L’aspra cordigliera del Perijá, che si snoda per circa 300 chilometri, si estende a cavallo dei dipartimenti di Cesar e Norte de Santander, in Colombia. Nel lato occidentale vi è il dipartimento di Cesar, mentre nel versante orientale vi sono le profonde vallate del rio Agua Blanca e del Rio Catatumbo, che sfociano entrambi nel lago di Maracaibo, in Venezuela.
In questi particolari ecosistemi, che vanno dal paramo d’alta montagna, fino alla foresta pluviale tropicale, hanno vissuto sin da tempi remoti un insieme d’indigeni che sono stati identificati dagli Spagnoli con il termine Motilones.
Di solito si differenziano i Bari dagli Yucos. I primi parlano una lingua appartenente al gruppo chibcha, mentre i secondi parlano una lingua derivata dal caribe.
Gli Yucos, che sono sempre stati particolarmente bellicosi, abitano la parte occidentale della serrania di Perijá, ed alcuni di loro vivono ancora oggi nella cosiddetta cordigliera dei pipistrelli (Serrania de los Murcielagos).
Gli Yucos vivono sostanzialmente d’agricoltura, e piantano mais, fagioli, manioca, igname, banane, canna da zucchero, zucche, papaie, tabacco e peperoncino. La loro dieta, povera di sale, viene arricchita occasionalmente da cacciagione: tapiri, cervi, fagiani, tacchini selvatici.
Negli ultimi anni gli Yucos hanno dovuto confrontarsi sempre più spesso con l’invasione delle loro terre da parte di coloni colombiani, e si sono ritirati nel profondo della cordigliera di Perijá.
Nella zona delle sorgenti del Catatumbo, in piena selva alta, vivono ancora oggi gruppi di Maraká, indigeni molto bassi, perfettamente integrati nel loro bioma.
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