maggio 2011

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31/05/11

Torvalds porta Linux nell'era tre punto zero

Fonte: PuntoInformatico *
Linus ha deciso di "promuovere" lo storico kernel open source alla main release 3.0. Nessuna novità sconvolgente, ma con la voglia di festeggiare degnamente la perdurante longevità del progetto

Torvalds porta Linux nell'era tre punto zeroRoma - Il progetto Linux fa un nuovo passo avanti e si appresta a raggiungere la release 3.0: Linus Torvalds, "padre" del Pinguino e autore originale del codice open source che ha contribuito a cambiare il mondo della tecnologia, vuole che i prossimi numeri di versione rappresentino degnamente la longevità e il cammino sin qui percorso da Linux.

Torvalds ha distribuito la release candidate di Linux 3.0 sul repository ufficiale del progetto, passo che anticipa la prossima finalizzazione della terza, storica main release del kernel del pinguino. Il rilascio di Linux 3.0 capita quasi in concomitanza con il festeggiamento del ventesimo compleanno del progetto, inizialmente avviato nel 1991 e "bloccato" nel ciclo di aggiornamenti della versione 2.x.x da cinque anni a questa parte.


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Batteri possono catalizzare la formazione di pioggia e grandine

Fonte: Wired *
Trad.: Ditadifulmine *
I chicchi di grandine altro non sono che pezzi di ghiaccio che vanno man mano ingrandendosi per via dell'accumulo di cristalli e gocce d'acqua. Spesso questo processo inizia con l'aggregazione dei cristalli di ghiaccio attorno ad un nucleo, costituito generalmente da pollini o polvere atmosferica, ma i ricercatori dell'Università del Montana hanno scoperto che il nucleo dei chicchi di grandine può essere costituito anche da materia organica, più precisamente batteri.

La ricerca, presentata al meeting del 24 maggio dell' American Society for Microbiology, mostra come alcuni batteri possano dare il via alla formazione dei chicchi di grandine, e supporta l'idea che gli organismi biologici possano avere un effetto diretto e importante sulle nubi.
"Non sappiamo ancora, su una scala globale, quanto siano importanti questi processi" spiega Anthony Prenni, ricercatore della Colorado State University che non ha partecipato alla ricerca, "ma entro pochi anni avremo una comprensione molto migliore di questo fenomeno".


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“No nos moveran!” - Cosa sta succedendo in Spagna?

Fonte: Vivere a orecchio *
Giovani che si sentono scippati del proprio futuro e proteste che nei prossimi mesi potrebbero sfociare in egual maniera anche in Italia. La Spagna si è svegliata ma il nostro sistema informativo, neanche a dirlo, non ci propone, se non in minima parte, questo tipo di contenuti, scomodi e pericolosi per qualche mente sveglia. Il forte "rischio" per i poteri è che in Italia venga emulata questa insofferenza e che la stessa sia stimolo e fonte di incoraggiamento per i cittadini Italiani.
"Non siamo merce nelle mani delle banche e della politica"; con questo slogan da diversi giorni avanza una forte protesta da parte di giovani insofferenti della situazione socio economica che sta influenzando come un virus il paese; i manifestanti presidiano la Puerta del Sol della capitale Spagnola, marciano e urlano contro la disoccupazione e la precarietà.
Le manifestazioni, però, non si sono limitate a Madrid, ma bensì si sono presto spostate a macchia d’olio in altre città della penisola iberica: Barcellona, Siviglia, Granada e addirittura in alcune capitali europee. Un ulteriore sintomo del fatto che i cittadini del ceto medio sono stanchi di questa politica vecchia che non assicura un futuro e toglie loro la speranza e hanno voglia di un cambiamento.
Le proteste sono sfociate in concomitanza delle elezioni, per questo motivo le autorità hanno disposto l’ordine di evacuare al più presto la piazza: una legge spagnola vieta infatti le manifestazioni pubbliche nei giorni prima delle elezioni. Ma i manifestanti non sembrano dell’avviso di lasciare la piazza: “No nos moveran” (non ci muoveremo) è la nuova parola d’ordine. L’intenzione è di stare in piazza il più a lungo possibile per dare un segnale forte al Paese. "El problema es que la televisión no dice" sembrano urlare insieme tutti i partecipanti di questa protesta.


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29/05/11

Quando l’inquinamento arriva nelle grotte

Fonte: Oggi Scienza *

NOTIZIE – 121 grotte inquinate, 247 ostruite, 19 sparite: ad oggi questi sono i numeri che testimoniano l’inquinamento delle grotte dell’altipiano carsico. Il risultato di anni d’incuria e illegalità, durante i quali nelle grotte sono stati riversati liquami industriali, idrocarburi, acque fognarie di case private, e chiunque vi ha gettato oggetti di tutti i tipi, dai motorini ai residuati bellici ai pezzi di Eternit, come se le grotte fossero comodi immondezzai ad uso comune.

Nel 2010 la situazione è diventata di dominio pubblico, quando a gennaio è stato pubblicato su National Geographic l’articolo di Fabio Dalmasso, sceso nelle grotte assieme agli speleologi triestini Claudio De Filippo e Roberto Trevi, e al fotografo Fabio Liverani.

Come ha spiegato lo stesso De Filippo “Negli anni 60-70 c’era un vero e proprio far west ecologico e , quando parliamo di grotte gravemente inquinate, in effetti ci riferiamo sempre alle stesse, perché oggi nessuno si sognerebbe di fare cose del genere”. Prosegue lo speleologo triestino, “Le grotte inquinate sono ancora tante, tra le più famigerate il Pozzo del Cristo ed il Pozzo Mattioli presso Gropada, la Caverna presso la 17VG (numero di catasto della Venezia Giulia) in zona Trebiciano ed il Pozzo dei Colombi di Basovizza, senza contare quelle nella vicina Slovenia. Questa non è una novità, è da sempre che gli speleologi scendendo nelle grotte vedono quello che vi si è accumulato in anni d’incuria”.


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Due SI Per l'Acqua Pubblica !!!




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La CBS, le Scie e l'Autorità

Fonte: Freeskies *
Quando anche la CBS ‘scende in campo’ e si ritrova a dover mandare in onda un servizio sulle scie chimiche, vuol dire che la pentola bolle e nessun coperchio serve a contenerne la pressione. Da un lato vediamo i soliti esseri umani inermi (categoria nella quale ci riconosciamo volentieri) che cercano ingenuamente risposte dalle autorità, dall’altra un immobile ed incartapecorito senatore che nega, con sguardo catatonico e lacrimoso, l’esistenza stessa delle scie chimiche. Il servizio si chiude con l’invito a fotografare e spedire l’evidenza delle irrorazioni chimiche aeree alla CBS, ma che senso ha? Ha ancora senso fotografare le scie chimiche? Dopo vent'anni di brutali irrorazioni ancora qualche essere umano ha dubbi in proposito? Non vogliamo cadere in questa ritualità duale. E’ il concetto stesso di autorità che deve essere invertito. Non alle autorità dobbiamo chiedere lumi ma a noi stessi, forse a quell’innato istinto di verità che dovrebbe albergare in ognuno di noi. Le cosiddette autorità, nel peggiore dei casi, obbediscono ad ordini superiori ignare forse a loro volta del vero significato e delle finalità delle scie chimiche. Noi sappiamo bene che sono pericolose e che non servono certo a proteggerci. Sono anche convinto che qualcuno, in parziale buona fede, pensi che siano un male necessario.


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Prevedere i terremoti: Giuliani aveva ragione?

Fonte: Technews *
(commenti di Giampaolo Giuliani a fine post)
Da alcuni anni Dimitar Ouzounov, uno scienziato del Goddard Space Flight Center della NASA, effettua degli studi sulla correlazione esistente tra grandi terremoti ed effetti elettromagnetici sull’atmosfera e termici sulla superficie terrestre.
Già 2 anni fa, in occasione del terremoto de L’Aquila, analizzando successivamente i dati raccolti dai satelliti notò che la settimana antecedente la scossa che distrusse la città si era verificato un anomalo aumento della temperatura nella zona; già in precedenza si erano osservati simili fenomeni in immagini termiche riprese prima di altri grandi terremoti.
Ora sembra arrivare una nuova conferma: questa immagine mostra infatti evidenti anomalie nei dati registrati sul Giappone tra l’1 e il 12 marzo:


Sequenza di anomalie OLR registrate tra l’1 e il 12 marzo dai satelliti NOAA/AVHRR sul Giappone; in rosso sono indicate le placche tettoniche, in marrone le faglie maggiori; l’epicentrio è indicato dalla stella.


I parametri monitorati da Ouzounov e i suoi colleghi sono:
1. Outgoing Longwave Radiation, OLR - Radiazioni Uscenti a Onde Lunghe (infrarosso 10-13 micron) misurate nella parte alta dell’atmosfera.
2. GPS/TEC (Total Electron Content) ionospheric variability – variazione ionosferica del contenuto totale di elettroni (la ionosfera è quella fascia dell'atmosfera nella quale le radiazioni del Sole provocano la ionizzazione dei gas componenti);
3. Low Earth Orbiting (LEO) satellite ionospheric tomography – tomografia ionosferica da satellite;
4. Variazioni nello strato F2 della ionosfera a frequenza foF2 (la massima frequenza a cui la ionosfera risulta trasparente).


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27/05/11

Chi sono i seed savers (conservatori di sementi)?

Fonte: Civiltà contadina *
Silenziosamente, senza farsene un vanto, a proprie spese adottano e coltivano nei loro normali orti delle piante che altrimenti avrebbero rischiato la completa estinzione, conservandone i semi per ridistribuirli alle future generazioni: queste persone di genere un po' speciale sono chiamate con il nome di seed savers, salvatori di semi. Ma ciò che rende la loro azione degna di speciale considerazione è che non si stanno occupando di curiosità botaniche conosciute da pochi specialisti o di piante provenienti dalle mitiche foreste vergini. Il loro impegno è piuttosto rivolto a salvare dei vegetali molto più comuni e sotto gli occhi di tutti come patate, pomodori, peperoni, lattughe, cavoli, legumi, cereali e altri, usati dall'umanità come cibo. A rischio la biodiversità Se sia possibile che questi ortaggi possano
rischiare l'estinzione non è certo in discussione e, senza dubbio, li continueremo a vedere sulle nostre tavole ancora a lungo. A rischiare invece di estinguersi per sempre è la biodiversità delle loro varietà, soprattutto di quelle più antiche e di quelle tradizionali dei popoli nativi che, assieme a quelle uscite dalla produzione e non più rimoltiplicate dalle ditte sementiere, senza i seed savers sarebbero
condannate a scomparire.


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Indios Guarani rioccupano le loro terre

Fonte: Schiavieservi *
Da anni vivevano ai margini di una superstrada
 Roma, 27 mag. (TMNews) - Dopo aver vissuto ai margini di una superstrada per un anno e mezzo, in preda alla disperazione una comunità di Guarani del Brasile ha riconquistato parte della sua terra ancestrale. Survival international racconta che gli Indiani sono rientrati nella loro terra la scorsa settimana, dopo esser giunti al punto di non poter sopportare oltre di vivere in quelle spaventose condizioni lungo il ciglio di una strada. La paura, ora, è che le autorità decidano di provare a sloggiarli di nuovo con la forza e la comunità sta sollecitando ufficialmente il governo per non esserne sfrattati nuovamente I Guarani della comunità di Laranjeira Nanderu avevano subito il furto delle loro terre negli anni '60 per far posto agli allevamenti di bestiame. Erano riusciti a tornarvi nel 2008, ma furono poi cacciati di nuovo nel settembre 2009 - subito dopo, il loro villaggio fu attaccato brutalmente e ridotto in cenere.
Da allora, hanno vissuto sul ciglio della superstrada, sotto teli di plastica, con scarso accesso all'acqua pulita, al cibo o all'assistenza medica, senza riparo dal caldo intenso e dalle inondazioni. Auto e grossi camion sfilavano accanto alle loro tende giorno e notte.


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La privatizzazione dell’acqua in Sud America

Fonte: Yuri Leveratto *
L’acqua è senza dubbio la risorsa più importante per il genere umano. Anche se la quantità d’acqua presente nel pianeta è grandissima (si calcola in 1,34 miliardi di chilometri cubi), il 96,5% di questa massa, è salata (costituisce gli oceani ed i mari della Terra), pertanto non è utilizzabile dall’uomo né per il consumo diretto né per l’agricoltura o l’allevamento.
Solo il 3,5% dell’acqua del pianeta pertanto, è teoricamente utilizzabile dall’uomo. Il 70% di questa “piccola” quantità, però, è imprigionato nei ghiacci dell’Antartide o della Groenlandia, o negli altri ghiacciai situati nelle catene montuose del pianeta, e non è pertanto usufruibile dall’uomo.
La quantità d’acqua effettivamente disponibile dall’uomo corrisponde pertanto a meno dell' 1% dell’acqua totale della Terra, e si trova nei laghi (naturali o artificiali), nei fiumi e nelle falde acquifere.
A partire dagli ultimi vent’anni in varie zone della Terra si sono verificate complesse crisi umanitarie e sociali dovute alla persistente scarsezza d’acqua pulita. Si è giunti a queste situazioni sia in seguito all’aumento esponenziale della popolazione mondiale (7000 milioni di persone nel 2011), sia a causa di dissennate politiche di prelievi forzati da laghi e fiumi per favorire produzioni agricole (come presso il lago d’Aral), ma anche in seguito alla costruzione di dighe esageratamente grandi che hanno strozzato il flusso dei fiumi e modificato gli ecosistemi.


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The Art Of Videogames - Mostra a Washington 2012

Fonte: Zonelibere *
Lo Smithsonian Art Museum, situato a Washington D.C. USA, ha ufficialmente presentato la mostra "The Art of Video Games". Tale mostra intende valorizzare il videogioco come medium artistico e la sua evoluzione nel corso dei suoi 40 anni di storia e sarà visitabile dal 16 Marzo 2012 al 30 Settembre 2012. 80 Titoli faranno parte della mostra in museo, scelti mediate sondaggi online a cui hanno partecipato più di 100.000 utenti, a partire da una rosa di 240, selezionati da esperti della stampa e dell'industria videoludica. L’evento sarà interamente dedicato ai videogiochi e partirà dagli albori del divertimento elettronico rappresentati da Pac Man e Pitfall sino a giungere alle meraviglie tridimensionali dei nostri giorni come Super Mario Galax. Segue la lista degli 80 videogames scelti dal pubblico. http://www.artofvideogames.org/

The Art of Video Games exhibition will explore the 40-year evolution of video games as an artistic medium, with a focus on striking visual effects, the creative use of new technologies, and the most influential artists and designers. This website offered participants a chance to vote for 80 games from a pool of 240 proposed choices in various categories, divided by era, game type and platform. Voting took place between February 14, 2011 and April 17, 2011. The exhibition will be on display at the museum from March 16, 2012 through September 30, 2012.

Lista degli 80 videogames scelti per la mostra del 2012


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23/05/11

Cinque luoghi (non) comuni sulla felicità

Fonte: Spaziomente *
Cari lettori, recentemente la questione della felicità ha coinvolto noi redattori di Spaziomente in varie misure, tanto da spingerci a formulare un (amaro) breviario – come ricorderete – che contiene specifiche informazioni per continuare a stare alla larga da uno stato d’animo così pericoloso (Manuale pratico di infelicità).
Tuttavia sembra che – accanto a coloro che vogliono evitare ogni tipo di cambiamento nella propria esistenza – esista un cospicuo numero di persone attratte dal concetto, o quanto meno curiose di comprendere dove tale stato d’animo risieda e come poter attingere alle sue risorse. Alcuni numeri possono darci un’idea di quanto espresso: mensilmente su internet – solo in Italia – viene ricercato il termine “felicità” circa 368.000 volte, seguito da “ricerca della felicità” (33.100 volte), “essere felice” (18.100 volte), “felicità raggiunta” (2.400 volte) fino a richieste operative tipo “come vivere felici” (1600 volte), “ricetta felicità” (1600 volte) o affermative: “voglio essere felice” e “vorrei essere felice”, entrambe digitate circa 1300 volte (fonte: Google – Keyword Tool).
Sulla base di tutto questo, possiamo dire che cosa sia la felicità e come fare per raggiungerla? Bhe, è chiaro che nel rispetto dell’individualità e dell’intelligenza umana, delle innumerevoli strade che possono essere percorse e consapevoli delle infinite sfumature del sentire soggettivo, la risposta sia: “assolutamente no”. Tuttavia occupandoci di scienza e degli stimoli che alcuni studi – con tutti i loro limiti – possono offrirci, vorremmo condividere con voi alcuni spunti in merito ai luoghi in cui la felicità sembra proprio non risiedere e sul perchè potrebbe essere utile cercare ancora. Eccoli...


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Gaza, chi coltiva muore

Fonte: Peace Reporter *
Inizia il raccolto del grano. E al confine con Israele si ripete la stessa scena: i contadini sotto il fuoco dei cecchini

Inizia il raccolto del grano. E al confine con Israele si ripete la stessa scena: i contadini sotto il fuoco dei cecchini
La settimana scorsa si è svolto il raccolto del grano per alcuni contadini di Khuza'a, villaggio vicino al confine con Israele nel sud della Striscia di Gaza. Per tre giorni essi si sono recati nei campi, partendo molto presto la mattina e raccogliendo i frutti della loro terra. Per tre giorni dalle torrette automatizzate le forze di occupazione israeliane hanno sparato e per tre giorni i contadini hanno continuato a raccogliere il grano, senza permettere a chi sparava dalle torrette a controllo remoto di impedire loro di recarsi nella propria terra. L'area dove i contadini, insieme a tre attivisti internazionali dell'Ism e cinque attivisti palestinesi si sono recati si trovava a circa 450 metri dal confine.
Prima della seconda Intifada qui venivano coltivati angurie e meloni, c'erano alberi da frutto ed olivi. "Venivamo qui a fare barbecue, festeggiare e rilassarci... le jeep israeliane passavano in lontananza ma non ci disturbavano, ci lasciavano in pace." racconta Akhmad. Oggi gli alberi sono stati sradicati, le piante distrutte. L'unica cosa che si riesce a coltivare, perché non richiede attenzioni continue, è il grano. Però anche il grano necessita di diverse ore di lavoro per essere raccolto, ed i cecchini si divertono a terrorizzare i contadini in queste ore.


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La gravità olografica

Fonte: Oggi Scienza *
FUTURO – La gravità è la più misteriosa delle forze della natura. Da un secolo i fisici teorici ne sono ossessionati, a partire da Einstein, che per primo ne capì la relazione con la geometria. Intere generazioni di scienziati hanno speso la loro vita cercando di riconciliare i due cardini della fisica del secolo scorso: gravità e meccanica quantistica. Negli ultimi anni, grazie alle intuizioni di Leonard Susskind e del premio Nobel Gerard ‘t Hooft, sembra finalmente di avere imboccato la strada giusta, ma per percorrerla bisogna abbandonare la nostra intuizione e abbracciare una nuova visione dell’universo. Si tratta del concetto di olografia. Il primo esempio concreto di sistema olografico, basato sulla teoria delle stringhe, è stato costruito nel 1997 da Juan Maldacena. Ma alcuni ricercatori hanno recentemente scoperto che l’olografia sembra molto più generale della teoria delle stringhe e, forse, siamo finalmente vicini a crackare il codice segreto della gravità. Tenendo le dita incrociate, OS ha intervistato Rajesh Gopakumar, un fisico indiano tra i pionieri di queste nuove scoperte…

Che cos’è l’olografia?


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19/05/11

Il comune di Grizzana Morandi si preoccupa delle scie chimiche ed approva all'unanimità al riguardo una chiara mozione di denuncia del fenomeno

Fonte: Scienzamarcia *
A un anno di distanza da un'analoga iniziativa di due comuni della stessa regione (Savignano sul Rubicone e Sant'Arcangelo di Romagna) il consiglio comunale di Grizzana Morandi, sollecitato da due cittadini preoccupati per il crescente fenomeno delle scie chimiche, ha richiesto ufficialmente (l'11 settembre del 2009) dei chiarimenti all'ASL e all'ARPA locali al riguardo dell'inquietante fenomeno di rilascio di bianchi aerosolo da aerei non identificati che sempre più spesso oscurano i nostri cieli.

Le risposte di ASL e ARPA sono stare a dir poco evasive, lo stesso dicasi per il Ministero della Sanità.


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Nausea e mal di testa in agguato con la 3D mania

Fonte: The Daily Telegraph *
Traduzione: Aiart *
Il monito dei medici sui possibili rischi connessi alla diffusione di massa di questa nuova tecnologia di visione cinematografica e televisiva parla chiaro: cinefili e appassionati di sport che cercheranno nuove emozioni nella visione 3D potrebbero fare invece l’amara scoperta di un doloroso mal di testa. Pubblicato da Emanuela Zerbinatti nel sito Scienza & Salute di Blogosfere.
La nuova era del 3D è cominciata. Al cinema come a casa dove la visione tridimensionale sarà presto a portata di telecomando grazie alle nuove Tv e ai dispositivi casalinghi in grado di supportarne la tecnologia già presentati all’ultima edizione Fiera dell’hi-tech di Las Vegas, è tutto un fiorire di film e produzioni capaci di dare al pubblico sensazioni mai provate prima.

A fare la differenza rispetto al passato, in cui tra alti e bassi il 3D non era mai riuscito a prendere definitivamente piede, potrebbero essere infatti proprio le nuove possibilità offerte dall’home entertainment. Ma se aziende ed emittenti televisive si fregano già le mani pensando a come sfruttare la nuova fetta di mercato, i consumatori lo fanno un po’ meno e non solo perché dovranno confrontarsi con la nuova offerta prima ancora di essere riusciti a capirci qualcosa tra lcd e plasma, hd-ready e full-hd e con i prezzi decisamente proibitivi dei nuovi apparecchi (due o tremila euro).


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Un tempio riscrive la civiltà: così nacque l’agricoltura

Costruirono i primi templi
Fonte: Libreidee *
Sì, il paradiso terrestre esisteva. E anche se non c’entrano serpenti e mele l’abbiamo perduto, nel momento in cui abbiamo deciso di rompere il patto con la natura: quando abbiamo cominciato a scannarci per il possesso del nuovo bene primario dell’umanità, la terra coltivata. E’ una rivelazione clamorosa, quella dell’archeologo Klaus Schmidt, che ha scoperto in Turchia un tempio gigantesco, che risale a migliaia di anni prima delle Piramidi. Se fino a ieri si riteneva che, per costruire edifici così grandi e impegnativi, la civiltà fosse già in possesso dell’agricoltura, unico mezzo per mantenere sul posto centinaia o migliaia di operai, Schmidt ribalta il concetto: l’agricoltura è nata proprio per questo, per poter costruire quell’edificio religioso.
Una svolta radicale, che arriva con il saggio “Costruirono i primi templi”: l’edizione italiana è la prima in traduzione, quattro anni dopo quella tedesca. In altri Paesi il libro uscirà in settembre, ma non è ancora prevista un’uscita in lingua inglese, pare per l’ostilità delle élite archeologiche anglosassoni, che mal digeriscono l’idea di dover rivedere completamente la ricostruzione della storia dell’umanità fin qui accettata. Tutto nasce a Göbekli Tepe (la “collina panciuta”), che secondo l’archeologo sudafricano David Lewis-Williams è «il più importante sito archeologico del mondo». Scambiato per “cimitero medievale” negli anni ’60 da una prima spedizione americana, il sito è stato identificato con precisione solo nel 1994 da Klaus Schmidt, del celebre Istituto archeologico di Berlino.


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Energia in Africa

Fonte: Sancara *
Parlare di energia elettrica in Africa, significa inevitabilmente affrontare uno spinoso problema. Da un lato quello legato alla produzione, che in Africa sub-sahariana vuol dire principalmente energia idroelettrica (in Nord Africa e in Sudafrica la situazione è diversa) con faraonici progetti di dighe per incanalare e deviare fiumi. Stando al sito Internationals Rivers in Africa sono in progetto oltre 150 dighe. Dall'altro lato quello dei consumi in un continente (Africa Sub Sahariana) dove solo il 26% della popolazione è allacciato alla rete elettrica.Proviamo a fare un di ordine.
L'Africa produce complessivamente circa 545.500 milioni di kWh l'anno. Tanto? Poco?
Gli Stati Uniti per circa un terzo della popolazione producono 4.110.000 milioni di kWh, la Cina 3.451.000 milioni, l'Unione Europea 3.078.000 milioni, il Giappone 956.500 milioni, la Russia 925.000 milioni, l'India 723.000 milioni. La sola Italia 289.700 milioni di kWh.
Tra i paesi africani che maggiormente producono energia troviamo il Sudafrica con 240.300 milioni di kWh (unico paese africano a possedere una centrale nucleare), l'Egitto con 118.400 milioni, l'Algeria 34.980 milioni, la Libia 23.980 milioni, la Nigeria 21.920 milioni, il Marocco 19.780 milioni, il Mozambico 15.910 milioni.
Che l'Africa abbia una grande necessità di energia per assecondare il suo sviluppo appare chiaro a tutti.
Come si evince dalla mappa, l'Africa centrale, a causa dei grandi bacini d'acqua è totalmente dipendente dall'energia idroelettrica. Di contro, gran parte dell'Africa settentrionale dipende esclusivamente da carburanti fossili (petrolio e gas).


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Hacker, come vigilare sui vigilanti

Fonte: Punto Informatico *
Violato il sistema di sorveglianza della polizia. Su incarico dell'amministrazione comunale stessa
Roma - Il noto bug hunter/ ricercatore indipendente/ hacker Kevin Finisterre è riuscito, su commissione, ad intrufolarsi anche nel sistema di vigilanza della polizia di una ignota località statunitense. In particolare, ha preso visione delle immagini riprese dalle telecamere installate sui veicoli di pattuglia, seguendo passo passo gli agenti.

Ad affidargli l'incarico di attaccare il sistema di sorveglianza, l'amministrazione municipale stessa, interessata a scoprire le eventuali vulnerabilità del sistema. Scovate da Finisterre senza troppe difficoltà.

L'hacker, dopo aver analizzato numerosi indirizzi IP utilizzati dal dipartimento di polizia, ha scoperto che si connettevano direttamente ad un apparecchio basato su una versione superata di Linux caricato sulle macchine della polizia: per intrufolarvisi è bastato a Finisterre l'utilizzo del protocollo FTP per la condivisione dati. A quel punto si è trovato davanti le immagini registrate dalla telecamera in dotazione delle vetture delle forze dell'ordine per monitorare tragitti e azioni.Così Finisterre si è trovato a seguire ogni mossa dell'agente in servizio, nonché ad avere la possibilità di modificare (cancellando o modificando) i filmati conservati nella memoria dell'apparecchio.


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I pittogrammi della caverna di Pedra Pintada (Pará, Brasile), indizi dell’antica cultura amazzonica

Fonte: Yuri Levereatto *
Ancora oggi l’archeologia ufficiale indica nelle migrazioni attraverso lo stretto di Bering, l’unica via utilizzata dagli antichi Homines Sapientes per popolare il Nuovo Mondo. Di solito si citano due immigrazioni dei paleo-asiatici: una risalente a 40 millenni or sono, e una risalente a 14 millenni or sono, che diede origine alla famosa cultura Clovis (Nuovo Messico, Stati Uniti d’America).
Questa teoria ha, tuttavia, grosse lacune: come si spiega che l’archeologa Niede Guidon ha trovato resti di Homines Sapientes nel Piauí (Brasile), risalenti a 12.000 anni fa? Come si spiega che la stessa studiosa brasiliana ha trovato e documentato resti di focolari risalenti a 60.000 anni or sono? Come si spiegano i ritrovamenti di Monte Verde (Cile), risalenti a 33.000 anni fa?
La realtà è che la teoria di Bering deve essere complementata da altre tesi, come per esempio quella poligenetica, quella “antartica” del portoghese Mendes Correa, quella dell’archeologa brasiliana Maria Beltrao, e soprattutto quella di Niede Guidon.
In base a queste teorie, spesso provate scientificamente, come nel caso di Niede Guidon, fu il Sud America ad essere popolato inizialmente dall’Homo Sapiens, e solo successivamente fu popolato il Nord America.
Sulla base della teoria dell’archeologa Niede Guidon possiamo formulare questa ipotesi: limitati gruppi di Homines Sapientes giunti occasionalmente dall’Africa, furono i primi gruppi umani ad entrare in America, 60.000 anni fa.


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14/05/11

Dimenticando L'Aquila

Fonte: Comedonchisciotte *
Più che altro sembra ci sia stato un maremoto. Sono rimasti cocci, bottiglie rotte e microfoni spenti. L’ultimo è stato il presidente Napolitano ma l’impressione generale è che ministri e capi di stato siano un lontano ricordo. Le celebrità solidarizzano già con altre sciagure. Sparite associazioni e bande musicali. A L’Aquila vengono solo sottosottosottosegretari, soprintendenti delle Belle Arti, portaborse, gente senza scorta, comparse cioè di un sistema che ha già suonato il de profundis.

D’altronde, parliamoci chiaro, cosa vogliono ancora gli aquilani ? Vivono dentro le tendopoli? Hanno fatto le vacanze al mare? Stanno nei container come i poveracci dell’Irpinia? Hanno tutti una lavatrice e un televisore al plasma? Sono stati risarciti? Hanno intascato i fondi per le aziende? Il lavoro è ripartito? E allora?

Allora, se qualcuno seriamente si è posto tali domande, se anche per un secondo avete fatto certe considerazioni, allora significa che il Potere va come un treno e che avete in pappa il cervello. Perché non c’è da scomodare Adorno per sapere che non è il giudizio informato a creare l’opinione ma l’autorità dominante. Le notizie invecchiano rapidamente e l’autorità vuole che il caso L’Aquila sia chiuso. Le telecamere sono spente e il padrone del mondo ci dice con il silenzio dei giornali, della televisione e, nella peggiore delle ipotesi, con gli invitati a Forum taroccati, che a L’Aquila tutto è stato fatto, che ora tocca agli aquilani rimboccarsi le maniche. Mica, da mezzi meridionali quali sono, vorranno assistenza per tutta la vita? E no cari aquilani.


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L’analisi scientifica mediante il radar ad effetto Doppler esclude che le chemtrails possano essere delle scie di condensazione

Fonte: Tankerenemy *
Il radar Doppler è un particolare tipo di radar che si basa sull'effetto di slittamento in frequenza, detto, appunto, effetto Doppler. L'effetto Doppler è l'apparente variazione di frequenza delle onde emesse da una sorgente in moto rispetto ad un osservatore: la frequenza aumenta, se sorgente ed osservatore si avvicinano, mentre diminuisce in caso di allontanamento. Il fenomeno fu scoperto dal fisico e matematico tedesco Johann Christian Doppler (1803-1853) per le onde sonore, ma si verifica anche per quelle elettromagnetiche. L'effetto Doppler ha molte applicazioni nella tecnica (radar), in medicina (ecografia), in astronomia. Esso permette al radar di distinguere bersagli in movimento anche in presenza di oggetti fissi. Le strumentazioni Doppler sono dotate di apparecchiature capaci di misurare la differenza tra la frequenza emessa dal trasmettitore e quella dell'onda riverberata dall'oggetto. Questa deviazione è proporzionale alla velocità radiale del bersaglio. I radar ad effetto Doppler quindi consentono, oltre al rilevamento di bersagli mobili, anche la misura della loro velocità radiale.


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13/05/11

Dall'amazzonia, un nuovo modello di sviluppo

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Fonte: Salvaleforeste *
La Cocha Brava, un'area di foresta incontaminata, una laguna sacra agli indios ricca di animali sconosciuti e di risorse preziose genetiche, un deposito immenso di carbonio. Questi prezioso forziere, insidiato dall'avanzata delle compagnie del taglio illegale e dalle concessioni petrolifere, potrebbe diventare un laboratorio di un modello di sviluppo amazzonico, rispettoso dell'ambiente, gestito dalle genti della regione, e in grado di assicurare una vita dignitosa senza intaccare i tesori dell'umanità. Vediamo come.
L'idea viene dal detentore di una concessione nella zona, Francesco Mantuano, che ha proposto un'alleanza alle comunità indigene della zona. Il suo ragionamento è lineare: il prelievo legale di legname è messo fuori mercato dal dumping sui prezzi praticato dagli estrattori illegali, quindi, invece di rendere la concessione allo Stato perché poco redditizia (e darla di fatto in pasto ai boss del legname) perché non valorizzarne la biodiversità con progetti finalizzati allo studio e alla conservazione?


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Mongolia, pattumiera nucleare

Fonte: PeaceReporter *
Tanto spazio e giacimenti d'uranio. Ecco come Ulan Bator vorrebbe entrare nel business dell'atomo

La più grande discarica nucleare del mondo. Così potrebbe diventare la Mongolia, se andasse in porto un patto segreto tra il governo di Ulan Bator, Stati Uniti e Giappone, rivelato dal quotidiano di Tokyo Mainichi Shimbun.
L'accordo sarebbe stato sottoscritto prima del disastro di Fukushima e in un'ottica di concorrenza globale.
La Russia offre già infatti a chi si incammina sulla strada dell'energia atomica un servizio "tutto completo": tecnologie per aprire le centrali e poi attività - e soprattutto luoghi - di smaltimento delle scorie.
Anche la Francia, che di spazi ne ha meno, offre qualcosa del genere: l'unica differenza è che punta più sulle tecnologie di riciclo, con il processo Purex (plutonium and uranium recovery by extraction) che produce il famigerato combustibile Mox. Per il resto, esporta gran parte delle proprie scorie proprio in Russia.
Il mercato impone dunque che anche due potenze economiche (e atomiche) come Usa e Giappone diventino competitive nelle tecnologie nucleari prêt à porter: vendita di reattori e smaltimento delle scorie.


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09/05/11

Il regno perduto di Vilcabamba

Fonte: Yuri Leveratto *
Quando i 168 uomini al comando di Pizarro giunsero a Cajamarca, nell’attuale Perú settentrionale, l’impero degli Incas era appena uscito da una sanguinosa guerra civile. Da una parte vi era stato Huascar e dall’altra Atahualpa. Quando quest’ultimo risultò vincitore le truppe che erano state fedeli a Huascar videro negli invasori una possibilità di riscatto nei confronti di Atahualpa, non rendendosi conto invece che il vero progetto degli stranieri era la conquista con ogni mezzo dell’intero Perú e delle sue ricchezze.
In seguito alla vile esecuzione di Atahualpa, nel 1532, Pizarro e i suoi uomini si trovavano però ancora di fronte ad innumerevoli pericoli, nel processo di conquista del Perú.
Per mantenere l’ordine e legittimare la presenza degli stranieri nel Perú, Pizarro decise di nominare un Sapa Inca, ovvero un nuovo sovrano, un fantoccio nelle mani del potere spagnolo.
Il primo Sapa Inca che fu nominato fu Toparpa, un fratello di Atahualpa, che però morì nella marcia della truppa spagnola verso il Cusco.
Il successivo Sapa Inca scelto da Pizarro fu Manco Inca, nel 1534.
Anche se probabilmente le intenzioni di Manco Inca furono quelle di ristabilire l’impero con l’aiuto degli Spagnoli, in realtà il Sapa Inca fu convertito in un burattino nelle mani degli invasori, che volevano mostrare alle masse che avevano rispetto delle tradizioni antiche, tanto da aver nominato un re cusquegno.


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I marziani salvano la terra dall'indebitamento estero

Fonte: Noticias Terra *
Trad: Comedonchisciotte *
In un cortometraggio argentino i marziani salvano la Terra dall'indebitamento estero.
Nel film di animazione, il FMI è rappresentato dal cattivone Francis, un Don Giovanni che si sposa con la figlia di un imprenditore locale.

I Marziani atterrano in Argentina nel 40° secolo per comunicare con gli umani, ma scoprono che la vita terrestre è stata sterminata, fra le altre cause, dai debiti dei paesi in via di sviluppo, secondo un cortometraggio di animazione sui mali del neoliberalismo prodotto dalla televisione statale.

Per il sollievo dei bambini, i marziani ricorrono ad una “breccia nello spazio-tempo” per salvare l'umanità e ritornare come eroi sul loro pianeta.

Gli alieni, molto angustiati per atterrare in una Buenos Aires ridotta ad uno scenario abbandonato, pieno di rovine, ricevono aiuto da un economista conosciuto in un viaggio nel tempo fino al 1990. All'epoca, il terrestre studiava l'aumento esponenziale dei debiti del mondo in via di sviluppo come possibile causa dell'auto sterminio dell'umanità.


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07/05/11

Foto ad alta risoluzione di Fukushima Daiichi

Fonte: Climatrix *
Una sequenza fotografica della centrale giapponese di Fukushima realizzata fra il 20 ed il 24 marzo scorso, è visualizzabile sul sito Pinktentacle. Si tratta di foto scattate da un drone senza pilota della Air Photo Service, un'azienda specializzata della Niigata prefecture. La situazione è ancora drammatica, nonostante se ne parli meno.

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04/05/11

Eurogendfor: la strana polizia europea

Fonte: Altrenotizie *
Si chiama Eurogendfor. Una sigla, solo una sigla apparentemente innocua, che però in italiano diventa "Gendarmeria europea".
Proprio in questi giorni, circondata da uno strano silenzio della stampa, è in discussione presso le commissioni Esteri e Difesa della Camera dei Deputati la proposta di legge di ratifica del trattato, datato 18 ottobre 2007, che istituisce questa strana gendarmeria: una forza militare sub-europea indipendente.
Andando a scavare nella documentazione dell'Unione Europea risulta difficile scovare genesi e obiettivi di questo organismo. Sulla carta è nato il 18 ottobre 2007, con il Trattato di Velsen, anche questo poco o nulla pubblicizzato presso i cittadini europei. Ne fanno parte non tutti i Paesi UE, ma solo quelli dotati di una polizia militare: Francia, Spagna, Portogallo, Olanda e Italia. Secondo il Trattato, si tratta di una sorta di super-polizia sovranazionale a disposizione della UE, dell’OSCE, della NATO o di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche.
Una forza pre-organizzata, robusta e rapidamente schierabile, composta esclusivamente da elementi delle forze di polizia con status militare, al fine di svolgere tutti i compiti di polizia nell'ambito delle operazioni di gestione delle crisi. Dal 17 Dicembre 2008, fa parte a pieno titolo di Eurogendfor anche la Gendarmeria romena, portando quindi a sei il totale degli Stati membri.


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Non guardare: mangia!

Fonte: Leal *
Video scioccanti di Mercy for Animals denunciano le verità nascoste degli allevamenti intensivi.

Gli Stati Uniti calpesteranno la libertà di stampa e il diritto all’informazione per difendere il lucroso business degli allevatori?

Mentre il Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti recita “il Congresso non promulgherà leggi che (…) limitino la libertà di parola o di stampa”, due stati – l’Iowa e la Florida – sono pronti ad approvare un disegno di legge che vieta di fare filmati all’interno di fattorie e aziende che lavorano prodotti animali. Per chi sgarra, multe fino a 10mila dollari o la detenzione fino a cinque anni.

E’ così che i produttori di insaccati, uova e formaggi sono riusciti a “sensibilizzare” i governi locali sul problema degli animalisti che si fanno assumere come lavoratori stagionali per filmare di nascosto le condizioni terribili in cui gli animali sono costretti a vivere e sottoporle al giudizio dei consumatori.

Se la proposta dell’Iowa è stata approvata in prima istanza in febbraio con poco meno del 70% dei voti favorevoli, in marzo una commissione legislativa è intervenuta sul testo presentato dal senatore repubblicano della Florida Jim Norman, riducendo la gravità del reato di fare fotografie o filmati ‘at or of Florida farms’, senza il consenso scritto dei proprietari, da crimine (felony) a infrazione (misdemeanor).


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03/05/11

Africa. Alt alle sementi di scarsa qualità !

Fonte: Jambo Africa *
Conosciamo l'importanza imprescindibile della necessità della realizzazione di una buona agricoltura in Africa per sopperire ai deficit alimentari di buona parte della popolazione.Deficit che riguardano specie i bambini e i giovanissimi, che sono e saranno poi il futuro del continente in termini di sviluppo reale.

Ecco allora che, a Nairobi ,partirà in questi giorni un Forum (FAST) per affrontare a livello panafricano l'urgenza di avere nel continente la nascita di semi validi per l'agricolutura e costruire una rete laboratori per testarne l'effettiva bontà.

Questo significa per la FAO, agenzia ONU , mettere fine al problema della mancata crescita economica dell'Africa in campo agricolo e contemporaneamente cancellare, se tutto andasse a buon fine, ogni forma di dipendenza alimentare ed anche economica dall'esterno.
E non sarebbe poca cosa anche in considerazione di siccità e carestie ricorrenti, che interessano quasi sempre l'Africa in territori diversi e/o comunque alterni ma quasi sempre densamente popolati.

E mi riferisco tanto alle zone del Corno d'Africa quanto a quelle dell'Africa Subsahariana.


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Zucchero: l'amara verita'

Fonte: Estropico *
Il New York Times ha pubblicato un approfondito articolo sullo zucchero e sul suo impatto sulla salute (Is Sugar Toxic?) sostanzialmente basato su una presentazione dell'endocrinologo Robert Lustig che ha abbondantemente superato, su YouTube, il milione di visioni dal 2009 (vedi sotto). La polemica e' arrivata anche in Italia, il che mi risparmia la fatica di tradurre/riassumere i 90 minuti del video qui sopra (buona parte del quale, fra l'altro, e' una lunga lezione di biochimica) o le nove agine dell'articolo del NYT... Qui un buon riassunto: Lo zucchero è un veleno, dannoso come alcol e sigarette? L'enfasi e' sul fruttosio (il 50% del comune zucchero da tavola - l'altra meta' e' glucosio) e sul high-fructose corn syrup (sciroppo di granturco ad alto contenuto di fruttosio), ma quest'ultimo e' il sospetto principale per l'epidemia di obesita' solo in quanto estremamente economico e quindi ipersfruttato dall'industria alimentare. Se ancora non avete eliminato (o drasticamente limitato) lo zucchero nella vostra dieta, dovreste trovare tutte le ragioni per farlo nel video e nei collegamenti qui sopra...

PS: il fruttosio presente nella frutta non e' considerato a rischio, grazie alla presenza di fibre alimentari nella frutta (anche se, aggiungo io, secoli di selezione hanno prodotto frutta significativamente piu' dolce e quindi ricca di zuccheri di quella che mangiavano i nostri antenati cacciatori-raccoglitori...)


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La corsa per lo sfruttamento del coltan, l’ultima minaccia per il bioma amazzonico

Fonte: Yuri Leveratto *
Oggigiorno è in atto una corsa silenziosa all’accaparramento dei luoghi strategici del pianeta da parte d’imprese multinazionali, con il beneplacito d’alcuni Stati, che hanno ceduto parte della loro sovranità, ad entità esterne, spesso per motivi “umanitari”, “ambientali”, o “indigenisti”.
In Brasile per esempio già da vari decenni l’immensa zona di confine con la Colombia, il Venezuela e la Guayana, è stata delimitata, ufficialmente con il fine di riservarla per alcuni popoli indigeni. I coloni brasiliani sono stati obbligati a lasciare le proprie terre e sono stati indennizzati, come nel caso della terra indigena Raposa Serra do Sol.
Secondo molti Brasiliani però, tra i quali il comandante militare dell’Amazzonia Augusto Heleno Ribeiro Pereira, il vero scopo di queste demarcazioni, sarebbe un altro: poter disporre d’immense terre vergini (circa 300.000 chilometri quadrati, mentre il totale delle terre indigene assomma ad oltre 1.000.000 di chilometri quadrati, con una bassissima densità abitativa), permettendo ad entità esterne (ong), d’entrarvi e portare a termine studi mirati di settore: bio-diversità, prospezioni minerarie e idro-sfruttamento.
Mentre dal lato brasiliano la fascia frontaliera è “blindata”, e nessuno può entrarvi senza l’autorizzazione del Funai (Fundacion nacional do Indio), la parte d’Amazzonia che corrisponde alla Colombia e al Venezuela (oltre al dipartimento colombiano del Vichada), è stata per lunghi anni il centro d’operazioni portate a termine da gruppi armati di narcotrafficanti, che controllano ancora oggi parte del territorio in questione.
Quando cinque anni fa è stata annunciata al mondo la scoperta d’un grande giacimento di coltan nell’Amazzonia venezuelana, è iniziata una pericolosa corsa per assicurarsi alcuni territori amazzonici, spesso ancestrali per alcuni gruppi d’indigeni (come i Tukano).


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UE: 1 GIORNO PER SALVARE LE ERBE MEDICINALI!

Fonte: Eliotropo *
Fra 2 giorni l'UE metterà al bando diverse erbe medicinali, costringendo molti di noi a sostituirle con farmaci che incrementano i profitti delle grandi aziende farmaceutiche.

La direttiva europea impone barriere altissime a qualunque rimedio a base di erbe che non sia presente sul mercato da almeno 30 anni, incluse in teoria tutte le medicine tradizionali cinesi, ayurvediche e africane. E' una misura draconiana che asseconda le aziende farmaceutiche e ignora migliaia di anni di conoscenza medica.

Ci vuole un appello enorme contro questo divieto. Insieme le nostre voci potranno fare pressione sulla Commissione europea per migliorare la direttiva, sui nostri governi nazionali perché non applichino questi standard, e dare legittimità a un'azione legale. Firma sotto, inoltra questa e-mail a tutti e raggiungiamo 1 milione di voci per salvare le erbe medicinali:


http://www.avaaz.org/it/eu_herbal_medicine_ban/?vl

E' difficile da credersi, ma se un bambino si ammala ed esiste un rimedio sicuro e fatto di erbe naturali contro quella malattia, potrebbe diventare impossibile trovare quel rimedio.

Il primo maggio la direttiva creerà barriere enormi per i rimedi a base di erbe, a causa di costi esorbitanti e processi infiniti con esperti perché ogni singolo prodotto sia approvato. Le aziende farmaceutiche hanno le risorse necessarie per superare tutti i passaggi, ma le centinaia di piccole e medie ditte di erbe medicinali, in Europa e nel mondo, saranno in seria difficoltà.


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