – 328 0444777.


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01/09/09

L'enorme sacrificio in nome della chimica 'buona'

enorme sacrificio di cavie
Fonte: Climatrix
Il primo giugno 2007 entrò in vigore la nuova regolamentazione del progetto REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemical substances) che nei prossimi dieci anni tenterà di studiare gli effetti delle sostanza chimiche che stanno inquinando il nostro ambiente, cercare dei validi sostituti e tutelare così la salute umana. Il REACH, con sede ad Helsinki, ha istituito anche l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) che rappresenta il nuclueo di tutte le attività tecniche e di coordinamento. Fin qui, vi direte, sembra non esserci nulla di strano, anzi è auspicabile che tali enti operino nel più efficiente dei modi e ripuliscano un po' le nostre vite e l'ambiente da circa 100.000 composti industriali e sostanze chimiche riconosciute 'potenzialmente' dannose per la nostra salute.
Ma il dubbio sulla legittimità di tali ricerche sorge non appena si prende atto delle conseguenze prodotte dai nostri laboratori. Secondo un articolo pubblicato su Nature ad opera della Scuola Bloomberg di Salute Pubblica dell'Università Johns Hopkins, si calcola che nei prossimi dieci anni più di 50 milioni di cavie la laboratorio (fra cui topi, scimmie, maiali, pesci) verranno sottoposte ad esperimenti e sacrificate, con l'obiettivo di osservare e riconoscere la pericolosità di alcune sostanze chimiche non solo a breve termine, ma anche nelle successive generazioni.

A parte il costo di tali studi, che secondo Thomas Hartung della scuola di Bloomberg, potrebbero in tutto richiedere più di 10.000 milioni di euro, esiste un altro importante aspetto, o meglio un sospetto, che si insinua nella mente di alcuni: ma secondo voi questo imponente sacrificio animale, tutti questi sforzi, le enormi spese servono veramente a tutelare la salute umana o servono a mantenere in auge i proventi ed i profitti dei grandi compartimenti industriali e delle case farmaceutiche? In una generazione come la nostra, afflitta sempre più da tumori, allergie, intolleranze, in un epoca che si è preoccupata prima di dotarci degli strumenti del progresso per poi scoprirne solo dopo gli svantaggi ed i rischi, questo ennesimo sacrificio si configura come l'ennessima beffa, l'ennesimo schiaffo che noi tutti stiamo ricevendo, senza muovere un sol dito o proferire una singola parola.
La chimica 'buona' verrà a salvarci o finiremo per sterminare tutti gli animali del pianeta finchè in una futura era vivremo a misura di noi stessi anche a costo di rimanere soli? Lascio a voi la risposta a questo dilemma.


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