agosto 2011

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30/08/11

La crisi e l’uso della paura come meccanismi di dominio

Fonte: Antimperialista *
Traduzione: Vocidallastrada *
"Mi spaventano ma io non ho paura". Leon Tolstoi

I disturbi in Inghilterra, come le recenti retate militari in Spagna contro il movimento degli indignati, tutto questo adeguatamente pubblicizzato dai mass media sistemici, devono essere interpretati come elementi di uno stesso insieme, dato che entrambi formano parte della messa in scena di uno stesso dramma. Questo dramma non è altro che la rappresentazione mediatica e spettacolare del collasso controllato del Vecchio Ordine (Regime); un dramma dove la crisi finanziaria internazionale e le sue conseguenze (tra queste gli artificiali disturbi inglesi) sono due dei suoi attori principali.
Dal mio punto di vista, il sistema di dominio patriarcale (questo è il vero nome del sistema che ci ha toccato vivere) ha bisogno di rinnovarsi, con lo scopo di rendere più effettivo il suo potere. Questo perché le vecchie strutture economiche e politiche di dominio non valgono più (probabilmente a causa del processo di globalizzazione sperimentato dal potere negli ultimi decenni) ed ha bisogno di creare altre nuove forme. Questo è il motivo per cui lo stesso sistema di dominio patriarcale ha iniziato una sorta di processo di autodistruzione di tutto quello che non gli è più utile.


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27/08/11

Ancora terremoti predetti dagli animali…


Fonte: Spaziomente *
Cari amici, riportiamo una notizia appena apparsa sul portale Adnkronos. Personalmente riteniamo davvero poco scientifico parlare di “coincidenze” – come ipotizza molto prudentemente il Washington Post. Non sia mai: rivedere le nostre teorie sulla natura delle informazioni e sull’interconnessione tra sistemi biologici, potrebbe essere davvero troppo pesante!
Washington, 25 ago. (Adnkronos/Washington Post) – Si dice che gli animali siano in grado di avvertire i terremoti prima che questi si manifestino, ma se si tratta di leggenda o di realtà questo non è ancora stato chiarito. L’osservazione scientifica sembra propendere per la seconda ipotesi, soprattutto dopo i recenti fatti della Virginia. Il terremoto di magnitudo 5,8 che ha sconvolto la costa orientale degli Stati Uniti, ha fornito al National Zoo di Washington l’occasione per osservare il comportamento dei propri ospiti e tirare alcune conclusioni per sondare un mistero scientifico in cui ai fatti si mescola spesso il folclore.
Ecco cos’è accaduto. Stando a quanto riporta il Washington Post, qualche secondo prima dell’arrivo del terremoto il gorilla Mandara ha iniziato a gridare, poi ha afferrato il suo piccolo scappando con lui sulla cima della struttura vicina, mentre altre due scimmie, un orango e un gorilla, avevano già abbandonato il pasto e se l’erano svignata nel punto più alto a disposizione.


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23/08/11

Segreti Maya verranno rivelati nel 2012 dal Governo Messicano

Fonte: Freeondarevolution *
Fonte: Reuters *
Il governo messicano sta rilasciando segreti riguardanti la fine del calendario Maya per produrre un documentario. "Rivelazioni Maya sul 2012 e Oltre", come appreso da TheWrap. L'informazione, protetta per 80 anni, dovrebbe rivelare le credenze Maya sulle catastrofi future e saggezza, informazioni "sconvolgenti", come ha detto a TheWrap, il produttore Raul Julia-Levy, figlio dell'attore Raul Julia. La fine del calendario Maya nel dicembre 2012 ha fatto nascere teorie e speculazioni sulla fine del mondo.
L'accordo permetterà a Julia-Levy di filmare in luoghi mai visti prima. "I Maya usavano costruire una piramide dopo l'altra", ha detto a TheWrap il ministro del turismo per lo stato messicano di Campeche, Luis Augusto Garcia Rosado. "Nel sito di Calakmul, i lavoratori dell'INAH (Istituto Nazionale di Antropologia e Storia) hanno scoperto stanze dentro la piramide mai viste o esplorate prima".

"Permetteremo di girare il documentario nel loro interno, per mostrare cosa è stato scoperto nella piramide." Julia-Levy ha detto che sapeva dell'informazione Maya segreta grazie all'ex-presidente messicano Vicente Fox, amico della sua famiglia e che sono serviti 4 anni di telefonate per avere il permesso dal presidente attuale Felipe Calderon. "Questo è molto importante per l'umanità, non solo per il Messico", ha detto Julia-Levy. "Questa informazione è stata protetta per 80 anni e ora è importante che le persone capiscano le serie di eventi che arrivano e le conseguenze per tutti noi." Il documentario in inglese sarà diretto da Juan Carlos Ruflo e le riprese inizieranno più avanti quest'anno.


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Tripoli 2011, in tempo reale: 1. Cosa succede veramente in Tripoli secondo Stephen Lendman, Franklin Lamb e altri

Fonte: TNEPD *
Prego leggere alla fine di questo post L’IMPORTANTE AGGIORNAMENTO su TRIPOLI – dopo l’articolo di Stephen Lendman
Da ieri, domenica 21 agosto, si susseguono freneticamente le immagini e le notizie dalla Libia e in particolare da Tripoli. Secondo il racconto dei media, la situazione in Tripoli – roccaforte di Geddafi – starebbe precipitando e la sorte del leader libico sarebbe segnata. Secondo la versione dei media di massa, i cosiddetti ‘ribelli’ sarebbero entrati in Tripoli e avrebbero preso controllo dell’aeroporto internazionale e del centro di telecomunicazioni di stato. Le immagini violente e i commenti dei mezzi busti che venivano trasmessi fin dalla mattina lasciavano intendere che le ‘forze rivoluzionarie’ appoggiate dalla NATO avrebbero preso il controllo della capitale e che la popolazione fosse nelle strade per acclamare i ‘liberatori’.
In parallelo, tuttavia, i media alternativi fornivano un resoconto in forte contrasto con la versione mainstream.
Da qualche tempo si è formata una cooperazione tra i canali di news alternativi e alcuni inviati speciali in Tripoli, che da mesi stanno collaborando sia con Press-Tv che con RT (Russia Today), e anche con l’emittente radiofonica PRN di Chicago, di cui il giornalista americano Stephen Lendman è uno dei conduttori. I tre inviati speciali sono: il Dr. Franklin Lamb, americano, esperto giurista internazionale con base in Libano, noto ai lettori di questo blog e da sempre uno degli esperti che collaborano con Press-Tv. Franklin Lamb si è trasferito da qualche mese in Tripoli, ed è amico di lunga data di Stephen Lendman da cui viene spesso interpellato per le trasmissioni radio con indirizzo politico internazionale. Il secondo inviato è Mahdi Nazemroaya, ricercatore universitario canadese, anche lui da mesi in Tripoli, da dove relaziona regolarmente per le tre emittenti menzionate. E Lizzie Phelan, giornalista freelance di Londra, corrispondente ufficiale di PressTv in Tripoli.


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21/08/11

Cancellare il debito, uscire dall'euro...e se chiudessimo anche la Borsa?

Fonte: Sollevazione *
Chi pensava che il tonfo delle borsa italiana del 10 agosto fosse stato uno "scivolone" causato ad una "irrazionale ondata di panico", dovrà ricredersi. Allora l'indice Ftse Mib chiuse a -6,65%, il dato peggiore dall'ottobre 2008 (post-Lehman Brothers). Ieri, giovedì 18 agosto ha chiusto a - 6,15%. Sell-off in gergo tecnico: andati in fumo in una sola seduta circa 20 miliardi di capitalizzazione. Gli squali della finanza hanno venduto di tutto: non solo azioni bancarie e assicurative, ma pure energetiche e industriali, Fiat in primis.

Il tracollo di Milano, è stato in linea con quello di tutte le borse mondiali, quelle cinesi e degli "emergenti" comprese, a conferma che il capitalismo-casinò è un sistema squilibrato sì, ma a vasi comunicanti. Più di tutte hanno perso le borse europee: bruciati nella seduta di ieri 300 miliardi di dollari, quanto tutto il Pil della Grecia, e quasi il doppio di quello dell'Irlanda. Una vera e propria ecatombe. Un indice infallibile per misurare l'aria che tira nelle borse è l'andamento dei costi delle polizze che servono per  assicurarsi contro il rischio di default, i famigerati Credit Default Swap: ieri hanno addirittura superato i record toccati dopo il crack Lehman: 237 punti base contro gli allora 211 punti. In poche parole non serpeggia solo tra gli squali —Hops! "investitori"— che il sistema entri in depressione, ma che questa sarà preceduta dal fallimento a catena di grandi banche e aziende.


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Ispezioni sismiche in Adriatico.

Fonte: Petrolio.blogosphere *
Notizia degli ultimi giorni: la Northern Petroleum ha ottenuto i permessi per fare ispezioni sismiche in Adriatico, davanti alla Puglia, con la tecnica dell'air gun. Le ispezioni sismiche sono violente esplosioni di aria compressa in mare che permettono di dare stime sui giacimenti delle riserve di petrolio grazie ai segnali riflessi. Sono dannosi al pescato, al delicato equilibrio marino e alla vita dei cetacei che spesso possono spiaggiare. Soprattutto sono il primo passo verso la petrolizzazione dei mari del Salentino e del Barese, che si concluderà secondo le intenzioni della Northern Petroleum, con l'installazione di almeno nove piattaforme a mare. A tutti coloro che ritengono tutto ciò inevitabile, e che "se volete riempire il serbatoio non lamentatevi", ricordiamo che tutto il petrolio (scadente) eventualmente ed ipoteticamente recuperabile in zona corrisponde a 29 giorni di fabbisogno italiano.


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PlantLab e la serra del futuro

Fonte: Ditadifulmine *
Come migliorare l'agricoltura per renderla sempre più sostenibile? PlantLab, un'azienda olandese, crede di avere la soluzione a portata di mano: serre iper-tecnologiche. La serra non è certamente un'invenzione recente, ma quello che rende le serre di PlantLab così particolari è il livello di tecnologia (e di buon senso) che viene applicato all'agricoltura per creare un vero e proprio "Plant Paradise". Ogni Plant Paradise è un ambiente chiuso, pressochè sigillato, che dipende ben poco dall'ambiente esterno. PlantLab, tramite il suo software di controllo PlantLab OS, monitora 163.830 parametri al secondo per poter creare l'ambiente ideale al tipo di coltivazione ospitato nella serra, un paradiso vegetale in cui pomodori, zucchine e qualunque altro tipo di pianta commestibile possono crescere al meglio, e con risultati superiori a quelli ottenibili in natura. PlantLab non utilizza pesticidi, non modifica geneticamente le piante, e cerca di limitare l'intervento umano il più possibile, agendo su elementi come luce, acqua e temperatura per poter conseguire il risultato migliore. Un esempio è la luce: molte piante non hanno bisogno di diverse frequenze luminose, che non fanno altro che favorire l'evaporazione dell'acqua e contribuire a riscaldare eccessivamente la pianta.


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Viaggiare, si viaggiare

Fonte: Sancara *
Perchè si viaggia? Cosa ci spinge a partire? Ho sempre pensato che il conoscere sia il primo motivo che spinge l'uomo, nel senso di genere umano, a mettersi in cammino. Del resto solo andando verso gli altri si ha la possibilità di comprenderli e, attraverso le relazioni che si possono instaurare, di conoscerne idee, tradizioni e pensieri. Vi sono alcuni Paesi in cui viaggiare, per noi europei, è un'esperienza unica. Colori e profumi, costumi e paesaggi, grandezze e minuzie. Da sempre l'uomo è stato spinto - da qualcosa di non sempre chiaro - ad "andare oltre", a superare le barriere dello spazio (sia stato esso lo stretto di Gibilterra, un grande Oceano, una montagna o un fiume) e del tempo (che necessitano mesi o anni o l'intera esistenza). Un tempo si viaggiava in luoghi quasi inaccessibili, si raccontavano, al ritorno (e non sempre si tornava), storie a cui spesso nessuno credeva - a volte anche perchè erano inventate di sana pianta o in gran parte modificate - o a cui nessuno poteva opporre tesi diverse.
Oggi viaggiare è semplice. Con il denaro si arriva ovunque. Un aereo, dei mezzi veloci, guide in qualsiasi angolo - anche il più sperduto- della terra, immagini che ci giungono da qualsiasi luogo del pianeta e che in tempo reale sono visibili, grazie alla rete, in ogni parte del globo.
Certo non tutti i motivi per cui si viaggia sono nobili e compatibili con il sistema mondo. Oramai il turismo globalizzato consente a chiunque abbia i mezzi economici, di giungere ovunque. Con lo stesso atteggiamento mentale si visita una grande metropoli o una remota zona del deserto del Kalahari dove vivono popoli oramai d'altri tempi. La chiamano civiltà.


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La cronologia esoterica di Daniel Ruzo, il grande studioso dell'altopiano di Marcahuasi, e la data limite del 2137 d.C.

Fonte: Yuri Leveratto *
Il ricercatore esoterico peruviano Daniel Ruzo (1900-1991), passò gran parte della sua vita a studiare alcuni luoghi molto particolari del pianeta, tra i quali Marcahuasi (Perú), e Tepoztlan (Messico). L’altopiano di Marcahuasi è un luogo leggendario: situato a quasi 4000 metri d’altezza nella regione di Lima, è esteso circa 4 chilometri quadrati. Nel centro della meseta vi sono i resti di una cittadella preincaica le cui vestigia risalgono al VIII secolo d.C. Inoltre, disperse nell’altopiano (o forse correttamente ubicate), vi sono molte sculture megalitiche, antropomorfe, zoomorfe e mitologiche, oltre ad alcuni petroglifi e ideogrammi, che Ruzo interpretò come l’opera di una civiltà antidiluviana perduta, da lui denominata Masma. A dovere di cronica bisogna aggiungere che gli archeologi tradizionali hanno sempre negato che le strane formazioni rocciose di Marcahuasi siano effettivamente delle sculture fatte dall’uomo in tempi remoti, descrivendole semplicemente come il risultato dell’erosione di pioggia e vento nel corso dei millenni e della fantasia dei ricercatori esoterici.


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