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| Fonte: Terranauta.it |
| Autrice: Lucia Cuffaro |
È nelle grandi metropoli del Terzo mondo, e in particolare nelle loro degradate periferie, che entra in crisi il rapporto tra risorse e popolazione. La disordinata crescita degli agglomerati urbani attiva un circolo vizioso fatto di degrado umano, sfruttamento della manodopera, disoccupazione, malattie e criminalità, problemi che nella maggior parte dei casi restano insolubili. È possibile immaginare un modello di sviluppo urbano diverso?
Il caso di Curitiba dimostra come siano affrontabili le problematiche delle immense megalopoli attraverso la democrazia, la buona amministrazione e la partecipazione.
Fondata nel 1654, Curitiba è la capitale dello stato del Paraná e il più grande agglomerato urbano del sud del Brasile. Nonostante una popolazione che cresce al ritmo di un raddoppio ogni dieci anni, passando dai 300.000 abitanti del 1950 ai circa 2.500.000 attuali, ha un livello di benessere, sicurezza, protezione dell'ambiente, istruzione, salute e stabilità politica, che ne fanno un esempio non solo nel resto del Brasile, ma anche della maggior parte dei paesi industrializzati.
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