aprile 2011

LAST VIDEOS

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29/04/11

Per amore del pane. L’uomo che salva i semi

Fonte: Terranews *
Vedi: Eliotropo *
IL PERSONAGGIO. Giuseppe Li Rosi è un siciliano che ha scommesso sul recupero e la semina delle antiche “accessioni” di germoplasma di grano duro dell’isola. Sfidando le multinazionali.
«Questo pane è il mio, è il mio pane chè l’ho fatto fare nel mio panificio. E so che cosa c’è in questo pane, conosco il seme del grano che ho seminato io, il lievito naturale che ho utilizzato io. E so che cosa c’è in questo pane, perché lo debbo dare anche ai miei bambini….».

E' sulla linea di confine fra cinema sociale, cinema di finzione e cinema etnografico, che si sviluppa fin dall’inizio il bellissimo documentario La chiave rubata della città del grano realizzato dai registi belgi Jean-Christophe Lamy e Paul-Jean Vranken. La camera fissa il protagonista del film, Giuseppe Li Rosi, agricoltore di Raddusa, che documenta la cultura e l’identità di un luogo, che guarda alla terra, alla sua terra, non come risorsa economica ma come un’entità unica che vive e si comporta come sistema autoregolato formato dai suoi componenti fisici, chimici biologici. Li Rosi è un siciliano che ha scommesso sul recupero e la semina delle antiche accessioni di germoplasma di grano duro dell’isola.

Come è nata l’idea di “La chiave rubata della città del grano”?
Il documentario è una denuncia e al tempo stesso una sfida alle multinazionali sementiere che con il loro sistema industriale e inquinante hanno distrutto i tre quarti della biodiversità agricola mondiale.
La produzione biologica non coincide con la necessità di prodotti pronti e veloci.
La catena distributiva, oltre ad avere omologato il cibo attraverso richieste di standardizzazione del prodotto, pressa il produttore affinchè questi applichi lo stesso concetto sulla natura: regolarla come fosse un motore meccanico! La smania di poterlo fare ha portato l’uomo a tentare di modificare le leggi della natura ed i tempi naturali della produzione.


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Malata di Morgellons si suicida sperando anche di attirare l'attenzione sulla sua sindrome (causata dalle scie chimiche)

Fonte: Sole Attivo *
Qui di seguito trovate la traduzione (a cura del blog soleattivo) dell'articolo Verzweiflungstat wegen rätselhafter Krankheit: „Mein Tod soll nicht umsonst sein“ pubblicato il 14 agosto 2010 sul sito del Tageszeitung di Monaco (una volta quotidiano Münchner Tageszeitung, adesso Mediengruppe Münchner Merkur und tz).


La terribile malattia che di recente ha colpito anche la famosa cantante Joni Mitchell, e la cui esistenza viene negata (guarda caso) da chi nega le scie chimiche viene spesso scambiata per una manifestazione psicotica, ma quando si vedono fibre colorate spuntar fuori dalla pelle si scopre che la realtà é tutt'altra.

E quando una dottoressa analizza al microscopio elettronico i filamenti dei malati e li trova fin troppo somiglianti a quelli rilevati nei nanopolimeri diffusi con le scie chimiche la connessione causa-effetto risulta evidente. D'altronde quale altra sostanza inquinante potrebbe causare la crescita di sostanze artificiali che fuoriescono dal corpo umano?

A livello di cura e prevenzione, mentre qualcuno consiglia di mantenere adeguati livelli di alcalinità (superiori di 2/3 all’acidità) con un mantenimento quotidiano – con dosi regolari di Aceto di Mele Biologico possiamo registrare un tentativo di fornire uno schema terapeutico come il protocollo di Gwen Scott, che fornisce altri dettagliati consigli su come aiutare l'organismo a non soccombere all'invasione di queste nanofibre e ad espellerle. Altre informazioni per prevenire questa ed altre malattie causate dalle scie chimiche le potete reperire nell'opuscolo sopravvivere.


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Le onde dei telefoni cellulari sono mortali. Finalmente lo hanno ammesso ufficialmente

Fonte: Ecplanet *
Dopo molti anni di dibattito sui rischi per la salute derivanti dai telefoni cellulari, un recente rapporto finalmente fornisce delle risposte. Il rapporto completo è stato presentato di recente al Dipartimento di Telecomunicazioni dal Prof Girish Kumar del dipartimento IIT di Bombay di ingegneria elettrica. Kumar, che ha svolto approfondite ricerche sulle radiazioni del telefono cellulare e i suoi effetti, mette in guardia contro l'uso eccessivo dei telefoni cellulari perchè espone gli utenti ad un aumento del rischio di cancro, tumore al cervello e di molti altri rischi per la salute. Per i bambini la cosa è ancor più accentuata.
I principali rischi per la salute derivanti dalle radiazioni dei telefoni cellulari e dai ripetitori sono i seguenti:
- Un aumento del 400% del rischio di cancro al cervello tra gli adolescenti che usano per i telefoni cellulari. I bambini sono più vulnerabili alle radiazioni dei cellulari. Più piccolo è il bambino, tanto più profonda è la penetrazione della radiazione elettromagnetica perché il cranio dei bambini è più sottile.
- Un eccessivo uso dei telefoni cellulari può provocare il cancro a chiunque. L'uso dei cellulari per più di 30 minuti al giorno per 10 anni aumenta il rischio di cancro al cervello e neuroma acustico.
- La radiazione dei cellulari provoca danni irreversibili alla fertilità maschile. Gli studi hanno scoperto un conteggio inferiore del 30% nel liquido seminale degli utenti che fanno uso intensivo di telefoni cellulari.
- Le frequenze utilizzate dai cellulari possono causare danni al DNA delle cellule del corpo. La radiazione provoca la formazione di 'formazioni di radicali liberi' all'interno delle cellule; tali radicali sono notoriamente cancerogeni.


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26/04/11

Campagna dei piloti contro la sindrome aerotossica

Fonte: Leamingtoncourier.co.uk *
Traduzione: Tankerenemy *
La sindrome aerotossica è oggetto di un numero crescente di articoli ed inchieste televisive inquietanti. Con l'espressione “sindrome aerotossica" viene designata una serie di danni neurologici derivanti dall'inalazione di aria contaminata a bordo di un aeromobile. Il fenomeno colpisce tanto i piloti quanto il personale di cabina nonché i passeggeri, producendo talvolta conseguenze gravi ed invalidanti. Ufficialmente si attribuisce il problema ai vapori tossici di olio lubrificante (Tricresyl phosphate) che filtrano all’interno delle cabine dei velivoli, ma alcuni ricercatori sospettano che la sindrome sia dovuta, invece, ai composti chimici delle chemtrails, in primis lo Stadis 450, contenente venefico bario in quantità preoccupanti. Questi composti penetrano nelle cabine di pilotaggio e nelle sezioni destinate ai passeggeri, visto che l'aria contaminata viene prelevata dall'esterno, solitamente, da uno o più motori. E' d'uopo chiarire che, stante le caratteristiche degli attuali turbofan a doppio flusso, è praticamente impossibile una contaminazione da fumi tossici dalla sezione di combustione (posta all'interno della gondola motore), in quanto l'aria per la cabina non viene pompata da questo settore, ma da quello posto all'esterno della gondola.


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Studio americano: la metà della carne alimentare è infetta

Fonte: Spaziomente *
Notizie nefaste per i carnivori. Uno studio americano condotto dalla Infectious Diseases Society of America – e pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Diseases – informa che circa la metà di tutta la carne e del pollame dei negozi americani è infetto.
In particolare, la carne esaminata (per la precisione il 47%) contiene in tassi elevati lo Staphylococcus aureus, un batterio legato a molte comuni malattie umane. In oltre la metà dei casi, questi batteri si sono rivelati resistenti ad almeno tre classi di antibiotici: in poche parole, sono delle vere e proprie bombe biologiche.
Certo, non che non si potesse già immaginare, ma per la prima volta è stata notificata nero su bianco la pericolosità connessa al consumo dei cibi animali più comuni. Che risultati simili siano ovvi, può facilmente essere dedotto prendendo in considerazione la forte presenza di farmaci e ormoni usati negli allevamenti del bestiame, resi necessari ovviamente per far fronte alla grossa quantità di carne voluta dalla produzione: un farmaco oggi e un farmaco domani e la generazione di batteri ultra-allenati e resistenti è assicurata.
Cosa significa questo in soldoni? Semplice: “le infezioni stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici esistenti”, ha detto il dottor Hughes, presidente del’IDSA. In ancora meno parole: gli antibiotici sono sempre meno utili, sia a fronte di un’alimentazione ricca di tossine e batteri che per un uso sconsiderato di questo tipo di farmaci.


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L'Africa attraverso i numeri

Fonte: Sancara *

Spesso i numeri (le statistiche) aiutano a comprendere la realtà. Conoscere alcuni dati essenziali permette di orientarsi tra le molte informazioni che, soprattutto in un'epoca veloce come la nostra, ci giungono ad un ritmo spesso frenetico.
Ad esempio negli ultimi mesi, a seguito delle rivolte scoppiate nel Nord Africa (e nel mondo arabo in particolare) si è parlato molto di una "popolazione giovane" e della "forte presenza della rete" ad informare verso l'interno e verso l'esterno.

Oggi in Africa vivono circa 1.123.800.000 persone, che rappresentano circa il 16% della popolazione mondiale (che si attesta intorno ai 6,9 miliardi). La popolazione dell'intera Africa è poco meno dell'India, circa 200 milioni in meno della Cina e quattro volte la popolazione degli Stati Uniti (20 volte quella dell'Italia). La Nigeria, con circa 155 milioni di abitanti è l'8° paese al mondo per popolazione (dopo Cina, India, Stati Uniti, Indonesia, Brasile, Pakistan e Bangladesh). L'Etiopia, con 90 milioni di abitanti è al 13° posto nel mondo.
L'Africa rappresenta il 20% delle superficie emersa del pianeta. Il Sudan, ancora per poco, è al 10° posto nel mondo per superficie (dopo Russia, Canada, Stati Uniti, Cina, Brasile, Australia, India, Argentina e Kazakistan), seguito all'11° dall'Algeria e al 12° dalla Repubblica Democratica del Congo.


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23/04/11

"Oliva" a Gaza: Lancio di una barca internazionale per monitorare i diritti umani in acque palestinesi

Fonte: Cpsgaza.org *
Tramite: Vocidellastrada *
Ringraziamo Silvia Todeschini per la segnalazione di seguito pubblicata.

Il 20 di aprile salperà dal porto di Gasa “Oliva”, una barca con equipaggio internazionale per il monitoraggio dei diritti umani. L'equipaggio del Civil Peace Service, che attualmente è composto da cittadini provenienti da Spagna, Stati Uniti, Italia e Belgio, accompagnerà i pescatori di Gaza in acque palestinesi. Verranno monitorate e documentate le violazione dei diritti umani; i materiali video e i dati saranno raccolti e diffusi.

Vittorio Arrigoni, l'attivista dei diritti umani assassinato, era impegnato nella realizzazione di questo progetto e al termine della conferenza stampa verrà ricordato con una piccola cerimonia. Poichè Vik è stato coinvolto nella scelta del nome della barca e ha espresso il desiderio che non fosse il nome di un individuo, la barca salperà col nome Oliva, da lui appoggiato, ma la missione proseguirà nel suo spirito.

Il lancio di Oliva, barca di 8 metri a motore lungo bianco, inaugurerà la missione del Civil Peace Service in acque palestinesi. Dopo l'Operazione Piombo Fuso, Israele ha unilateralmente limitato alle 3 miglia marine l'accesso alle zone di pesca. Questa drastica riduzione del limite di 20 miglia concordato negli accordi di Oslo, ha determinato l'eccessivo sfruttamento delle zone di pesca le cui scorte sono vicine all'esaurimento. I pescatori sono minacciati con armi da fuoco, con la confisca delle loro barche e attrezzi per la pesca e con l'arresto da parte della marina israeliana, che esegue regolarmente attacchi e le incursioni in acque palestinesi.


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I Neanderthal credevano nell'aldilà?

Fonte: News.discovery *
Traduzione: Ditadifulmine *
Ogni volta che la scienza studia i Neanderthal scopre qualcosa di nuovo e di affascinante su questo ramo scomparso del genere Homo. L'ultima notizia viene dalla Spagna, dove è stata scoperta una sepoltura di Neanderthal risalente a circa 50.000 anni fa che fornisce indizi sulla possibilità che questi ominidi fossero dotati di una complessa sfera spirituale.

La sepoltura, la prima del suo genere nell'Europa mediterranea, si trova a Sima de las Palomas, ed è solo una delle tombe che compongono il complesso funerario. Lo stile delle sepolture e la posizione dei corpi indicherebbero che i Neanderthal possedevano un pensiero astratto e una concezione dell'aldilà complessi quanto quelli del sapiens.

"Non possiamo dire molto sugli scheletri, tranne che siamo giunti alla conclusione che il sito era considerato importante per via dei resti di Neanderthal deceduti" dice Michael Walker, autore della ricerca e professore di zoologia e antropologia all'Università di Murcia. "I loro strumenti e i resti di cibo, per non parlare delle prove di fuochi accesi nei pressi delle tombe, indicano che i Neanderthal visitavano il sito di frequente".


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Colombia: l'olio di palma, il biologico che non convince

Fonte: Salvaleforeste *
L'espansione delle piantagioni di olio di palma si è rivelata una vera e propria piaga del decennio. Foreste incontaminate vengono abbattute mettendo a rischio specie come l'orango e la tigre, immensi pozzi di carbonio come le torbiere vengono distrutti, mentre alle comunità contadine vengono sottratte le terre di cui vivono. Dall'Indonesia al Congo, dalla Malesia alla Colombia, le ruspe della monocoltura avanzano. Dietro di loro, l'industria alimentare, quella dei cosmetici e il nuovo business del cosiddetto biodiesel. Non stupisce che imprese senza scrupoli abbiano dato il via a una vera e propria corsa ai terreni, per accaparrarsi una delle risorse strategiche dei prossimi decenni. Ma tra queste figurino marchi del biologico, è davvero una brutta sorpresa.


Il caso della comunità di contadini Las Pavas è emblematico. "Alla fine degli anni Novanta, un centinaio di famiglie tornarono alla tenuta di Las Pavas, dove i loro antenati avevano vissuto per diverse generazioni. Questa terra era stata occupata da un narcotrafficante, presunto parente del noto signore della droga Pablo Escobar. Inutile resistere ai narcotrafficanti, ma quando questi l'anno abbandonata, i contadini sono subito tornati e hanno iniziato a coltivare con cacao, mais, zucca e altri prodotti agricoli, e inoltrarono allo Stato una richiesta di riconoscimento dei loro diritti di proprietà - ha raccontato Stephan Suhner, della coordinazione delle ONG svizzere, a Swissinfo.ch.


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Fukushima, la vignetta dell’Herald Tribune che offende il Giappone

Fonte: Giornalettismo *
I diplomatici nipponici protestano per un disegno pubblicato dal giornale americano

Questa volta Biancaneve è più attenta. E nel ricevere doni valuta bene se si tratti di regali ingannevoli. Dubbiosa, alla strega che le pone una mela chiede se il frutto provenga dal Giappone, riferendosi, ovviamente, ai rischi per le radiazioni diffusesi nel paese asiatico dopo il disastro di Fukushima.

“LA MELA VIENE DAL GIAPPONE?” – La scenetta non fa parte di un nuova versione della fiaba, si tratta piuttosto di vignetta, pubblicata oggi dall’International Herald Tribune, autorevole testata del gruppo New York Times, che generato parecchio disappunto tra i giapponesi. Il consolato nipponico a New York ha fortemente criticato il fumetto nato dalla matita del disegnatore Luojie, in cui la perplessa Biancaneve è rappresentata mentre valuta con una lente d’ ingrandimento la mela offertale e, con in mano un quotidiano dal titolo “Radiazioni nucleari in Giappone”, chiede: ”Aspetta un attimo, vieni dal Giappone?”.


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21/04/11

Energia: ad ottobre parte in Grecia la prima centrale da 1 megawatt a “fusione fredda”

Fonte: RadioCittadelcapo *
Come fare per uscire dal petrolio senza usare il nucleare? Con le energie rinnovabili. Un’altra strada per produrre energia potrebbe essere la “fusione fredda“. In questi anni la fusione nucleare fredda è stata snobbata dall’establishment scientifico.  Lo scorso 14 gennaio a Bologna, però, in un capannone della zona industriale Roveri, il professore dell’Alma Mater Sergio Focardi e l’ingegner Andrea Rossi hanno presentato una macchina:  l’Energy Catalyzer. E ora Rossi sta lavorando in Grecia alla costruzione di una centrale da 1 megawatt.
Il tema della fusione fredda è controverso. Nel mondo scientifico, dopo gli esperimenti condotti da Martin Fleischmann e Stanley Pons nell’Università di Salt Lake City nel 1989, il dibattito non si è mai arrestato, come lo scetticismo. Fino al gennaio scorso, quando Rossi e Focardi, davanti a scienziati e giornalisti hanno effettuato la loro dimostrazione: un bel po’ di idrogeno è stato pompato in una macchina (una specie di tubo lungo un metro) che conteneva nichel e i due elementi avrebbero deciso di “sposarsi”, cioè di fondere i loro nuclei rilasciando un quantitativo X di energia e “partorendo” un po’ di rame.
Il rapporto, redatto qualche giorno dopo l’esperimento da osservatori dell’università di Bologna, parlava di “impressionante produzione di energia”: con un’immissione di energia pari a 0,6 Kw si è registrata, in uscita, una quantità di energia pari a 12 Kw.


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A voi Quirra...l'Iraq, l'Ex Jugoslavia, l'Afganistan, la Libia...di casa nostra. Il poligono della morte Salto di Quirra

Fonte: Caneliberonline *
Quirra, una manciata di modeste case rurali sparse in una vallata racchiusa tra un aspro altopiano di selvaggia bellezza e un’ampia spiaggia da incanto, greggi al pascolo, vigneti, orti, aranceti. Un eden sconvolto da inquietanti presenze aliene: postazioni radar occupano le cime dei rilievi, il filo spinato ferisce la spiaggia, esplosioni e rombi di missili fanno tremare la terra. Quirra si trova lungo la strada orientale di collegamento sud nord Sardegna, nel varco lasciato aperto dal Pisq (Poligono missilistico sperimentale Interforze Salto di Quirra), “il gioiello della Corona” come amano definirlo i generali, ossia il poligono terrestre, aereo e marittimo più grande d’Europa: 130 kmq a terra, laddove a mare una sola delle zone sottoposte a schiavitù militare, con i suoi 28.400 kmq, supera la superficie dell’intera Sardegna. Si articola nel poligono a mare di Capo San Lorenzo e di Perdasdefogu sull’altopiano.
Il poligono, come indica bene il termine inglese bombing test range e lo spagnolo campo de bombardeo, è adibito a manovre di guerra life fire (a fuoco vivo, con vero munizionamento da guerra), sperimentazioni, collaudo di armamenti, esercitazioni delle truppe Nato e extra Nato. È a disposizione delle imprese private produttrici di sistemi d’arma al prezzo di un milione e duecentomila euro al giorno (ultimo prezzo reso noto nel 2003, però parrebbe fermo a quello richiesto negli anni ’70). Considerato che i clienti abituali (Oerlikon-Contraves, Aerospatiale, Finmeccanica, Alenia, Oto Melara, Iveco ecc.) sono in media tre per volta, il “reddito” supera i 100 milioni al giorno, un fiume di denaro che non transita in Sardegna.


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Cari Hermanos il nostro adagio " Restiamo Umani " diventa un libro

Fonte: EssereNiente *
" Restiamo Umani " non è solo una frase detta da Vittorio Arrigoni ma è anche un libro  il cui costo è solo di 7 euro. . Questo è il testo di una mail che mi è stata inviata da Cristina che ringrazio.


 Ecco le parole scritte da Vittorio in occasione dell'uscita del suo
libro "Restiamo Umani". Vale la pena leggerle fino in fondo
valeria

> "Cari Hermanos,
> il nostro adagio "RESTIAMO UMANI" ,diventa un libro.

> E all'interno del libro il racconto di tre settimane di massacro,/
> scritto al meglio delle mie possibilità, in situazioni di assoluta precarietà,/
> spesso trascrivendo l'inferno circostante su un taccuino sgualcito/
> piegato sopra un'ambulanza in corsa a sirene spiegate,/
> o battendo ebefrenico i tasti su di un computer di fortuna/
> all'interno di palazzi scossi come pendoli impazziti da esplosioni
> tutt'attorno./
> Vi avverto che solo sfogliare questo libro potrebbe risultare
> pericoloso,/


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FANCULO!

Climatrix si associa a SenzaTroppePretese *


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20/04/11

Sessioni di "rieducazione patriottica" al Monastero di Kirti

Fonte: Italiatibet.org *

Dharamsala, 19 aprile 2011. Le autorità cinesi della Contea di Ngaba hanno sottoposto i monaci del monastero di Kirti a dure sessioni di ri-educazione patriottica. Fonti tibetane hanno fatto riferito che sabato 16 aprile sono arrivati a Kirti dalle Contee di Ngaba e di Dzorge molti funzionari governativi che, per diverse ore, hanno interrogato i monaci sulla loro lealtà e fede nel Partito (nella foto, il monastero di Kirti presidiato dalle forze di sicurezza il 24 marzo 2010).

Ha partecipato al forzato raduno il locale capo del Dipartimento del Fronte Unito per il Lavoro che, con aria minacciosa, ha detto ai monaci: “La chiusura o la distruzione del monastero è nelle vostre mani, dipende dal vostro comportamento”. Ha aggiunto che i religiosi rei di aver dato notizia al mondo esterno delle proteste avvenute sarebbero stati puniti. “A causa delle vostre illegali attività” – ha affermato – “dal 2008 ogni comunità della Contea di Ngaba non ha avuto pace e le vostre proteste hanno vanificato la sicurezza dell’intera regione”.


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USA, comunicazioni elettroniche sempre più spiate

Fonte: Punto Informatico *
Decine di migliaia sono le richieste di dati da parte delle forze di polizia. Inesistenti o quasi sarebbero le statistiche volte a evidenziare la portata di tali azioni di sorveglianza

Roma - Decine di migliaia sono oramai le richieste delle forze dell'ordine per accedere ad informazioni sulle azioni degli utenti stoccate da aziende quali Sprint, Facebook, AOL e molte altre ancora, al contempo sarebbero poche le statistiche dettagliate e disponibili su tali azioni in questo delicato campo. A dimostrarlo, e soprattutto a portare l'attenzione su questo discusso tema, è stata una ricerca condotta da Christopher Soghoian della Harvard University.

In particolare la normativa di riferimento in questo settore è individuabile nello Stored Communications Act (SCA) approvato dal Congresso degli Stati Uniti nel 1986, parte del più ampio Electronic Communications Privacy Act (ECPA): permette alle forze dell'ordine di ottenere dalle aziende i dati relativi alle operazioni degli utenti (incluse mail, cronologia di navigazioni, e registrazioni effettuate).


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Nollywood

Fonte: Sancara *
L'UNESCO nel 2009 ha evidenziato che l'industria cinematografica della Nigeria (Nollywood - Nigeria e Hollywood) nell'anno 2006 aveva superato, per produzione di film, quella statunitense - Hollywood - ed era seconda solo a quella indiana di Bollywood (Bombay e Holliwood).
Stiamo parlando di una produzione enorme di film, iniziata all'inizio degli anni novanta, che ha letteralmente invaso il continente africano. Film girati in grande economia destinati per la quasi totalità alla visione casalinga (in cassetta o DVD) data la ancora scarsa presenza di sale cinematografiche in Africa ed i costi elevati dell'accesso al cinema.
Sono film destinati al grande pubblico (nulla a che vedere con le produzioni del Senegal, del Burkina o del Sudafrica, ad esempio, che seguono un filone molto più simile al cinema europeo), che adattano temi quotidiani all'azione o alle tradizioni. Tutto realizzato con bassa tecnologia, in poco tempo, girati in esterni o in interni casalinghi, con budget che spesso non superano i 15 mila dollari. Secondo alcuni film "fast food". Il cinema nigeriano però piace, in quasi tutta l'Africa nonostante alcuni governi abbiano tentato, per ora invano, di limitarne la distribuzione e la diffusione.


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In Bolivia la Natura avrà i diritti civili: arriva la Legge della Madre Terra

Fonte: Giornalettismo *
L’idea, riferisce Wired, è nata in Bolivia e l’iniziativa si chiama Legge della Madre Terra e sarà discussa mercoledì alle Nazioni Unite sulla base della Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra, che è stata redatta dagli lo scorso anno. Entrambi i documenti sanciscono il diritto all’esistenza dell’ecosistema. Tale iniziativa è stata ampiamente criticata e bollata come una perdita di tempo. Ma molti ci credono. GIURISPRUDENZA DELLA TERRA - “Deve accadere, prima o poi, che noi si garantisca all’ambiente una tutela dal punto di vista legale.” Ha dichiarato Patricia Siemen, direttore esecutivo del Centro di Giurisprudenza della Terra. “Deve essere un interesse primario per gli uomini, che fanno parte del mondo naturale.” Il primo principio della legge boliviana è che la Madre Terra è “un’unica, indivisibile comunità di esseri viventi collegati tra loro e che dalla terra vengono sostenuti e contenuti e ai quali la terra dà la possibilità di riprodursi”.
TRADIZIONI ANDINE - Che la legge venga dalla Bolivia non sorprende. Come ha osservato il Guardian,la legge è profondamente influenzata dalle tradizioni spirituali andine, che sono molto legate all’idea di un abbraccio quasi mistico nei confronti della natura. Inoltre, a seguito dei cambiamenti climatici, la Bolivia sta vivendo un periodo di siccità. Molte città boliviane, compresa la capitale, rischiano di diventare deserti prima della fine del secolo. Quando il confine tra proteggere la natura e proteggere la vita delle persone si assottiglia il discorso cambia.


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Uno dei metodi antierrore di Hallinan: meno presunzione

Fonte: Spaziomente *
“Siamo accecati dagli effetti dell’abitudine e dell’arroganza e azzoppati dalla scarsa comprensione dei nostri limiti. Non vediamo tutto ciò che guardiamo eppure, a volte, “vediamo” cose che non sappiamo di aver visto. Siamo in grado di giudicare l’onestà o la simpatia in un batter d’occhio, eppure non notiamo che la persona che ci passa accanto trasportando una porta non è uguale a quella che ci aveva sfiorati un attimo prima. Le nostre decisioni, anche su argomenti importanti come la vita e la morte, possono essere influenzate non solo dalle eventuali alternative, ma anche dal modo in cui tali alternative vengono presentate. Ci facciamo suggestionare pesantemente dalla prima impressione anche quando ci sforziamo di evitarlo, e presentiamo una notevole avversione per le istruzioni: rinunciamo a leggerle e a seguirle, e preferiamo assecondare il nostro intuito sul modo in cui le cose potrebbero o dovrebbero funzionare.”
“(…) spiega Shoemaker (…) Se si inducono le persone a svolgere il ruolo dell’avvocato del diavolo con se stesse – spingendole a tenere sempre presenti le circostanze avverse – si riesce a eliminare la presunzione quasi del tutto. Quindi, perchè non provare?”


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Ciambelle e spirali: è lo spazio distorto

Fonte: Oggi Scienza *

CRONACA – Pasadena, Stati Uniti – Quando due buchi neri si fondono, lo spazio-tempo che li circonda si solleva e ondeggia come un mare in tempesta. Questa deformazione dello spazio-tempo è talmente complessa che i fisici non sono mai riusciti a capire i dettagli di ciò che avviene veramente. Fino a ora, almeno.

“Abbiamo trovato un modo per visualizzare lo spazio-tempo deformato come mai prima d’oggi”, afferma Kip Thorne, docente emerito di fisica teorica al California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, Stati Uniti.

Combinando teoria e simulazioni al computer, Thorne e i suoi colleghi di Caltech, Cornell University e Istituto nazionale di fisica teorica del Sudafrica hanno messo a punto strumenti concettuali che hanno chiamato linee tendex (che potremmo tradurre, coniando un neologismo, come “linee di tendice“) e linee vortex (cioè, linee di vortice).

Con questi strumenti, hanno scoperto che le collisioni tra buchi neri possono produrre linee di vortice che formano figure a forma di ciambella: queste figure si allontanano come anelli di fumo dal buco nero risultante dalla collisione. I ricercatori hanno scoperto anche che questi fasci di linee di vortice possono allontanarsi dal buco nero muovendosi a spirale, più o meno come l’acqua di un irrigatore da giardino.


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18/04/11

Il popolo aborigeno vuole bloccare l'estrazione di uranio dai giacimenti australiani

Fonte: Indipendent.co.uk *
Traduzione: Saluteolistica *
Dal momento in cui l'impianto nucleare di Fukushima ha iniziato a perdere le radiazioni dopo l'ultimo terremoto e tsunami dello scorso mese, tra coloro che osservano con costernazione l'evento, ci sono gli Aborigeni Mirarr del Territorio Settentrionale dell' Australia, che sono determinati a limitare l'estrazione di uranio dalla miniera sul loro territorio, nonostante la promessa di vaste ricchezze.

I Mirarr sono i proprietari tradizionali  della terra dove da più di 30 anni si estrae uranio e  lo si esporta in tutto il mondo. La Tepco, il gestore dell'impianto di  Fukushima, è un cliente di lunga data di Ranger, la miniera principale. (vedi foto)

L'anziana tradizionale dell'area, Yvonne Margarula, ha scritto al Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-moon, esprimendo il dolore della popolazione per la sofferenza del Giappone e la loro preoccupazione per l'emergenza nucleare.

"Data la lunga storia tra le aziende nucleari giapponesi e i minatori australiani dell'uranio, è probabile che  i problemi di radiazione di Fukushima siano, almeno in parte, stati alimentati  dall'uranio derivato dalle nostre terre tradizionali", ha detto. "Questo ci rattrista molto."


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A quando i diamanti certificati fair trade?!

Fonte: Risonero *

Apprendo con grande soddisfazione questa bella iniziativa che certificherebbe la tracciabilità e la trasparenza della provenienza dei metalli dalle zone di conflitto dell’RD Congo utilizzate da grandi multinazionali europee e americane, come Apple, IBM e Intel.

Come riporta Nigrizia: “A deciderlo sono stati due organismi indipendenti – Electronic Industry Citizenship Coalition e il Global e-Sustainability Initiative – di cui fanno parte anche le multinazionali e che lottano per la trasparenza della catena di approvvigionamento dell’industria elettronica.”

La legge “Conflict Mineral Law” , promulgata nel 2010 all’interno della Financial Reform Act voluta da Obama, entrerà in vigore nel 2012.
Questo per contrastare soprattutto i conflitti in Kivu, dove i conflitti armati in cui hanno perso la vita migliaia di civili sono per lo più finanziati dal trafficvo illegale di materiali preziosi come oro, coltan e tungsteno.
Le aziende che fanno uso di questi materiali, dovranno dichiarare e dimostrare da dove provengono e spiegare le azioni intraprese per evitare di acquistare dai gruppi armati.

L’iniziativa è senza dubbio un passo in avanti verso un commercio più etico e regolare, ma cosa accadrà se anche l’Oriente non deciderà di sottoporsi allo stesso regolamento?


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Soldi, bugie e deforestazione

Fonte: Salvaleforeste *
Soldi, tanti soldi, per pubblicare annunci pubblicitari che ingannano i consumatori. Con un programma che spazia dalla Repubblica a Internazionale, dal Sole 24 Ore al Frankfurter Allgemeiner, e a numerosi altri media europei, la Asia Pulp & Paper (APP), il colosso cartario noto per aver distrutto oltre un milione di ettari di foreste pluviali a Sumatra, presenta la propria immagine verde. Per chi ci vuol credere.
Già, perché la APP vanta il proprio impegno nella protezione... delle aree che sta distruggendo! Nello stesso momento in cui la APP annuncia di sostenere programmi di protezione di aree come i santuari della tigre del Senapis e di Bukut Tigapuluh e la riserva Unesco di Giam Siak Kecil, le ruspe dell'impresa radono al suolo proprio le foreste di questi habitat, per farne piantagioni di acacia.
Incredibile, ma vero: secondo quanto documentato dall'osservatorio indonesiano Eyes on the Forest, le licenze di taglio ottenute nel 2010 dalla APP, comprendono infatti aree nei paesaggi forestali di Giam Siak Kecil-Bukit Batu, del Bukit Tigapuluh, di Kerumutan e Senepis-Buluhala e della Penisola di Kampar, le stesse che la APP dichiara di proteggere.


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Restiamo umani, si, restiamo umani!

Fonte: Stampalibera *

Vittorio Arrigoni, Gaza, January 8 2011

“Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato.” Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…” il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. “Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l’ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quali sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati.” A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito.


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Piantare Marijuana a Fukushima potrebbe aiutare ad eliminare le radiazioni

Fonte: Alchimiaweb *
Traduzione: Neovitruvian *
Anche se non ci piace l’idea di esporre la cannabis alle radiazioni nucleari, la verità è che questa pianta dai molti talenti potrebbe significativamente contribuire a ridurre gli alti livelli di radiazioni riscontrati nel settore della prefettura di Fukushima. Ad oggi è stata prevista una zona di evacuazione di 20 -30 km attorno alla centrale, in quanto l’indice di radiazioni rilevato entro questo raggio sarebbe mortale per chiunque. Qualcosa di simile successe a Chernobyl, in Russia, dove vennero utilizzate diverse tipologie di piante per assorbire le radiazioni del terreno e quindi ripulirlo. Fù nel 1998, a 12 anni dalla fatale esplosione dell’impianto di Chernobyl, che la Consolidated Growers and Processors (PMC) , la Phytotech, e l’Institute of Bast Crop of Ukraine si unirono per iniziare la sperimentazione dell’uso di piante per ripulire il terreno circostante alla centrale dai metalli pesanti ancora presenti. L’obiettivo era di verificare se le piante, alimentandosi con i nutrienti del sottosuolo, potessero assorbire anche questi metalli, in un processo noto come fitorimediazione. Alcune piante hanno la proprietà di assorbire i metalli attraverso le loro radici, e catturarne alcuni che sono particolarmente dannosi per l’uomo come l’uranio o il ranelato 90. Una volta assorbiti, tali elementi vengono accumulati nelle foglie.


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L’uomo che inventò il sismografo

Fonte: NewIceAge *
Zhang Heng nacque in Cina nel 78 d.C., e ivi mori’ nel 139 d.C.
Visse al tempo della dinastia Han Orientale, circa 300 anni dopo le gesta raccontate nel film Hero, di Zhang Yimou.
Durante la dominazione Han, Il Confucianesimo divenne la filosofia ufficiale di stato, l’agricoltura e il commercio prosperarono,e la popolazione raggiunse i 50 milioni di abitanti, di cui tre milioni abitavano la capitale Chang’an长安, di fatto la più grande metropoli del suo tempo (con buona pace di chi, come me, riteneva tale titolo spettasse a Roma :-( ).
Durante la dinastia Han si ebbero grandi progressi intellettuali, letterari, artistici e scientifici. Fu perfezionata la scoperta della Carta tanto da poterla utilizzare quale supporto per la Scrittura e soppiantare così il precedente sistema su Seta o su piccole liste di Bambù; si usavano orologi ad acqua; venne data grande importanza all’astronomia; e i funzionari statali dovevano essere persone molto colte (si lo so, vengono facili battute sull’Italia di oggi…) .

All’incirca nel 90 d.C. Il prestigio e l’influenza della Cina in Asia raggiunsero il loro picco; Zhang Heng all’epoca aveva 12 anni. Essendo membro di una importante famiglia, fu educato alla filosofia politica e morale del confucianesimo. Per 10 anni studio’ letteratura e scrittura (la scrittura cinese richiede molti anni per essere padroneggiata; solo recentemente sono stati introdotti alfabeti semplificati, fonetici; ma convivono accanto alla scrittura tradizionale). Pubblico’ inoltre molti lavori letterari che gli guadagnarono una notevole fama. Ed era ormai 30nne quando i suoi interessi si orientarono verso le materie scientifiche, e si interesso’ particolarmente di astronomia.


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16/04/11

Mosta Convegno a Ladispoli sulle scie chimiche dal 15 al 30 aprile 2011

Fonte: Conosci *
VELENI IN CIELO MALATTIE IN TERRA
Scie  chimiche arma disumana

L'associazione IN CAMMINO O.N.L.U.S. di Ladispoli promuove la Mostra Convegno "VELENI IN CIELO MALATTIE IN TERRA, SCIE CHIMICHE ARMA DISUMANA" dal 15 al 30 aprile 2011. La Mostra ed il Convegno saranno resi possibili grazie anche al Patrocinio del Comune di Ladispoli ed all'organizzazione del Comitato CONOSCI. Lo stand dell'Associazione IN CAMMINO O.N.L.U.S. - Comitato CONOSCI - Cieli Liberi - Freeskies - Consenso Cosmico - Felce e Mirtillo sarà presente alla Fiera del Carciofo dal 15 al 17 aprile, Ladispoli. Oggetto di questi incontri saranno considerazioni e riflessioni sul fenomeno delle Scie Chimiche a 360 gradi. Di seguito l'elenco dei relatori partecipanti al Convegno. Questioni così importanti prevedono la presenza di persone con amore per il genere umano, per se stessi e per tutto l'ecosistema. Pensi di riconoscerti?


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Gaza, il primo giorno senza Vittorio

Fonte: Peacereporter *
Gaza si è svegliata smarrita, la notte dopo l'omicidio. C'era una bara di cartone con la bandiera italiana e quella palestinese a occupare il centro del giardino al bar Giumby, nella piazza del milite ignoto di Gaza City. Cordoglio collettivo per l'eroe, il martire, direbbero lì. Commiato simbolico a un corpo che non c'è. E' rimasto all'obitorio dello Shifa Hospital, in attesa delle autorizzazioni per trasportarlo verso casa, attraverso la Striscia, il valico di Rafah, il deserto, il Cairo. Mezzo Medio Oriente, sopra il Mediterraneo fino all'Italia, dove la famiglia lo aspetta. Perché Vittorio avrebbe dovuto partire la settimana scorsa, tornare a Besana Brianza a trovare il padre malato.
La gente grida "Vittorio, uno di noi". Pochi gli internazionali, una decina circa, alla manifestazione di solidarietà nella piazza del milite ignoto. Forse centocinquanta, duecento, i palestinesi. Gli amici. Tra loro il capo del sindacato dei pescatori e le famiglie dei contadini, quella popolazione che Arrigoni aiutava, sosteneva e conosceva. Poliziotti, anche. Ma con i kalashnikov e le pistole quasi nascosti. Per pudore. O per vergogna. "La popolazione è sconvolta - racconta una donna straniera che vuole rimanere anonima -, questa cosa ha colpito duramente tutti. Hanno fatto montare una tenda al porto, dove stamani la gente porterà le condoglianze.


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Vittorio, l'eroe buono

Fonte: Peacereporter *
Forte, coraggioso, generoso. Come nelle favole che si raccontano ai bambini

"Dormite, che domani si va a ballare il rock-and-roll". Assomigliava a Corto Maltese, la prima volta che lo vidi. Aveva la pipa, un berretto blu da marinaio e la voce pacata. Da dieci giorni la pioggia di bombe sulla Striscia era terminata, e assieme ad alcuni cooperanti eravamo riusciti a entrare dall'Egitto per documentare gli effetti di Piombo Fuso, l'operazione militare israeliana che ha massacrato 1.300 palestinesi, 300 dei quali bambini. Siamo rimasti in piedi tutta la notte a chiacchierare di politica. Poi la sveglia, alle sei. "Andiamo a ballare il rock-and-roll". E siamo partiti, prima in macchina, poi su un camioncino scassato. Una decina di attivisti dell'Ism e qualche giornalista, tutti sul cassone del camioncino, con Vittorio che agitava le sue enormi braccia indicando la strada, mentre i bambini lo salutavano strillando 'Vik, habibi', fratello. Nel campo di al-Arahin, nei pressi di Khan Younis, al centro della Striscia di Gaza, i contadini erano pronti. Con l'aiuto degli attivisti potevano sperare di raccogliere almeno qualche chilo di prezzemolo da portare al mercato, senza correre il rischio di venire uccisi. La settimana prima, dal confine con Israele, un cecchino israeliano aveva colpito, ammazzandolo, un ragazzo di 19 anni: stava caricando il prezzemolo sul suo mulo. Forse si era avvicinato troppo alla rete.


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15/04/11

I nemici di Arrigoni

Fonte: Megachip.info *
Gli israeliani bombardavano da due settimane la popolazione civile di Gaza, quel 13 gennaio 2009, quando scrissi con angoscia un articolo che denunciava una concreta e incombente minaccia alla vita di Vittorio Arrigoni. Vi ripropongo ora quel pezzo, perché aiuta a capire il lungo rodaggio della macchina preparata per stritolare l’attivista italiano, testimone del dramma di Gaza. L’articolo racconta di come nel 2009 certi ambienti "anti islamici" incitavano pubblicamente a ucciderlo. Oggi vediamo invece la drammatica svolta a suo danno nelle mani di islamisti fanatici. È assurdo questo passaggio di testimone fra carnefici così lontani e tra loro nemici?
Per chi ha studiato quali sono i veri obiettivi della galassia di terroristi più estremisti questa non può essere una sorpresa. La stessa Hamas era nata come creazione dell’intelligence israeliana, che voleva rendere permanente l’emergenza e dividere il campo palestinese, ma poi la creatura politica aveva seguito una traiettoria tutta sua che la rese irriconoscibile e meno malleabile. La fabbrica delle emergenze ha sfornato però nuovi prodotti, gruppuscoli sempre pronti ad alimentare la strategia della tensione, e con essa fomentare la totale militarizzazione dell’agenda politica. Colpisce sapere ad esempio che Azzām al-Amrīki, Azzam l’Americano, l’«anchorman» bilingue di quei “video di al-Qa’ida” costruiti con la stessa cifra stilistica del video in cui compare Arrigoni nelle mani dei “salafiti”, si chiami in realtà Adam Pearlman, e sia nipote di uno dei più eminenti esponenti della lobby dei falchi filoisraeliani in USA.


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Quelli che vogliono ammazzare i testimoni della strage (articolo del 13 Gennaio 2009)

Fonte: Megachip.info *
L’incitazione è esplicita: uccidere un gruppo di persone, con nome e cognome, abitudini e idee, appartenenze politiche e immagini facilmente identificabili. Chiedono la collaborazione di delatori per completare le liste con gli indirizzi. La schedatura è esplicitamente rivolta ai militari, quelli israeliani, se non ci pensano altri killer, per facilitarli nell’eliminazione fisica di “pericolosi” bersagli: i nemici da colpire sono gli attivisti occidentali – infermieri e altri volontari - che lavorano e sono testimoni di quanto succede nei Territori occupati.

Tutto questo lo potete leggere in un sito web, gestito da un gruppo di estremisti, una sorta di Ku Klux Klan ebraico americano: Stop the ISM. Può essere di interesse far notare che fra i bersagli c’è anche un cittadino italiano, Vittorio Arrigoni, di cui abbiamo letto i toccanti reportage da Gaza. Il tenutario del sito è Lee Kaplan.
Kaplan è uno dei tanti agitatori fascisteggianti della pancia reazionaria americana, un coagulo che ultimamente ha preso piede sia nell’ambito dei movimenti cristianisti, sia nelle frange del fondamentalismo ebraico, ora uniti in un inedito oltranzismo anti-islamico.
In USA la saldatura fra questi ambienti si è rafforzata, tanto che Kaplan talora ascende anche al salotto buono, si fa per dire, dei talk show con la bava alla bocca, su Fox News.
Ma si rafforza soprattutto in Terrasanta.
I fondamentalisti ebrei controllano gli insediamenti coloniali più estremisti dei territori (come già si leggeva in un libro di Israel Shahak e Norton Mezvinsky, Jewish fundamentalism in Israel, London, Pluto Press, 1999). I fondamentalisti cristiani li appoggiano per accelerare l’avvento dell’Armageddon, la lotta finale fra il Bene e il Male, che proprio da quelle parti dovrà svolgersi.


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Cosa mi ricorda Vittorio Arrigoni...Gaza risponde a Roberto Saviano...o forse Israele risponde a Vittorio Arrigoni?

Fonte: Climatrix *
Quella di Vittorio Arrigoni è una vicenda un po' strana. Seppi della sua esistenza attraverso un videomessaggio su youtube che incontrai ad ottobre dello scorso anno, e ripubblicai sul blog. Un video nel quale l'attivista e pacifista Arrigoni inveiva fortemente contro Roberto Saviano, dopo la sua partecipazione alla manifestazione "Per la verità, per Israele."
Vi riporto il testo allegato da Arrigoni al suo videomessaggio:

Giovedì 7 ottobre (2010) a Roma e' andata in scena un pantomima organizzata dai coloni israeliani che sa di istigazione alla violenza alla massima potenza, lodando ai massacri israeliani da Deir Yassin a Sabra e Shatila passando per una Gaza ridotta in macerie, un corteo di tifosi beceri e razzisti ha inneggiato a più di sessant'anni di occupazione e oppressione, al fosforo bianco contro scuole dell'ONU e ospedali, a migliaia di prigionieri politici rinchiusi e torturati nei lager, ai campi di concentramento ancora in voga nel 2010, alla costante pulizia etnica che ha prodotto e produce milioni di profughi e decine di migliaia di vittime in Palestina.

Fra i ferventi sostenitori di questo evento che getta vergogna sul nostro Paese c'erano Lucio Dalla, Massimo Ranieri, Raiz, Walter Veltroni, Piero Fassino, Furio Colombo, Francesco
Rutelli, Giovanna Melandri, Rita Levi-Montalcini, Umberto Veronesi, Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Giorgio Albertazzi e anche lui, l'autore di Gomorra.

Che il dolore
dei torturati possa torturare i loro sogni.

In questo videomessaggio Gaza risponde a Roberto Saviano, Vittorio Arrigoni ribatte colpo su colpo le allucinanti dichiarazioni dello scrittore estimatore di Peres rilasciate durante la manifestazione "Per la verità, per Israele."
Stay human


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14/04/11

La birra di Tutankhamon. Contro la recessione fatevi anche voi la vostra birra

Fonte: Examiner.com *
Traduzione: Liutprand *

Se state cercando d’essere parsimoniosi nel mezzo di questa recessione, provate a farvi la birra nello stile degli antichi Egizi. Il loro lievito si è conservato per migliaia d’anni.
Mentre cercavo ricette a prova di recessione per risparmiare al supermercato, ho trovato una grande risorsa, per produrre la mia birra a prova di recessione a casa e risparmiare un po’ di denaro, su un articolo di una rivista di Storia Naturale, del maggio 1996, che descriveva come gli archeologi facessero la birra nello stile degli antichi Egizi, e nel 1990 tale birra fosse in vendita presso Harrod’s a Londra.

Quando gli archeologi scavarono la tomba di Tutankhamon ed altre antiche tombe nel 1920 e, più recentemente, nel 1990, trovarono granuli d’amido dell’antico pane e lievito di birra, che rivelavano tutti i processi cui il pane è soggetto durante la cottura e la produzione della birra.
Tutto quello che dovete fare è di riprodurre e ricostruire tutto da zero. Ecco come fare la vostra birra al modo degli antichi egiziani e dei levantini.
Invece di utilizzare il moderno lievito di coltura, per fare la birra come un egiziano dovete conservare un po’ di lievito residuato da una birra all’altra. Il lievito rimane attaccato ai recipienti in cui si fabbrica la birra. La fermentazione avviene naturalmente da micro-flora.


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Dal Big Bang all’illuminazione: meditazione e fisica quantistica

Fonte: Innernet *
Il dialogo fra uno scienziato occidentale, diventato monaco buddista, e di un buddhista orientale, diventato scienziato… la scienza e la spiritualità rischiarano entrambe la vita degli uomini: non potrebbero essere complementari? Sono davvero troppo estranee l’una all’altra perché il loro confronto possa essere diverso da un dialogo tra sordi?
L’universo ha un inizio? La sorprendente sintonia dell’universo è forse un segno che, nel nostro mondo, è all’opera un “principio della creazione”? E in tal caso, significa che esiste un Divino Creatore? L’interpretazione radicale della realtà offerta dalla fisica quantistica è conforme al concetto di realtà buddhista, o no?
Matthieu Ricard (ex ricercatore biologo del prestigioso Isitituo Pasteur, e da trent’anni monaco buddhista in Nepal) e Trinh Xuan Thuan (astrofisico, professore all’università della Virginia) dimostrano che questo antagonismo, quando è animato da sincero desiderio di comprensione reciproca, pian piano si dissolve a profitto delle convergenze e di una riconciliazione durevole.

Ha senso un dialogo tra la scienza e il buddhismo? Può il buddhismo portare un contributo valido là dove i limiti della scienza lasciano un vuoto da colmare? Ed è in grado la fisica moderna di fornire al buddhismo degli elementi per la sua esplorazione della realtà?
Matthieu: È impressionante che tu sia passato dal Vietnam a una vita da astrofisico negli Stati Uniti. Che cos’è che ti ha spinto verso la scienza?
Thuan: Gli anni Sessanta sono stati l’età d’oro dell’astrofisica. La radiazione fossile (il calore residuo del big bang) e i quasar (astri di una favolosa luminosità situati ai confini dell’universo, che emettono l’energia di una galassia intera in un volume poco più grande di quello del sistema solare) erano appena stati scoperti. Al mio arrivo negli Stati Uniti l’esplorazione del sistema solare grazie ai satelliti spaziali aveva raggiunto il culmine. […] Al centro di questo fermento intellettuale, era inevitabile che diventassi astrofisico. […]
E tu? Che cosa non ti soddisfaceva nella tua carriera scientifica? Lasciare un laboratorio di biologia a Parigi per un monastero tibetano in Nepal è perlomeno un percorso insolito!


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Migliaia di Pigmei Batwa senza tetto a causa della campagna governativa “anti-paglia”

Fonte: Coporwa.org *
Traduzione: Schiavieservi *
Il governo del Ruanda ha approvato un programma che prevede la distruzione di tutti i tetti di paglia del paese lasciando migliaia di Pigmei Batwa senza casa.
Negli ultimi mesi le famiglie batwa che si son viste distruggere le loro case sono già state centinaia, e ora si ritrovano costrette a vivere all’aperto anche durante la stagione delle piogge. Le autorità hanno pianificato di distruggere tutti i tetti di paglia del paese entro il mese di maggio di quest’anno.
Questo distruttivo schema prevede che le famiglie che ne hanno la possibilità si procurino case nuove a proprie spese.
I più poveri – inclusi quasi tutti i Batwa – avrebbero dovuto ricevere delle lamiere mentre per malati e anziani sarebbe previsto il trasferimento in case nuove. Tuttavia, molte capanne sono state distrutte senza l’assegnazione di abitazioni alternative.


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Significato simbolico delle figure geometriche. Cerchio, quadrato, triangolo, piramide, punto

Fonte: Mitiemisteri *
IL CERCHIO
Il cerchio rappresenta la perfezione, la compiutezza, l’unione, ciò che non ha rottura e cesura. Emblema tradizionale di ciò che non ha inizio né fine, formato da una linea unica le cui estremità si ricongiungono per annullarsi l’una nell’altra. Il cerchio rappresenta lo stato della sostanza primordiale, impalpabile e trasparente, uniforme ed indifferenziata. Infatti il cerchio sprovvisto di angoli e di spigoli simboleggia l’armonia, che grazie all’assenza di opposizioni, come l’alto e il basso, ecc., traduce l’indifferenziato in un’uguaglianza di principi. È il simbolo dello spirito e dell’immaterialità dell’anima. Il simbolismo del cerchio é duplice, sia magico sia celeste. Il cerchio come cielo rappresenta la dimensione intellettuale e spirituale. Infatti nella sua opposizione al quadrato, il cerchio incarna il cielo in rapporto alla terra, a tutto ciò che è materiale. Il cerchio come cielo è collegato al il ciclo perenne della vita. Questo concetto è ben espresso dalla circonferenza, figura geometrica nella quale non è dato distinguere il principio dalla fine, simbolo dell'eternità e quindi di perfezione. Il movimento circolare, che è anche quello del cielo, è perfetto, immutabile, senza inizio né fine, né variazione; questo fa si che esso possa rappresentare il tempo, il quale, a sua volta, può essere definito come una successione continua e invariabile di istanti tutti identici gli uni agli altri, e da qui il concetto di ciclicità. La circonferenza determina anche un limite separatore tra la superficie interna definita e quella esterna infinita. Il simbolismo del cerchio è strettamente legato a quello del centro, in relazione all’unità primordiale. È il luogo sacro dove si concentrano tutte le energie materiali e spirituali.


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13/04/11

Mass-media, carne e messaggi ingannevoli

Fonte: Laverabestia *
La stragrande maggioranza delle persone è convinta che i mezzi di informazione, la televisione e la carta stampata, siano al servizio del popolo e che i messaggi pubblicitari o gli enunciati degli "esperti" siano a beneficio della gente. Nulla di più sbagliato, di più fuorviante, di più ingannevole, di più disonesto. La gran parte dei programmi sono capziosamente manovrati, edulcorati, fatti di realtà inesistenti, di falsi miti, governati, voluti, gestiti, studiati a tavolino dai grandi centri di potere economico (chimico-farmaceutico, petrolifero, zootecnico, agroalimentare, politico...), dalle industrie mosse da pure motivazioni speculative.

Questi gruppi famelici (dell'America, dell'Europa, della Russia, della Cina...) si servono di ogni mezzo possibile, di ogni mediocre ricercatore, disposto a vendersi e a sostenere le loro posizioni, con lo scopo di dare alla popolazione ingenua non un prodotto utile, benefico, a vantaggio della salute, del benessere, della vera conoscenza, ma semplicemente un prodotto redditizio, che consenta un sempre più grosso guadagno, a qualsiasi costo. E a pagarne le dure conseguenze sono sempre gli sprovveduti, i più deboli, gli animali. La categoria delle massaie è quella maggiormente bombardata da prodotti di ogni genere e di alimenti vere e proprie bestemmie nutrizionali fatte da proteine ignobili, grassi saturi, zuccheri semplici, prodotti di sintesi, integratori inorganici: veri attentati alla salute, alla natura, alla mente e alla coscienza.


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Le proprietà del Melograno

Fonte: Agricolturabilogica *


Probabilmente di origine asiatica, fin dall'antichità la pianta di Melograno ha dato origine a diverse storie, tra cui la leggenda secondo cui il succo di melograno sia il sangue di Dionisio, noto anche con il nome di Bacco. Secondo la leggeda, Afrodite lo depose nella terra per dar vita a questa pianta proprio in onore di Dionisio. Il Melograno, noto nell'antichità come "mela di Cartagine" città che anticamente si chiamava Punica, da cui appunto nasce il nome del Melograno "Punica granatum".

Il Melograno è stato sempre considerato il frutto della fertilità, le donne si intecciavano le sue fronde tra i capelli come auspicio di fertilità ed inoltre i suoi grani venivano utilizzati per predire il numero di figli.

Dagli antichi egizi proviene la conoscenza delle proprietà vermifuge della sua radice, anche in occidente ritroviamo prove dell'utilizzo della scorza della radice per la cura del verme solitario, infatti nelle radici del melograno sono presenti tannini e alcaloidi altamente antielmintici.


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Un grandissimo botto

Fonte: Oggi Scienza *

Gli astronomi, equipaggiati con i maggiori telescopi a disposizione, stanno assistendo a quella che potrebbe essere la più grande esplosione osservata. In una galassia lontana, un buco nero sta probabilmente inghiottendo una stella liberando una energia straordinaria.
NOTIZIE – L’esplosione è stata scoperta il 28 marzo al centro di una galassia lontana 3,8 miliardi di anni luce, con il telescopio spaziale SWIFT, e da quel giorno gli astronomi di tutto il mondo la stanno tenendo d’occhio per seguirne l’evoluzione. Inizialmente pensavano che fosse una stella massiccia esplosa in supernova. Ma in questo caso la luminosità avrebbe dovuto decrescere rapidamente, mentre invece è rimasta stabile.
Altri occhi, oltre a quelli di SWIFT, si sono così puntati sull’evento per seguirlo nei dettagli anche in altre radiazioni: il telescopio spaziale Hubble ha cominciatto a fotografarla il 4 aprile, poi, nello stesso giorno, Chandra X-ray Observatory l’ha osservata per 4 ore.


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12/04/11

Fusione fredda, Uppsala chiama Bologna

Fonte: Punto Informatico *
La "fusione fredda alla bolognese" fa proseliti tra gli accademici svedesi, che parlano di un fenomeno complesso da approfondire. Un'apertura che promette bene, ma la strada per la comprensione dell'E-cat è ancora lunga.

Roma - La presunta fusione fredda sperimentata da due ricercatori dell'Università di Bologna continua a far discutere il mondo scientifico, ma almeno questa volta le critiche e lo scetticismo lasciano il posto a un'ampia apertura di credito da parte di due studiosi svedesi. Che ammettono: nel "catalizzatore energetico" bolognese una qualche reazione c'è indubbiamente stata, ma il fenomeno è complesso e va studiato più a fondo.

I due studiosi svedesi sono Hanno Essén, professore associato di fisica teorica e conferenziere presso lo Swedish Royal Institute of Technology, e il professore emerito - oltreché presidente del Comitato energetico della Regia Accademia Svedese delle Scienze - presso la Uppsala University Sven Kullander. Entrambi hanno fatto parte del ristretto gruppo di spettatori, testimoni e "tester" della dimostrazione tecnica organizzata a Bologna lo scorso gennaio.


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