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| Fonte: Spiegel |
| Traduzione: Liutprand |
Mezza tonnellata di frammenti di ceramica è accumulata sui tavoli del laboratorio di Peter Breunig, al sesto piano dell'Università di Francoforte sul Meno. Ci sono pentole rotte, altro vasellame, una lucertola e frammenti di argilla che raffigurano facce con immense narici.
Il frammento di testa di una statua raffigura un uomo africano con baffi, uno sguardo fisso e i capelli ammassati in alto sulla testa. Egli appare cupo, quasi sinistro. Solo pochi giorni fa, la ceramica ha percorso 8.000 chilometri via mare in provenienza dalla Nigeria, dove è stata rinvenuta.
Breunig gestisce uno scavo in Nigeria, nei pressi degli altipiani di Jos, dove fiorì un tempo la misteriosa cultura Nok, su un’area di più di 80.000 chilometri quadrati, una regione tropicale più grande dell’Irlanda. I suoi abitanti vivevano in capanne di legno e mangiavano una polenta fatta col miglio (come i popoli che vivono oggi nella stessa regione).
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