Uno dei più comuni errori fatti dalla società è quello di interpretare l'inversione del campo magnetico con il ribaltamento dell'intero pianeta.
Niente è più lontano dalla verità.
In realtà sono solo i Poli Magnetici che si spostano cambiando polarità.
Se avessimo delle bussole anziche indicare il Nord indicherebbero il Sud così pure viceversa per il Polo Sud in cui si indicherebbe il Nord.
Il tempo in cui si svolge un inversione magnetica è ancor oggetto di forte dibattito, secondo alcuni scienziati potrebbe richiedere alcune migliaia di anni, ma secondo altri potrebbe richiedere un periodo di tempo molto più breve con serie conseguenze sia a livello geologico, sia climatico, sia biologico.
Uno degli aspetti principali a livello biologico è che il campo magnetico terrestre durante un inversione si indebolisce sempre più fino quasi ad azzerarsi il che fa si che una tempesta di radiazioni cosmiche provenienti dallo spazi esterno e dal sole rischi di colpire la superficie causando morte e mutazioni genetiche nella fauna e nella flora.
Uno dei motivi per cui questo non accade è il fatto che siamo protetti da tale campo che impedisce a tali raggi cosmici di raggiungere la superficie.
Secondo alcuni studi un aumento dei raggi cosmici contribuirebbe a generare un aumento della nuvolosità,una cosa che accade già durante i minimi solari,specie questo in particolare, il che potrebbe creare serie ripercussioni climatiche sul clima in diverse aree del mondo con forti precipitazioni sia a carattere piovoso che nevoso.
Una delle cose su cui buona parte della comunità scientifica è concorde è che durante un inversione magnetica il sistema di orientamento di molti animali quali uccelli e capodogli potrebbe venir seriamente compromesso il che potrebbe addirittura condurre alla morte molti di questi animali che sfruttano di norma le variazioni del campo magnetico terrestre per spostarsi e orientarsi anche durante le migrazioni.
Se un inversione magnetica dovesse avvenire in tempi relativamente brevi, si genererebbero dei sempre più frequenti black out in tutto il globo a causa del sovraccarico delle linee elettriche e di tutti i mezzi che funzionano ad energia elettrica finchè una volta compiuta l'inversione buona parte del pianeta si ritroverebbe priva di energia elettrica.
Un'altro degli effetti più pericolosi di un inversione magnetica a breve termine è un aumento dell'attività sismica e vulcanica, generati perlopiù dai moti tettonici e convettivi del mantello che durante il graduale e sempre più repentino cambiamento di polarità verrebbero sempre più sconvolti e modificati per poi riassestarsi gradualmente a seconda della nuova polarità magnetica.
Pare che le inversioni magnetiche siano avvenute centinaia, se non migliaia di volte nella storia del nostro pianeta, le prove stanno trovate nelle rocce laviche rinvenute nei fondali oceanici e in differenti aree del pianeta.
Raffreddandosi gli ossidi di ferro e le magnetiti contenute nelle rocce indicano la polarità del campo magnetico dell'epoca.
Una delle cose che sembrano aver in comune le estinzioni di massa sono un notevole aumento dell'attività vulcanica, e le inversioni magnetiche.
Probabilmente durante le inversioni magnetiche enormi eruzioni vulcaniche sconvolsero l'ecosistema globale causando la morte di milioni di specie animali e vegetali, allo stesso tempo i cambiamenti del campo magnetico e la provvisoria tempesta di raggi cosmici ne causò la morte di altrettanti ma nel contempo altri subirono delle mutazioni.
Questo potrebbe spiegare il perchè dopo ogni estinzione abbiamo visto il sorgere di nuove specie molto differenti dalle precedenti e che talvolta non trovano riscontri nelle teorie dell'evoluzione, da sempre erroneamente considerata una progressione lineare.
Proprio in questi tempi sembra che il campo magnetico terrestre si stia sempre più rapidamente indebolendo e guardacaso in questi ultimi decenni abbiamo avuto un notevole aumento dell'attività vulcanica e sismica assieme ad altri problemi a livello climatico.
Il Polo Nord magnetico della terra è in movimento verso la Russia a quasi 40 miglia (64 chilometri) all’anno a causa di modifiche magnetiche nel nucleo del pianeta, secondo i risultati di una nuova ricerca.
Il nucleo è troppo profondo per gli scienziati per rilevare direttamente il suo campo magnetico. Ma i ricercatori possono dedurre i movimenti del campo tramite la registrazione come campo magnetico terrestre in cambiamento in superficie e nello spazio.
Ora,i dati appena analizzati suggeriscono che c’è una regione di magnetismo sulla superficie del centro, forse creata da un misterioso “flusso” del magnetismo derivante dal più profondo del nucleo, in rapido mutamento.
“Ed è questa regione che potrebbe essere la responsabile dello spostamento del polo magnetico lontano dalla posizione naturale di lunga data in Canada settentrionale”, ha affermato Arnaud Chulliat, un geofisico all’Institut de physique du Globe de Paris in Francia.
Il Nord magnetico, che è il luogo dove effettivamente puntano gli aghi della bussola è vicino, ma non esattamente nello stesso luogo come il Polo Nord geografico.Attualmente, il Nord magnetico è vicino all’isola di Ellesmere del Canada.I Navigatori hanno utilizzato il Nord magnetico per secoli per orientare loro stessi…
Anche se i sistemi di posizionamento globali hanno sostituito in larga misura tali tecniche tradizionali, molte persone ancora utilizzano le bussole per muoversi sott’acqua, o dove non si è in grado di comunicare con i satelliti GPS.
Il Polo Nord magnetico si è spostato poco dal luogo scoperto dagli scienziati nel 1831. Quindi nel 1904, il Polo ha iniziato lo spostamento a nordest ad un ritmo costante di circa 9 miglia (15 chilometri) all’anno.
Nel 1989 si è avuta una accelerazione, e nel 2007 gli scienziati hanno confermato che il Polo è ora al galoppo verso la Siberia a 34,37 miglia (55,60 chilometri) all’ anno.
La terra ha un campo magnetico perché il nucleo è costituito da un centro di ferro solido circondato da filature di metallo liquido. In questo modo si crea un “Dinamo” che guida il nostro campo magnetico.
Gli scienziati sospettano che, poiché il nucleo fuso è costantemente in movimento, i cambiamenti nel suo magnetismo potrebbero essere associati alla posizione di superficie del Nord magnetico.
(http://www.channel360news.com/2010/01/il-polo-nord-magnetico-terrestre-si-sta.html)
Ovviamente qui non poteva mancarci lo zampino dei catastrofisti che hanno distorto il significato del 21 dicembre 2012 dicendo che in quella data sarebbe avvenuta l'inversione dei poli ecc.
Ad alimentare tale corrente apocalittica pare che si sia messo un certo Patrik Geryl del quale ha affermato in diversi suoi libri, che in quella precisa data i Maya avevano calcolato che il campo magnetico del sole sarebbe collassato generando un immensa nube di plasma che avrebbe mandato in sovraccarico i poli magnetici terrestri causandone l'inversione con tanto di ogni genere di catastrofe che si possa attribuire.
Il problema è che adesso il Sole è ai minimi storici e pare che quest'anno le cose non siano destinate a migliorare, specie se da quest'anno si rischia di entrare in un nuovo Minimo di Maunder a causa dell'influenza di Giove e Saturno sul nostro Sole e probabilmente anche con l'apporto di Urano.
Inoltre pare che sia da un po che non aggiorna il suo sito (http://www.howtosurvive2012.com/htm_night/world_02.htm), forse deve aver capito di aver fatto certe figuracce.
Pare che collegati a questo indebolimento del campo magnetico ci siano il terremoto dell'Aquila,in Abruzzo,e anche quello di Haiti.
In questi ultimi anni abbiamo visto un incremento delle scosse sismiche di magnutudo 5 e 6 mentre numerosi vulcani quiescienti da molto tempo anche millenni stanno lentamente mostrando segni di una ripresa dell'attività sismica e un forte rialzo dei loro apparati vulcanici:
-Sin dagli anni 30 la caldera di Yellowstone stà , mostrando i segni di un notevole rigonfiamento e un aumento dell'attività sismica, anche se finora si è mostrata ciclica e stazionaria, segno di un forte aumento della pressione nella camera magmatica sottostante.
-Anche la Long Valley stà mostrando i segni di risveglio:Collocata nella California centrale questa caldera dal diametro di 30 chilometri gli scienziati descrivono la Long Valley come una caldera "in continua attività" e "in forte crescita".
L'inquietudine geologica della Long Valley cominciò nel 1978 e poi aumentò improvvisamente due anni dopo con sciami di scosse sismiche.
Il più violento di questi sciami iniziò nel maggio del 1980 e incluse quattro forti scosse di terremoto di magnitudo 6, tre delle quali si succedettero nello stesso giorno.
Immediatamente dopo queste cose , gli scienziati intrapresero un riesame dell'area della Long Valley e scoprirono un'altra prova inquietante:un rigonfiamento a forma di cupola.
Misure effettuate provarono che il cetro della caldera dopo decenni di stabilutà si era sollevato di 30 centimetri dall'estate del 1979.
Questo continuo innalzamento,che ora raggiunge i 60 centimetri e interessa un area di 250 chilometri quadrati è prodotto da nuovi flussi di magma che risalgono sotto la caldera.
-Stessa cosa vale per i Colli Albani:"tra il 1951 e il 1995 infatti, questi si sono sollevati di circa trenta centimetri. Un ulteriore sollevamento di circa dodici centimetri e' ipotizzabile possa essere avvenuto tra il 1927 e il 1951. Nello stesso periodo si e' verificata una lunga serie di episodi sismici, pur di bassa intensita', strettamente legati al primo fenomeno. "Tutto cio' puo' essere causato dal sopraggiungere di magma fresco nella crosta superiore .(...)Per quel che riguarda i sismi, si è notato, prendendo in considerazione quelli registrati dal 1700 a oggi, che ogni 50 70 anni vi e' un incremento notevole del loro numero. Nel nostro secolo il massimo degli episodi e' iniziato attorno al 1980, quando l' attivita' è aumentata di colpo. All' inizio di questo decennio un nuovo sciame di piccoli terremoti + stato utilizzato dai ricercatori per definire con precisione le caratteristiche geologiche di cio' che vi e' al di sotto dei Colli Albani."
-A due decenni dall'ultima eruzione, il Mauna Loa, il vulcano più grande e potenzialmente più distruttivo delle isole Hawaii, sta tornando alla vita. Gli ultimi dati geofisici mostrano infatti che la caldera sommitale ha iniziato a gonfiarsi al ritmo di circa 5 centimetri al'anno. Secondo i geologi della US Geological Survey, questo sarebbe il primo segno dell'avvicinarsi di una nuova eruzione. "Il rigonfiamento ? spiega Paul Segall, della Stanford University ? significa che il magma si sta accumulando sotto la superficie, ma per ora non possediamo modelli adeguati per dire se e quando avverrà un'eruzione". Situato sull'Isola Grande delle Hawaii, il Mauna Loa, Lunga Montagna in lingua locale, è il più grande vulcano del mondo. La sua ultima eruzione avvenne nella primavera del 1984 e in tre settimane produsse un veloce flusso di lava che arrivò a soli sei chilometri dalla città di Hilo. Da allora il vulcano è rimasto tranquillo, a differenza del vicino Kilauea, che erutta in continuazione dal gennaio del 1983. "Dopo l'eruzione del 1984, il Mauna Loa continuò a gonfiarsi per un decennio, prima di iniziare un periodo quasi altrettanto lungo di contrazione," dice Peter Cervelli, dell'Hawaiian Volcano Observatory. Questo periodo è però terminato bruscamente alla metà di maggio, quando i ricevitori GPS montati sulla cima della montagna hanno iniziato a mostrare un rigonfiamento. Il giorno stesso in cui il processo si è invertito è coinciso con il flusso di lava più attivo dal Kilauea, una scoperta che i geologi non considerano una coincidenza. "Chiaramente ? dice Segall ? c'è una connessione tra i due sistemi magmatici. Questo è l'aspetto più interessante delle Hawaii, sono così incredibilmente attive che ogni anno impariamo qualche cosa di nuovo."
Bisogna tuttavia notare che i vulcani sulle terre emerse rappresentano solo il 20% del vulcanismo globale, il restante 80% infatti si trova sul fondo degli oceani.
Cosa potrebbe succedere se decine di questi vulcani cominciassero ad eruttare in modo violento o anche effusivo come quello delle Hawaii?
Bisogna tener conto che nel 1883 quando il vulcano Krakatoa esplose in maniera esplosiva generò una serie di violente onde di tsunami che in breve decimarono le coste di Java e Sumatra causando migliaia di vittime, quindi l'effetto sarebbe una serie di forti tsunami che in poche ore attravererebbero gli oceano o i mari in cui si sono prodotti causando il medesimo effetto ma su scala molto più vasta.
Mentre se le eruzioni fossero di tipo effusivo, si avrebbe l'immissione dei fondali di enormi colate di lava che riscaldando i mari di qualche grado ne aumenterebbero l'evaporazione causando un aumento delle precipitazioni atmosferiche.
Fortuna che per ora siamo lontani da un simile evento!
Una cosa che spesso viene associato alle inversioni magnetiche è una teoria che tratta del Disclocamento della Crosta Terrestre secondo la quale intere porzioni di crosta potrebbero all'improvviso spostarsi di parecchi chilometri dal loro punto d'origine con effetti catastrofici in superficie.
In questo caso pare che l'Africa-Sud America non si sia spostato nell'arco di milioni di anni come si credeva all'inizio.
La prova starebbe innanzitutto nella linea di costa che sembrerebbe troppo strano che nell'arco di milioni di anni, e quindi centinaia di millenni, sia ancora così così poco consumata dal mare e dagli altri agenti geologici.
Un'altra prova di tale improvviso e repentino allontanamento la troviamo nel lago Titicaca che posto a 4000 metri d'altezza nella catena delle Ande e formatosi per un improvviso sollevamento del fondale oceanico lo troviamo tutt'oggi composto d'acqua salata e con numerose specie di pesci che vivono solo in acqua salata.
Altre prove biologiche di tale improvviso spostamento le troviamo nella Canarie in cui vive un lombrico detto Oligochete che in genere si trova nelle zone dell'Europa Meridionale, il che ha fatto si che queste isole, solo in parte di origine vulcanica, fossero un tempo attaccate all'Africa, altrimenti come avrebbero fatto tali animali arrivare fin lì?
O qualcuno si è preso la briga di disseminarli in tutte le isole o queste erano attaccate da un lembo di terra?
Direi che la più semplice e logica è la seconda.
Un altra prova biologica la troviamo nella foca Monaca, una specie che si avventura in acque aperte a malapena di rado.
Questo animale lo troviamo nelle coste orientali del Sud America e, fino al secolo scorso anche nelle Indie Occidentali.
Sull'altra sponda dell'oceano troviamo le medesime foche Monache lungo le spiagge dell'Africa Ovest e nel Mediterraneo Occidentale.
Come hanno potuto attraversare l'oceano e giungere al lato opposto?
Di sicuro milioni di anni fa non esistevano e anche se fosse stato, avrebbero sicuramente seguito un evoluzione differente.
La risposta più logica la conoscete già.
A causare tale improvviso spostamento starebbe in un enorme pennacchio di magma viscoso posto sotto il mantello, che venne scoperto da Jhon Van Decas negli anni '90 tramite il monitoraggio delle onde sismiche, grande 300 chilometri e vasto 600 dal Sud America fino allo strato del mantello, ciò starebbe a indicare che il continente Sud Americano è connesso direttamente alle correnti del mantello.
E' possibile che durante l'ultima inversione magnetica sotto il mantello sia successo qualcosa che alimentando tali correnti ha portato all'improvvisa divisione di 2 continenti causando lo spostamento improvviso del Sud America dall'Africa.
Al momento però questa si tratta solo di una teoria che a mio parere non sarebbe da escludere.











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